RAI E POLITICA/ Realiti, il flop di Freccero è un colpo anche per M5s

- Maestro Yoda

Su Realiti si è scatenato un caso che va al di là del flop di ascolti. Ed è un duro colpo anche per M5s che ha puntato su Freccero

freccero rai lapresse 2019
Carlo Freccero (Lapresse)

I fallimenti umani, professionali e governativi dei grillini sono oramai sotto gli occhi di tutti. Quando scelsero Freccero come loro campione alla Rai, il vostro vecchio Yoda pensò: solo dei provinciali incompetenti possono credere alle fole che Freccero racconta in giro sulla propria genialità. Che forse un tempo c’era pure, ma oggi è del tutto sparita, lasciando spazio a roboanti trombonate. Se ci voleva una prova, la stiamo avendo dal vero e proprio disastro di “Realiti”, il programma lanciato dal nostro genio televisivo per innovare la programmazione di Rai 2. Che ha prodotto non solo un miserabile 2,45% di share, ma anche una serie di problemi istituzionali e forse penali, a causa di un giovane ospite che ha espresso assai discutibili giudizi su Falcone e Borsellino, e di un altro pescato nel sottobosco della malavita, Niko Pandetta detto Tritolo, con anni di carcere alle spalle, fiero di essersi pagato il suo primo cd da cantante neomelodico con una rapina, e che ha pure minacciato in un videoclip il Consigliere regionale campano Borrelli.

Era forse questo che pensava il conduttore Enrico Lucci quando dichiarò:”Realiti farà il ritratto affettuoso ma crudele di quell’Italia dei poveri in cui le persone pensano di avere un’identità attraverso e grazie ai social“? O che pensava Freccero quando affermava: “Per la prima volta la tv generalista si collega con Instagram e il pubblico potrà votare proprio dal social network. Realiti è sperimentale e conclude la prima parte del mio mandato”. Beh, la conclude proprio male, perché quelli che sanno fare tv fanno prove, analisi e focus group, senza andare così allo sbaraglio come non farebbero nemmeno i peggiori dilettanti. Obbligando lo stesso Lucci ad ammettere: “Il racconto era troppo sfilacciato, c’era dentro troppa roba, era un mostro a dieci teste. Se un programma va così male, vuol dire che si è sbagliato“.

A fronte di questa tardiva presa di coscienza del conduttore, Freccero insiste nel farci dubitare della sua lucidità mentale: “Non conta lo share ottenuto, ma i contatti: il numero di persone che cambiando canale, non si sono fermate, ma hanno capito che su Raidue qualcosa è cambiato…Risponderò con un libro su come si fa la tv generalista...”. Con la sua smisurata prosopopea ha avuto pure la sfrontata improntitudine di sostenere: “Come è noto frequento, studio e insegno i media, soprattutto quelli nuovi.. .Voglio riportare la satira, voglio riportare Daniele Luttazzi“. Ah sì? Quel modesto comico beccato a copiare le battute dai più famosi (e veri) comici americani, ossessionato dal sesso, che ha avuto comunque il suo momento oltre vent’anni fa? Bel progetto innovativo per uno che studia soprattutto i media nuovi.

Purtroppo per Freccero ora le chiacchiere stanno a zero, il re è completamente nudo, e non gli è più sufficiente fare il movimentista andando a pescare senza alcun filtro autorale nel torbido della sentina di quella nave sgangherata cui assomiglia sempre di più l’Italia. Pena fare disastri degni solo di un presuntuoso dilettante.

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