Razzo cinese caduto all’Oceano Indiano/ Video: sorvola Italia, detriti vicino Maldive

- Silvana Palazzo

Razzo cinese è caduto nell’Oceano Indiano, video: detriti vicino alle Maldive, senza fare danni. Ma aveva sorvolato Italia, in particolare Sardegna e Calabria

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Razzo cinese in caduta (Foto: Virtual Telescope, Gianluca Masi)

Sospiro di sollievo per l’Italia: il razzo cinese Lunga Marcia non si è schiantato sul nostro Paese. Pericolo scampato: i detriti del secondo stadio del vettore sono caduti nell’Oceano Indiano, vicino alle Isole Maldive. Parliamo comunque di una piccola parte del razzo cinese, che si è disintegrato infatti al contatto con l’atmosfera. Quindi, ha solo “salutato” l’Italia con una delle sue ultime orbite, perché – come riportato dal Corriere della Sera – ha sorvolato Sardegna e Calabria prima di spostarsi verso Est. La situazione è stata comunque monitorata per tutta la notte dal tavolo tecnico del Dipartimento della Protezione civile che ha seguito il rientro tramite i dati forniti costantemente dall’Agenzia spaziale italiana. L’incertezza sul luogo dell’impatto è durata fino alla fine, perché inizialmente era stato individuato nel Nord Atlantico, poi nel Mediterraneo orientale, quindi è caduto nell’Oceano Indiano. La ragione risiede nel fatto che è molto difficile stabilire con esattezza la traiettoria di un oggetto di grandi dimensioni che è in caduta incontrollata. Il razzo cinese non ha fatto eccezione. (agg. di Silvana Palazzo)

RAZZO CINESE CADUTO VICINO ALLE MALDIVE

Il razzo cinese è caduto alle Maldive, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, fortunatamente distante da aree abitate e senza arrecare danni di sorta a persone o cose. Il “Lunga Marcia 5B” ha tenuto gran parte d’Europa con il fiato sospeso, non ultima l’Italia, con le previsioni che inglobavano nel novero delle possibili zone d’impatto anche alcune regioni del Mezzogiorno. L’ufficio per il volo umano dell’agenzia spaziale cinese Cnsa e il Comando di difesa aerospaziale del Nord America hanno reso noto che gran parte del razzo si è disintegrata, incendiandosi già nelle prime ore della giornata odierna. Alcune parti, tuttavia, hanno resistito e si sono schiantate al suolo alle Maldive, in una posizione inclusa tra 72,47°Est e 2,65 °Nord. Passato dunque lo spauracchio per il possibile impatto del “Lunga Marcia 5B” su alcune regioni d’Italia, giova rammentare che, con le sue 18 tonnellate, è, di fatto, uno razzi più grandi degli ultimi decenni con un ritorno incontrollato nell’atmosfera. Proprio quest’ultimo dettaglio ha generato apprensione in molte nazioni, ma per fortuna tutto si è risolto nel migliore dei modi. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

RAZZO CINESE CADRÀ SULL’ITALIA?

Il mondo sta osservando il razzo cinese, o meglio, lo stadio del “Lunga marcia 5B”, in caduta incontrollata verso la Terra da tre giorni a questa parte. Le ultime previsioni danno il rientro nell’atmosfera terrestre nella notte fra sabato 8 e domenica 9 maggio, e il momento esatto dovrebbe essere poco dopo le ore 2:00 di notte, precisamente le 2:24, come specificato dall’agenzia Ansa. Il razzo cinese dovrebbe ricadere in una porzione in cui è compresa anche l’Italia, e secondo le indicazioni giunte dal Comitato Operativo della Protezione Civile convocato nella giornata di giovedì dal capo Dipartimento, Fabrizio Curcio, la zona sembrerebbe essere circoscritta al centro sud della nostra penisola, leggasi Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Gli esperti consigliano di restare al chiuso e di non uscire in luoghi aperti, visto che “è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici”. Al momento regna comunque sovrana l’incertezza, visto che il margine di impatto con la Terra del razzo cinese in caduta incontrollata potrebbe variare di ben 6 ore (sia prima che dopo le 2:24), ma la Protezione civile lo sta tenendo continuamente monitorato e di conseguenza verranno comunicati con tempestività eventuali cambiamenti nell’orbita di caduta del “pezzo” di Lunga marcia 5B, che dovrebbe avere un peso di circa 270 tonnellate, quindi non proprio un oggettino da niente. E a riguardo l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del progetto Virtual Telescope, è riuscito a catturarlo nei cieli di Roma stamane all’alba. “Abbiamo osservato il corpo del razzo da Roma – scrive lo scienziato sui social, scatto che trovate qui sotto – e lo abbiamo visto ad occhio nudo, chiaramente lampeggiante perché sta roteando su se stesso. La luminosità variava rapidamente, e potevo facilmente vederlo lampeggiare con i miei occhi. La nostra ipotesi dall’immagine è che il corpo lampeggia ogni 2,5 secondi circa”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

RAZZO CINESE, 9 REGIONI CENTRO-SUD IN ZONA IMPATTO

È previsto alle 4:52 di domenica 9 maggio il rientro nell’atmosfera del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B. L’orario, seppur abbia un margine di incertezza di sei ore, è stato aggiornato dal Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Inizialmente il margine di incertezza era di nove ore, ma si è ridotto. Resta in ogni caso troppo ampio per stabilire dove avverrà il rientro. Per ora l’Italia centro-meridionale rientra nella vasta zona su cui potrebbe avvenire il rientro. Sono 9 le regioni del Centro-Sud che si trovano nella zona potenziale dell’impatto: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Ma ne fanno parte anche Africa, Asia meridionale, Oceano Pacifico, Australia, parte del Nord America, America centrale e parte del Sud America. Sono comunque previsti nuovi calcoli nelle prossime ore che potrebbero ridurre ulteriormente quel margine di incertezza sul tempo e il luogo del rientro.

Per gli esperti il rischio che un detrito del secondo stadio del razzo cinese cada in Italia è remoto. Ai timori si aggiungono le dichiarazioni dal Pentagono che hanno aggiunto incertezza: «La traiettoria è seguita dallo US Space Command, abbiamo la capacità di fare molte cose, ma non c’è un piano per abbatterlo». Le previsioni di rientro sono soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del razzo stesso e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, oltre che a quelli legati all’attività solare.

“RISCHIO PER ITALIA MOLTO BASSO, MA NON ESCLUDIBILE”

L’altro problema è dettato dal fatto che per questo razzo si tratta di un rientro incontrollato. Questo vuol dire che i tecnici cinesi non possono dirigere il residuato del razzo cinese verso una zona particolare. Lo stadio del razzo, alto 30 metri con diametro di 5 metri, pesava 18 tonnellate al lancio, ma quel che resta si disintegrerà con l’impatto con l’atmosfera, quindi gran parte brucerà. C’è però comunque la possibilità che qualche frammento di metallo, realizzato per resistere alle alte temperature, sopravviva. L’ipotesi della “pioggia” di detriti è stata indicata anche dagli analisti di Aerospace Corporation, che includono anche l’Italia meridionale. Dunque, è impossibile prevedere il punto del potenziale impatto, intanto il detrito spaziale viaggia a 18mila miglia all’ora. Anche il momento cruciale è incerto. La Protezione civile italiana ritiene che il rischio per i territori a Sud di Napoli è «molto basso, ma non escludibile». Si susseguono comunque le riunioni del Comitato esecutivo per circoscrivere l’area di eventuale emergenza. Nel frattempo montano le polemiche sulla Cina che corre all’esplorazione dell’universo, ma si conferma recidiva nel mancato controllo dei detriti spaziali.

I CONSIGLI DEGLI ESPERTI

In virtù delle informazioni rese disponibili dalla comunità scientifica, sono state fornite alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione. Pur essendo poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che quindi sono più sicuri rispetto ai luoghi aperti, si consiglia di stare lontani dalle finestre e porte vetrate. I frammenti, come riportato da RaiNews, potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così rappresentando anche pericolo per le persone. All’interno degli edifici i posti più sicuri per la loro struttura sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti, per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e delle pareti. Infine, si consiglia di non toccare alcun frammento, mantenendosi a distanza.



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