Raz Degan/ “Ero un barista, quanto ero un bambino non c’erano soldi…” (Vieni da me)

- Silvana Palazzo

Raz Degan a Vieni da me racconta la sua missione con Unhcr. Caterina Balivo invece rivela un retroscena: “Quando ti ho incontrato con mio marito Guido Maria Breva, lui mi ha detto che…”

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Raz Degan a Vieni da me

Raz Degan, a Vieni da me, ha ripercorso la sua infanzia. Prima di trovare il successo e diventare famoso in tutto il mondo, Degan ha iniziato come barista, ma com’è stata la sua infanzia? “Sono cresciuto in un kibbutz. Era un po’ come un campeggio. Non c’erano soldi. Stavano sempre insieme. Era una ideologia. Non usavamo denaro. Era tutto molto bello. Non c’è in fondo una vita migliore che una vita piena di sogni”, ha raccontato a Caterina Balivo. Un racconto che ha emozionato il pubblico di Raiuno che ha apprezzato le parole dell’ex compagno di Paola Barale e il suo legame con i valori e le proprie origini. Grato per tutto quello che ha ottenuto, poi, Raz ha anche parlato del viaggio fatto in Niger (leggete in basso, aggiornamento di Stella Dibenedetto).

RAZ DEGAN, CATERINA BALIVO SVELA UN RETROSCENA

Raz Degan a “Vieni da me” ricorda Ermanno Olmi, con cui ha lavorato per il film Centochiodi. «Una delle esperienze più belle della mia vita, mi manchi». Sul rapporto con l’Italia: «Questo Paese mi ha dato tanto, mi ha dato una casa e la possibilità di esprimermi. Ora che ho vissuto il mio sogno, voglio dare la stessa possibilità agli altri». Quando arriva il momento dei saluti poi la conduttrice Caterina Balivo rivela un retroscena sul suo ospite, che aveva già incontrato in un’altra occasione, proprio in Puglia. E quindi spiega le sue impressioni e quelle del marito. «Io l’ho incontrato con mio marito (Guido Maria Brera, ndr) in Puglia e lui era più rapito di me. Mi ha detto che è figo pure dentro, e lo ha detto pure con una punta di invidia. Era molto colpito». L’ex modello ha quindi sorriso e ha abbracciato la conduttrice dopo i complimenti ricevuti. (agg. di Silvana Palazzo)

RAZ DEGAN A VIENI DA ME: DAI SOGNI AD UNA MISSIONE

Raz Degan apre la cassettiera di “Vieni da me” per raccontarsi tra carriera e vita privata. Si parte però dalla sua collaborazione con Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). «I bambini sono il futuro di questo pianeta. Abbiamo bisogno di leader importanti. Possono venire da posti inimmaginabili, come i posti di guerra». Poi l’ex modello israeliano parla dei suoi inizi: «Rimasi bloccato in metro a Parigi e feci tardi per il provino della pubblicità che mi ha reso poi famoso. Quando sono arrivato ero l’ultimo. Niente avviene per caso». E per festeggiare i suoi 25 anni di carriera ha realizzato un cortometraggio. «Tutto è partito da un sogno. Ero un bambino fortunato, perché potevo sognare. Per questo sono qui: noi siamo fortunati e possiamo aiutare un bambino a entrare a scuola e cominciare a sognare». Quando lui era piccolo sognava di viaggiare, ma «ogni sogno deve partire dalla realtà». Lui infatti era barista prima di diventare famoso.

RAZ DEGAN A VIENI DA ME: TRA UNHCR E PUGLIA

«Ho lottato per il mio sogno, non arriva tutto veloce. Bisogna lavorare e coltivare il desiderio», racconta Raz Degan da Caterina Balivo. Con lei ha fatto una piccola gaffe: ha provato a usare lo shaker che aveva trovato nel cassetto, ma è volato a terra. «Si vede che non faccio un cocktail da ottant’anni». Ma Raz Degan insiste sul viaggio in Niger con Unhcr: «Volevo vedere come venivano spesi i soldi. Quando tocchi la realtà è diverso che vederla dal divano. Mi ha toccato dentro». Da amante della fotografia, ha ripreso quello che ha visto. «Abbiamo una coscienza. Quei bambini non hanno fatto nulla per trovarsi in quella condizione, sono solo nati nel posto sbagliato». Alessandra Morelli, responsabile Unhcr in Niger, in un videomessaggio lo ha ringraziato per il lavoro che sta svolgendo al loro fianco. «Il terrorismo se la prende con i più deboli. Brucia gli ospedali, le scuole… Raz ti aspettiamo, qua non si molla». Nei cassetti trova poi un trullo, simile a quello che ha comprato in Puglia: «Bisogna avere un punto di riferimento, una casa. Io sono un vagabondo, quindi stabilizzarmi è difficile per me. Amore? Sono molto discreto nel mio trulletto».

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