RIFORMA PENSIONI/ Il pericolo inflazione per i pensionati

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, con le rivalutazioni aumenta l’importo degli assegni, ma l’inflazione mette a rischio il potere d’acquisto dei pensionati

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LaPresse

IL PERICOLO INFLAZIONE PER I PENSIONATI

Rosamaria Papaleo, Segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, e Adelmo Lasagni, Segretario generale della Fnp-Cisl Emilia Centrale ricordano che grazie alla rivalutazione delle pensioni chiesta dai sindacati ci sarà un aumento degli assegni rispetto allo scorso anno. Tuttavia, “le cifre in più non corrispondono ad un arricchimento dei pensionati, ma semplicemente al mantenimento pressoché invariato del loro potere d’acquisto. Questo a seguito dell’accordo tra sindacati e governo per tutelare le pensioni dall’erosione dell’inflazione che, come vediamo, ha ripreso a correre”. I sindacalisti, come riporta redacon.it, ricordano anche che “i pensionati, soprattutto nel momento della pandemia, hanno fatto argine alle situazioni più difficili, aiutando figli e nipoti”. Lorenzo Bonini, responsabile dell’Inas-Cisl per la provincia di Reggio Emilia, evidenzia anche che, a causa di conguagli e addizionali regionali e comunali, “la vera rata netta della pensione (tranne qualche raro caso) sarà quella di marzo”.

IL MESSAGGIO INPS SU OPZIONE DONNA

Come ricorda l’Ansa, l’Inps, in un messaggio diffuso ieri, ha fornito indicazioni relative alla proroga di Opzione donna, una delle misure di riforma pensioni contenute nella Legge di bilancio 2022. Come noto, bisognerà avere raggiunto i requisiti necessari (35 anni di contributi e 58 (59 nel caso di lavoratrici autonome) di età) entro la fine del 2021 e “il diritto alla decorrenza della pensione si consegue trascorsi: dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti e diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi. Per le lavoratrici del comparto scuola e degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) trovano applicazione al ricorrere dei requisitisi può conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre 2022 e dal 1° novembre 2022”.

LE MISURE SOSPESE DALL’INPGI

A seguito del passaggio del fondo dipendenti dell’Inpgi all’Inps, che diventerà operativo da luglio, il cda dell’Istituto previdenziale dei giornalisti italiani “ha deciso di sospendere temporaneamente l’applicazione delle nuove misure riguardanti il regime previdenziale della Gestione sostitutiva dell’A.G.O., previste da una precedente Delibera adottata il 23 giugno del 2021 approvata dai Ministeri vigilanti alla fine dello scorso mese di dicembre 2021”. Dunque non ci sarà più “un contributo aggiuntivo a carico dei giornalisti attivi alle dipendenze, per un periodo di cinque anni, pari all’1% della retribuzione imponibile a fini previdenziali”, né “un contributo a carico dei giornalisti e dei superstiti titolari di un trattamento pensionistico erogato dalla Gestione sostitutiva dell’AGO, consistente nel prelievo dell’1% della pensione annua lorda, sempre per un quinquennio”. Saltano anche altre misure tra cui “la rimodulazione del limite di reddito cumulabile con la pensione (dal 2022 riduzione della franchigia da 22.514,23 euro a 5.000 euro)”.

QUOTA 102, L’ATTESA DELLA NOTA MINISTERIALE PER LA SCUOLA

In un articolo pubblicato su tecnicadellascuola.it, viene ricordato che è già possibile presentare domanda, anche online, all’Inps per accedere a Quota 102, la misura di riforma pensioni che ha sostituito Quota 100. “Per quanto riguarda il personale scolastico, si è in attesa della nota ministeriale, con tutte le indicazioni. Le domande si potranno presentare entro il 28 febbraio 2022 tramite Istanze on line”, viene evidenziato dal portale specializzato in notizie sulla scuola. Rispondendo invece a un lettore del sito di Repubblica, Antonella Donati chiarisce che per la determinazione dell’importo della Pensione di cittadinanza, nel modello Isee non va indicata la rendita Inail che si percepisce per infortunio sul lavoro. “La rendita Inail non va indicata nel modello Isee in quanto non costituisce un reddito. Allo stesso modo non va indicata nel modello Rdc  perché questo, come indicato nelle stesse istruzioni di compilazione, deve essere inviato esclusivamente in caso di variazione della situazione Isee reddituale o patrimoniale”, scrive Donati.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI BOMBARDIERI

Anche la Uil, mediante il suo Segretario generale Pierpaolo Bombardieri, come riporta Adnkronos, si è espressa dopo il confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni. “Abbiamo iniziato a entrare nel merito delle questioni e chiarito che nessuno pensa di cambiare il sistema contributivo ma bisogna intervenire sul alcuni aspetti del sistema, dai giovani alle donne, dalla flessibilità in uscita alla previdenza complementare e tenere in considerazione i lavori gravosi perché non tutti i lavori sono uguali. Ci misureremo dunque sulla compatibilità sociale e su quella economica”, ha detto il sindacalista. A proposito di sistema contributivo, val la pena segnalare anche le dichiarazioni di Francesco Cavallaro.

LA POSIZIONE DELLA CISAL

Il Segretario generale della Cisal, infatti ha detto che “più passa il tempo e più si avvertiranno gli effetti negativi del sistema di calcolo contributivo sulle pensioni. Si innalzerà ulteriormente l’età pensionabile, ma il risultato finale sarà sempre e comunque quello di avere pensionati sempre più anziani alle prese con pensioni basse e, poiché, non si favorisce il ricambio generazionale, tenendo gli anziani al lavoro, avremo costanti ed elevati livelli di disoccupazione giovanile. Giovani che stentano e stenteranno sempre più a trovar lavoro e quando lo trovano, sovente è lavoro precario e sottopagato. Questo è il quadro, frutto degli interventi errati fatti finora sul sistema previdenziale”. Nel frattempo, come riporta Italia Oggi, si è tenuta una riunione tra i vertici di Inpgi e Inps che ha avviato il programma di allineamento per l’incorporazione della previdenza dei giornalisti professionisti in Inps a partire dal 1° luglio.

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