RIFORMA PENSIONI/ Ape e Usuranti, proroga fino al 1 giugno (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, slittamento per presentazione domanda di Ape Social, Usuranti e Precoci: la circola Inps e il rinvio al prossimo 1 giugno

Poste Italiane
Poste Italiane (LaPresse, 2018)
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APE E USURANTI, PROROGA TERMINI DOMANDE

Secondo le disposizioni del Decreto “Cura Italia” viene confermata la proroga per le domande circa l’Ape Sociale, il tema Usuranti e pure i Precoci: la riforma pensioni dei passati Governo Pd che concedeva pensione anticipata con determinati requisiti, viene fatta slittare dai termini di marzo fino al 1 giugno prossimo per via dell’emergenza coronavirus. Si tratta delle scadenze che erano già fissate per la verifica delle condizioni di conseguimento per l’Ape Sociale e per la pensione anticipata per tutti i lavoratori precoci. Nell’ultima circolare Inps 50/2020 pubblicata ieri, viene poi confermato anche lo slittamento per le condizioni per accedere alla pensione per i lavoratori addetti a lavoro notturni o usuranti: come ben riporta la circolare Inps, «in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 la sospensione dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL.

La sospensione – spiega nel dettaglio l’Istituto – coinvolge anche i termini per la presentazione delle domande di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alle prestazioni previdenziali erogate dall’Inps tra cui, in particolare, i termini per la produzione delle domande di verifica del beneficio per l’ape sociale, i lavoratori precoci e gli usuranti in scadenza nel suddetto lasso temporale».

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BONUS CAMPANIA PER PENSIONI MINIME

In attesa di novità sulla possibile riforma pensioni da affiancare al piano di completa ristrutturazione economica e sociale nei prossimi mesi, dalla Regione Campania si segnala una positiva iniziativa volta a tutti i pensionati che ricevono la “minima” nel pieno dell’emergenza coronavirus. La Regione amministrata dalla giunta De Luca darà per i prossimi 3 mesi un contributo economico per contrastare la crisi da Covid-19 e per consentire a chi riceve le pensioni minime di poter acquistare medicine, servizi a domicilio, cibo e ovviamente mascherine.

Sono circa 75mila i pensionati “minimi” in Campania (che percepiscono dunque meno di 1000 euro al mese, precisamente 515,07 euro in media). Non ci saranno bisogno di moduli, come annuncia la nota della Regione «Nei mesi di maggio e di giugno prossimi, a tutti i pensionati la Regione Campania erogherà un contributo tale da garantire i 1.000 euro al mese”. Chi percepisce ad esempio 510 euro, per due mesi si vedrà compensare quella cifra con 490 in più». (agg. di Niccolò Magnani)

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RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI LUCIANO

Nunzio Luciano, Presidente della Cassa forense, sottolinea, in un’intervista a Il Dubbio, che il click day relativo agli iscritti alla cassa previdenziale degli avvocati per ottenere il contributo una tantum previsto dal Governo non ha fatto registrare problemi come nel caso dell’Inps. Tuttavia fa presente che il costo dell’operazione, circa 100 milioni di euro, dovrà essere anticipato dalla Cassa per poi essere rimborsato dallo Stato. Il punto è che se ci sarà un nuovo “bonus” il mese prossimo, “dove troverebbe i soldi per restituire tutto quanto da noi anticipato? Non si può pensare che Cassa forense impegni quasi 100 milioni al mese. Così andiamo a intaccare le pensioni degli avvocati”.

IL PROBLEMA DELLA CASSA FORENSE

Luciano spiega infatti che “già ora, con l’anticipazione, noi prendiamo risorse dai rendimenti finanziari, che riteniamo di dover destinare piuttosto all’assistenza, anche per il coronavirus. Non possiamo andare a rompere il salvadanaio di ciascun avvocato”. Ci dovrà quindi essere un intervento da parte dello Stato per “individuare con chiarezza le coperture”. In tema di casse previdenziali, intanto, Il Sole 24 Ore segnala che la Covip, l’autorità di vigilanza del settore previdenziale, ha stabilito, per via della situazione creatasi con l’emergenza coronavirus, “il differimento ‘dall’8 maggio al 3 luglio della trasmissione dei dati a valore contabile della composizione delle attività detenute e della relativa redditività per il 2019’. Confermato invece l’8 maggio per tutti i dati per i quali è richiesto il valore di mercato”.

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