Bollettino Protezione Civile 11 marzo/ Conferenza stampa: 827 morti coronavirus

- Niccolò Magnani

Bollettino Protezione Civile in diretta video conferenza stampa: nuovi aggiornamenti sul coronavirus in Italia. 827 morti, 10590 contagi generali

Conte e Borrelli
Angelo Borrelli con Giuseppe Conte (LaPresse, 2020)

Come purtroppo avevamo preannunciato ieri, il numero dei contagiati da coronavirus sono in netto aumento dato che parecchi tamponi sono giunti ieri in tarda serata non riuscendo ad aggiornare i direttivi regionali: questo emerge dall’ultimo bollettino della Protezione Civile dell’11 marzo 2020, presentati poco fa in conferenza stampa con il Capo Angelo Borrelli. A livello generale fino ad oggi sono 827 i morti, 1045 i guariti dimessi e 10590 contagi positivi al coronavirus: in merito all’aumento rispetto alla giornata di ieri, il bollettino spiega come vi siano 41 guariti in più, mentre i decessi sono 196 in più, 2% nella fascia dei 50enni mentre oltre il 78% ha patologie pregresse tra gli anziani che hanno purtroppo contratto il Covid-19 e sono morti dall’inizio dell’emergenza. Finiamo poi con i contagi: ad oggi sono 10590, incremento per i dati in più arrivati dalla Lombardia dove solo 600 casi arrivano solo come “avanzo” dal conteggio di ieri. Ad oggi in terapia intensiva sono 1028 persone mentre ricoverati con sintomi sono finora 5838: per quanto riguarda invece i dati arrivati solo dalla Regione Lombardia, l’assessore Gallera in conferenza stampa ha spiegato come ad oggi solo 7280 positivi vengono dalla Lombardia, 3852 ospedalizzati (crescita di 500 persone al giorno che vengono ricoverate), 560 in terapia intensiva (+94 rispetto a ieri). «Abbiamo 50 posti liberi, troppo pochi anche se li apriamo ogni giorno di nuovi. Non c’è linea guida a decidere chi ricoverare e chi no, è una bufala», conclude l’assessore lombardo al Welfare.

+1500 CONTAGI IN PIÙ IN LOMBARDIA

In attesa dei nuovi numeri in arrivo con il bollettino aggiornato all’11 marzo, sempre in conferenza stampa dalla sede della Direzione Nazionale della Protezione Civile, dalla Lombardia i numeri prodotti dagli ultimi casi riscontrati non sono per nulla positivi. Sono 1300 in più i contagiati rispetto al numero di ieri, confermando quanto lo stesso Fontana e Borrelli ieri riportavano in merito ai meno dati arrivati in tempo dai laboratori per via dell’eccessivo affollamento di test e tamponi nel giro di poche ore. Questo dato, unito alla curva dei decessi che purtroppo in Lombardia continua a crescere, hanno portato questa mattina il Governatore Fontana assieme all’assessore Gallera a scrivere una lettera formale al Governo per richiedere misure più restrittive da adottare fin da subito in modo da ridurre il contagio da coronavirus. Nello specifico, si tratta di una chiusura praticamente totale di attività, aziende, negozi e trasporti a parte quelli essenziali per consentire il lavoro nei settori non chiudibili. In attesa del nuovo bollettino nazionale, l’Oms ha anticipato che nelle prossime ore formalizzerà lo stato di pandemia per l’intero mondo in merito al contagio da Covid-19.

VERSO IL NUOVO BOLLETTINO IN CONFERENZA STAMPA

Il contagio, la curva dell’epidemia e i numeri necessari per capire le prossime da attuare: l’Italia intera ogni giorno attende il bollettino della Protezione Civile alle ore 18 (in rigorosa diretta video con la conferenza stampa del Capo Angelo Borrelli) per poter far fronte alle risposte sanitarie, economiche e politiche che l‘emergenza coronavirus impone. Ma tutto parte da quei numeri, raccolti dal Dipartimento Nazionale e in arrivo da tutte le Regioni: l’emergenza Covid-19 non si arresta e neanche il “calo” dei contagi da un giorno all’altro ha riempito di fiducia gli esperti che invece parlano di picco ancora non arrivato. Gli ospedali della Lombardia sono al limite e il grande timore è che l’emergenza delle terapie intensive si possa sposare nei prossimi giorni alle Regioni del Centro-Sud che hanno molta meno capacità di contenimento, di strutture adeguate e risorse da porre sul campo per fronteggiare una crisi del genere. In attesa di eventuali misure più restrittive che il Nord chiede in aggiunta al Dpcm del 9 marzo, ieri i numeri arrivati dal bollettino della Protezione Civile hanno ugualmente allarmato: 8.514 persone risultano positive al virus sui 10.149 i casi totali, 1004 sono guariti e 631 purtroppo sono morti dall’inizio dell’emergenza. A livello di distinzioni per Regione, la conferenza stampa di Borrelli ha indicato ieri gli ultimi aggiornamenti: contagi positivi al coronavirus 4.427 in Lombardia, 1.417 in Emilia-Romagna, 783 in Veneto, 436 in Piemonte, 381 nelle Marche, 260 in Toscana, 99 nel Lazio, 126 in Campania, 128 in Liguria, 110 in Friuli Venezia Giulia, 60 in Sicilia, 55 in Puglia, 50 nella Provincia autonoma di Trento, 37 in Abruzzo, 37 in Umbria, 15 in Molise, 20 in Sardegna, 17 in Valle d’Aosta, 11 in Calabria, 38 nella Provincia autonoma di Bolzano e 7 in Basilicata. Qui la mappa aggiornata della Protezione Civile con tutti i contagi e i grafici sul coronavirus

PROTEZIONE CIVILE, BURIONI ATTACCA BORRELLI

Dett che i deceduti per coronavirus, come sempre, attendono una “conferma” nel loro bilancio generale una volta che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito l’effettiva causa del decesso, i dati del bollettino Protezione Civile non hanno certo rassicurato anche se ha colpito quel 529 di nuovi contagi in netta controtendenza rispetto ai 1598 intercorsi tra i due giorni precedenti. Con la nuova conferenza stampa in diretta oggi pomeriggio si potrà vedere se quei numeri erano stati “anomali” per i ritardi di alcuni test o se invece si confermerà una curva lievemente negativa. Nel frattempo va registrata una forte polemica alzata ancora ieri dal virologo professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e direttore scientifico di ‘Medical Facts, Roberto Burioni proprio contro Borrelli e la comunicazione della Protezione Civile nazionale: «La prossima volta che sentirò usare l’espressione ‘È morto con il Coronavirus non per il Coronavirus’ sfiderò la Protezione Civile a farmi accedere ai dati clinici dei pazienti deceduti per capire se questa affermazione è vera oppure se è una criminale minimizzazione». Quel riferimento alle patologie pregresse come prima causa di decesso a Burioni non solo non “convince” ma lo reputa profondamente sbagliato dal punto di vista scientifico: «Non si può minimizzare, questo atteggiamento è intollerabile e per di più arriva da parte delle autorità ufficiali. Sottostimare la portata di questo fenomeno ha portato soltanto danni enormi. La gente MUORE DI CORONAVIRUS. E per questo dobbiamo fermarlo». Qui sotto trovate l’ultimo video bollettino sul coronavirus in Italia aggiornato al 10 marzo 2020.



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