Ranieri Guerra “No vax mina vagante”/ “Pandemia covid alla fine, ma patologia resta”

- Davide Giancristofaro Alberti

Ecco le dichiarazioni di Ranieri Guerra, ex direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità, ospite ieri sera negli studi di Otto e Mezzo

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Ranieri Guerra a La7

Fra i vari ospiti di ieri sera durante la trasmissione Otto e Mezzo, classico appuntamento post tg di La7, condotto da Lilli Gruber, vi era anche Ranieri Guerra, ex direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché ex direttore generale dell’ufficio di Prevenzione del Ministero della Salute. Si parla della pandemia di covid, che sembrerebbe stia lentamente giunta al capolinea, ma resta la variabile impazzita dei no vax, che secondo Ranieri Guerra rappresentano “una mina vagante per se stessi e per gli altri”.

Quindi lo scienziata ha aggiunto: “C’è un dettaglio che andrebbe sottolineato. Siamo vicini alla fine della trasmissione epidemica, così esplosiva come l’abbiamo vista nell’ultimo anno e mezzo. Non credo, però, che siamo vicini alla fine della patologia indotta dal virus su questo è bene essere molto chiari”. E a riguardo specifica: “Un terzo dei colpiti continua ad avere sequele patologiche. Abbiamo anche evidenze abbastanza solide ed emergenti che il danno organico, il contatto con il virus è un contatto che lascia reliquati; quindi, vedremo nel prossimo futuro che cosa succede”.

RANIERI GUERRA: “DANNO ORGANICO POST COVID, UNA SINTOMATOLOGIA NON EVIDENTE OGGI MA…”

Ranieri Guerra è preoccupato dal “long covid”, ma anche dal sopracitato danno organico “anche se non c’è una sintomatologia clinica evidente oggi, però potrebbe insorgere domani”. A quel punto Lilli Gruber ha chiesto se anche chi dovesse prendere il covid da vaccinato potrebbe subire gli stessi problemi, e a riguardo Ranieri Guerra ha replicato: “Probabilmente no, probabilmente per chi lo prende da non vaccinato senza nessuna copertura”.

“Il contatto con il virus selvaggio è pericoloso – ha aggiunto – questo è quello che emerge da alcuni studi recenti, ci si augura che l’organismo abbia la capacità di rispondere e con il tempo si riesca a cicatrizzare quello che è stato danneggiato ma non lo sappiamo. Il virus ha una specifica affinità con le cellule celebrali e nervose ma anche per le cellule che rivesto il nostro apparato vascolare”.



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