Bollettino coronavirus Protezione Civile 20 aprile/ Conferenza stampa: 24114 morti

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Protezione Civile 20 aprile, diretta conferenza stampa Borrelli in video streaming: 24114 morti (+454), 108.237 positivi (-20)

borrelli locatelli protezione civile conferenza 640x300
Angelo Borrelli con Franco Locatelli in conferenza stampa

Sono 454 le morti in più rispetto a ieri nel nuovo bollettino della Protezione Civile, come ribadito nella nuova conferenza stampa con il Capo Angelo Borrelli, di ritorno dopo i due giorni di “stop” secondo il nuovo corso inaugurato venerdì scorso: le persone attualmente positive al coronavirus in Italia sono 108.237 con un aumento complessivo di 2256 casi rispetto a ieri (che tengono conto dei 454 morti, dei 1822 guariti e dei nuovi positivi al Covid-19). Il bilancio generale dei decessi vede salire tragicamente la quota fino a 24.114 (+1,9% rispetto alla giornata di ieri), mentre sono 48887 le persone guarite dalla pandemia Sars-CoV-2 (+3,9%); infine, il bollettino della Protezione Civile mette in evidenza 2.573 pazienti ricoverati in terapia intensiva in tutto il Paese, -62 rispetto a domenica con un totale complessivo dei casi da contagio dall’inizio della pandemia che sale fino a 181228 persone, +1,3% rispetto a ieri. Il dato però più interessante è quello evidenziato da Borrelli in conferenza stampa: «andiamo a diminuire il numero delle persone attualmente positive». Sono infatti -20 le persone attualmente positive rispetto al computo totale dei contagiati da coronavirus Covid-19.

BOLLETTINO TOSCANA, LOMBARDIA E VENETO

In attesa della nuova conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile, i dati che emergono sul contagio da coronavirus in alcune importanti Regioni d’Italia confermano il trend degli ultimi giorni: in Toscana il nuovo bollettino aggiornato al 20 aprile vede aumentare i contagi di 135 unità rispetto al giorno prima (8507 i casi di positività al Covid-19), +30 morti (età media 83,5 anni) che fissano il bilancio drammatico generale a 667 decessi. «Si riducono ancora le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid che oggi sono complessivamente 1.032 (12 in meno di ieri), di cui 182 in terapia intensiva (-10 rispetto a ieri)», riporta la nota dell’assessore alla Sanità Toscana dopo che il dato dei tamponi oggi vede un +1.882 rispetto a domenica, con dato generale fissato a 105.857 dall’inizio della pandemia.

Tra le vittime, 13 sono registrate nell’area di Firenze, le altre si dividono in Prato (1), 3 a Pistoia, 6 a Massa Carrara, 3 a Lucca, 2 a Pisa, 1 ad Arezzo ed 1 a Siena. In Regione Lombardia il nuovo bollettino vede invece 163 decessi a fronte di nuovi 735 contagiati al Covid-19 rilevati attraverso nuovi 6331 tamponi effettuati: da ultimo, in attesa della Protezione Civile nazionale, il Veneto che nel bollettino del 20 aprile vede salire le vittime +21 morti rispetto a ieri, con 192 contagiati in più rispetto ai dati di un giorno fa.

VERSO LA CONFERENZA STAMPA DELLE H18

Torna oggi il bollettino della Protezione Civile con la conferenza stampa alle ore 18 (in diretta video YouTube) come ormai gli italiani si erano abituati da due mesi a questa parte: resta per ogni lunedì e giovedì l’appuntamento con il commissario Borrelli e gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico mentre già domani è prevista la conferenza stampa delle ore 12 con il commissario Arcuri. In attesa di prendere l’abitudine con la nuova comunicazione sul coronavirus decisa dalla Protezione Civile venerdì scorso, sarà importante vedere più di tutto l’evoluzione dei dati dopo un weekend che ha confermato un netto rallentamento nei contagi e un costante aggiornamento sui decessi. Guardando il bollettino di domenica 19 aprile, si registrano +486 nuovi contagi positivi al Covid-19 registrati (108257 totali), 433 morti (23600 vittime totali) e 2128 dimessi-guariti in più rispetto ai 47055 dall’inizio della pandemia. Si segnalano poi anche 2.635 ricoverati in terapia intensiva (-98 su sabato) a fronte di 1.356.541 tamponi totali, +50.708 tra sabato e domenica.

Nel dettaglio regionale della diffusione del coronavirus, il bollettino della Protezione Civile di ieri mostrava ancora 34.497 positivi in Lombardia, regione per distacco la più colpita dall’inizio della pandemia. Seguono a scalare i 13.552 in Emilia-Romagna, 14.470 in Piemonte, 10.210 in Veneto, 6.496 in Toscana, 3.490 in Liguria, 3.182 nelle Marche, 4.321 nel Lazio, 3.022 in Campania, 1.971 nella Provincia autonoma di Trento, 2.786 in Puglia, 1.337 in Friuli Venezia Giulia, 2.202 in Sicilia, 1.987 in Abruzzo, 1.566 nella Provincia autonoma di Bolzano, 436 in Umbria, 864 in Sardegna, 844 in Calabria, 562 in Valle d’Aosta, 247 in Basilicata e 215 in Molise.

BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE: IL PUNTO DI REZZA (ISS)

In attesa di capire in conferenza stampa le possibili nuove evoluzioni sulla fase 2 – test sierologici, riaperture, controlli e screening e ovviamente eventuali differenze tra le Regioni – stamane il direttore del settore malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza ha fatto il punto degli aggiornamenti, con tutte le ultime novità e previsioni. «Due mesi dopo quel 20 febbraio, l’Italia sta decisamente meglio» spiega l’esperto epidemiologo a “Repubblica”, ribadendo però che il giusto voler tornare alla normalità non deve distrarre dall’emergenza sanitaria ancora presente. «D’ora in poi occorre agire sul territorio per identificare tempestivamente qualsiasi focolaio, perché il virus continuerà a circolare»; in cosa però il nostro Paese è migliorato sotto il profilo sanitario, lo spiega ancora Rezza basandosi anche sull’ultimo bollettino Iss

«Lo dicono tutti gli indicatori: diminuiscono i nuovi casi, c’è meno pressione sugli ospedali e il famoso R0, l’indice di contagio, che nelle prime fasi dell’epidemia era superiore a 3 (ogni infetto contagiava in media più di tre persone) oggi è di poco inferiore a uno». Un problema forse non sempre ribadito con forza nelle analisi e nelle conferenze stampa anche in Protezione Civile di questi mesi, ha riguardato la tempistica con cui è scattato il contagio in Italia del coronavirus: «sfortuna ha voluto che l‘epidemia esplodesse nella fase di picco influenzale. Chi aveva il virus ma con sintomi lievi è stato scambiato per un malato d’influenza, solo i casi più gravi hanno fatto scattare l’allarme. Questo ritardo ha dato il tempo al Covid 19 di diffondersi», conclude Rezza.



© RIPRODUZIONE RISERVATA