R. Kelly, processo per abusi/ Vittime obbligate a scrivere lettere per assolverlo

- Chiara Ferrara

R. Kelly a processo per abusi sessuali, emergono nuovi dettagli: avrebbe costretto le vittime a scrivere delle lettere che lo discolpassero

R.Kelly

Nuovi dettagli sono emersi in merito a R. Kelly, a processo con l’accusa di abusi sessuali su minori. Le numerose vittime, in base a quanto riporta il New York Times, avrebbero raccontato un particolare sulla vicenda che è comune a tutte. Dopo i rapporti, sarebbero state spinte a scrivere una lettera in cui lo scagionavano da eventuali accuse di molestie, ovvero proprio quelle che successivamente avrebbero mosso nei suoi confronti.

Il sentore è dunque che R. Kelly, indagato da anni per cattiva condotta sessuale, fin dal principio volesse gettare le basi per una eventuale difesa in tribunale. L’azione, tuttavia, non è andata affatto a suo favore. Le lettere – alcune delle quali erano conservate in una cassaforte in un deposito di Chicago, altre a casa – infatti sono state presentate dai pubblici ministeri come prove di coercizione e manipolazione che suggeriscono persino che sapeva da tempo che le sue attività avrebbero potuto portarlo dietro le sbarre.

R. Kelly, processo per abusi: le lettere incriminate

La scrittura delle lettere che stanno venendo utilizzate come prove nel processo a R. Kelly per abusi sessuali era sostanzialmente una routine. Probabilmente a consigliare il cantautore affinché le ottenesse era stato il suo entourage di legali. “A 17 anni non ho mai fatto sesso con Robert Kelly”, si legge in uno dei documenti scritti da una delle vittime. Al testo segue persino un elenco puntato in cui vengono selezionati gli atti sessuali non compiuti tra i due. La stessa ragazza, tuttavia, due anni dopo avrebbe denunciato di essere stata vittima di violenze proprio da minorenne e di essere anche stata costretta ad una interruzione forzata di gravidanza.

Il testo delle lettere, inoltre, puntava a screditare le vittime. “Voleva che includessimo lettere che dicevano che gli avevamo rubato dei soldi”, ha raccontato una di loro. “Che gli avevamo rubato orologi, che eravamo stati molestati dai membri della famiglia, che eravamo stati abusati e trascurati dai membri della famiglia e così via”. L’effetto che ne è scaturito in tribunale, tuttavia, è stato opposto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA