REGINA/ Il rapporto padre-figlia nell’esordio convincente di Alessandro Grande

- Carmine Massimo Balsamo

Regina, la recensione del film diretto da Alessandro Grande e in concorso al Torino Film Festival 38: un esordio da non sottovalutare

regina
(Una scena del film)

Vincitore del Premio David di Donatello 2018 al miglior cortometraggio grazie al suo Bismillah, Regina di Alessandro Grande è l’unico film italiano in concorso al Torino Film Festival 38. Un racconto di formazione che accende i riflettori sul rapporto padre-figlia, una storia che arriva al cuore dello spettatore e che rappresenta uno dei migliori esordi italiani degli ultimi anni.

SINOSSI – Regina (Ginevra Francesconi) ha 15 anni e sogna di fare la cantante. A supportarla c’è suo padre Luigi (Francesco Montanari) che è tutta la sua famiglia dato che Regina ha perso la madre anni prima; Luigi, proprio per starle accanto, ha rinunciato alla sua carriera musicale. Il loro è un legame fortissimo, indissolubile, almeno fino a quando, un giorno, un evento imprevedibile cambierà le loro vite.

Come dicevamo, Regina  è uno degli esordi più significativi delle ultime stagioni cinematografiche, ma non solo. È dai tempi de La bocca del lupo di Pietro Marcello – anno 2009 – che l’Italia non sfoggia una pellicola di simile portata nel concorso principale del TFF. L’opera prima di Alessandro Grande è un viaggio all’interno di un conflitto generazionale, che accende i riflettori sui sensi di colpa. E c’è di più: il regista calabrese indaga soprattutto sulla figura generazionale di oggi, incapace di prendersi delle responsabilità. Luigi è l’esempio perfetto. Un film più che mai attuale, che parla di una problematica reale e sempre più diffusa.

Regina è un film sincero, onesto, senza artifici. Anche la Calabria viene rappresentata da un punto di vista diverso rispetto al solito: la criminalità resta sullo sfondo, mentre vengono mostrate soprattutto le bellezze della montagna, i suoi laghi bellissimi e i suoi paesaggi mozzafiato. Molto interessante la decisione di utilizzare il clima come metafora del rapporto tra i due personaggi: dal sole abbacinante delle prime sequenze al freddo, al gelo.

Alessandro Grande pensa più alla sostanza che alla forma – come testimoniato dagli ottimi piani sequenza – e il suo Regina punta ad arrivare al cuore dello spettatore, riuscendoci. La protagonista – la giovane e assai promettente Ginevra Francesconi – è una ragazza forte e tenace, ma allo stesso tempo è fragile. Si allontana dal padre, ma contemporaneamente vuole salvarlo. Un personaggio costruito molto bene, di questi tempi non è poco. Le performance dei due attori contribuiscono all’ottima riuscita del film, Francesco Montanari conferma ancora una volta di essere uno degli attori migliori in circolazione.

Produzione Bianca Film con Rai Cinema, Regina è un esordio a dir poco convincente e meritebbero un ottimo riscontro di pubblico, nella speranza che le sale riaprano…

© RIPRODUZIONE RISERVATA