Ratzinger nomina ambasciatore di pace/ Prerogativa Papa e i complottisti si scatenano

- Niccolò Magnani

Ratzinger nomina il presidente INA come “ambasciatore di pace”: sarebbe prerogativa del Papa regnante e così scatta il dibattito con i “complottisti” che si scatenano

Ratzinger e Bergoglio
Papa Francesco in visita al Papa Emerito Joseph Ratzinger (LaPresse)

Basta una nomina e il dibattito su chi sia per la Chiesa Cattolica il Papa “legittimo” riesplode: non è stata data notizia sui principali media nazionali – eccetto Reggio Today e Libero Quotidiano – ma il Papa Emerito Joseph Ratzinger ha nominato come “Ambasciatore di PaceLorenzo Festicini, il presidente dell’unione umanitaria romana Istituto Nazionale Azzurro (organizzazione vicina al Cardinal Comastri, ndr). Sono state pubblicate anche alcune foto dallo stesso istituto dimostrando che Benedetto XVI nonostante l’età e le malattie è comunque in buona salute tanto da riuscire in piena pandemia a ricevere comunque visite, seppur molto rare.

«Si tratta di una nomina puramente spirituale, di una benedizione per la sua attività umanitaria in Benin» spiega Festicini, onorato di aver potuto incontrare il Papa Emerito e di aver scambiato con lui una piacevole chiacchierata sulle missioni esercitate dall’INA. La notizia di per sé finirebbe qui, ma “complottisti” e attenti osservatori delle dinamiche vaticane hanno giustamente riaperto il “dibattito” sull’anomalia dei due Papi.

IL PAPA “LEGITTIMO” E LE FUNZIONI

Il gesto infatti di nominare un ambasciatore – seppur con valenza simbolica e spirituale come questa – è prerogativa del Papa regnante, in questo caso dunque dovrebbe essere Papa Francesco. Eppure, a pochi giorni dalla brevissima intervista sul Corriere della Sera in cui Ratzinger ha ribadito che «c’è un solo Papa» il tema “riesplode” nuovamente. Libero fa infatti notare come Ratzinger nelle sue dimissioni abbia dismesso tutte le funzioni pratiche (“ministerium”) ma non l’incarico spirituale (il “munus”) e questo gli darebbe anche il potere di fatto di nominare ambasciatori e altre funzioni interne alla Chiesa: «Venerdì scorso abbiamo anche chiesto a 20 canonisti della Sacra Rota, se un atto di rinuncia così dubbio possa essere valido ai sensi del Canone 14, ma nessuno di loro ha risposto. Un segnale?», scrive il collega Andrea Cionci su Libero.

Se però per il Diritto Canonico “munus” e “minsterium” sono indivisibili, allora la teoria dell’unico Papa legittimo Benedetto XVI tornerebbe ad essere riaffermata e valevole. Il tutto nei giorni in cui un nuovo saggio giuridico canonico – «Benedict XVI: pope emeritus?» della giurista Estefania Acosta – afferma che sia proprio Ratzinger l’unico Papa in quanto ha mantenuto per sé il “munus spirituale, l’incarico divino e che la sua rinuncia «sia stata scritta volutamente invalida per svelare e annullare i “golpisti” a tempo debito».

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