RIFORMA PENSIONI/ Bombardieri (Uil): no a decisioni di emergenza a dicembre

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ieri c’è stato un incontro tra Pd e sindacati al termine del quale Bombardieri e Sbarra hanno rilasciato dichiarazioni

Pierpaolo Bombardieri
Pierpaolo Bombardieri, Segretario generale Uil (LaPresse)

BOMBARDIERI (UIL): NO A DECISIONE DI EMERGENZA

Ieri c’è stato un incontro tra Pd e sindacati al termine del quale, come riporta Il Giornale, Luigi Sbarra, Segretario generale della Cisl ha spiegato di aver chiesto “che sul tema delle pensioni si apra un vero confronto con il ministero del Lavoro e con il governo per assicurare flessibilità in uscita, allargando e rendendo strutturale l’Ape sociale, conquistando una pensione di garanzia per giovani e donne, incentivando l’adesione alla previdenza complementare, ripristinando la piena indicizzazione e rivalutazione delle pensioni”. Il Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, come riporta Lapresse, ha espresso invece ai dem la preoccupazione per la mancanza del confronto. “Nella finanziaria chiediamo riforma degli ammortizzatori sociali, risposte sulla sicurezza sul lavoro, riforma fiscale, riforma delle pensioni”, ha aggiunto, specificando poi: “Non vorremmo che la non discussione ci porti ad una decisione di emergenza in dicembre”. Vedremo cosa farà in questo senso il ministro del Lavoro Andrea Orlando che fa parte proprio del Pd.

I DATI SULLE DOMANDE DI ACCESSO ALL’APE SOCIAL

Il Sole 24 Ore riporta i dati dei monitoraggi Inps relativi all’Ape social da cui emerge che questa forma di pensionamento anticipato, che non è aperta a tutti, ha visto tra il 2017 e i primi quattro mesi del 2021 67.400 domande accolte sulle circa 143.000 presentate. Anche per questo sono forte le pressioni di alcuni partiti e dei sindacati per andare oltre l’allargamento dell’Ape social per il post-Quota 100. Compito non facile considerando il costo che possono avere le misure di flessibilità previdenziale. Probabilmente quando ci sarà una nuova convocazione di Cgil, Cisl e Uil sul tema si capirà quali sono le reali intenzioni dell’esecutivo. Orietta Armiliato, in un post sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social da lei amministrato, spiega di aspettarsi “che dai tavoli negoziali fra Governo/OO.SS/Parlamentari/Etc, possano emergere soluzioni positive che consentano alle donne di raggiungere la quiescenza anticipatamente o tramite la conferma della misura dell’Opzione Donna oppure con qualcosa di simile, auspicabilmente migliorativa”.

LA SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI LIGURE

Come riporta il sito del Fatto Quotidiano, dalla Corte dei Conti della Liguria arriva una sentenza importante che stabilisce l’illegittimità della sospensione del trattamento previdenziale per i medici vaccinatori andati in pensione con Quota 100 dopo il ricorso di una dottoressa andata in quiescenza e poi assunta a termine per contribuire alla campagna vaccinale che si era vista sospendere la pensione per via del divieto di cumulo. Per la Corte dei Conti “i limiti generali alla cumulabilità dei redditi dei pensionati devono ritenersi derogati dalla normativa speciale emergenziale”, perché non sarebbe “coerente invitare un pensionato a svolgere un incarico – per pochi mesi e in cambio di una retribuzione inferiore al trattamento di quiescenza – per poi penalizzarlo azzerandone la pensione per l’intero anno. Tale interpretazione imporrebbe un paradossale sacrificio ai medici che hanno risposto all’appello, mossi anche da spirito di servizio, e disincentiverebbe la partecipazione dei sanitari in quiescenza con Quota 100 in misura significativa, inficiando lo scopo perseguito dal legislatore”.

LE PAROLE DI ELSA FORNERO

Ospite della trasmissione diMartedì, in onda su La7, Elsa Fornero è stata interpellata sulla revisione del catasto che sembra essere all’origine dello strappo leghista all’interno della maggioranza. L’ex ministra del Lavoro ha evidenziato di avere l’impressione “che parlare di tassazione della casa in Italia è come parlare di riforma delle pensioni. Un Governo che tocca questi temi è destinato a molta impopolarità, a pagare un prezzo politico elevato. C’è un contenuto fortemente emotivo in questi temi, perché credo che molte persone possano essere d’accordo che avere una ricchezza, per esempio in case di abitazione, possa comportare una tassazione ragionevole. Molte persone sono d’accordo sul fatto che se io ho una casa nascosta al fisco, al catasto, questo non è giusto e quindi il fatto di riportarla dentro e magari tassarla un po’ può essere corretto. Però come sia comincia a parlare di questi temi, la ragionevolezza scompare”. C’è da ricorda che Elsa Fornero ha fatto parte di un esecutivo che ha affrontato entrambi i temi: riforma delle pensioni e tassazione degli immobili.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI GHISELLI

Secondo Roberto Ghiselli, “è necessario superare l’attuale sistema previdenziale, non intervenendo con semplici ritocchi ma operando una riforma complessiva. Occorre avviare al più presto un confronto tra Governo e sindacati in previsione della scadenza di fine anno di Quota 100 e della prossima Legge di Bilancio” Il Segretario confederale della Cgil, in audizione presso la commissione Lavoro sul tema della riforma delle pensioni, ha ribadito che “va introdotta una flessibilità in uscita a partire da 62 di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Inoltre, è necessario riconoscere la diversa gravosità dei lavori, prendendo a riferimento il contributo elaborato dall’apposita Commissione tecnica, valorizzare il lavoro di cura e delle donne che più di tutti hanno subito il peso delle riforme degli ultimi anni”.

IL COMMENTO SULLE PROPOSTE DI LEGGE

In un’intervista a pensionipertutti.it, Ghiselli commenta anche le nove proposte di legge in tema di riforma pensioni che sono state presentate in Parlamento spiegando che “diverse sono le proposte di legge che prevedono una flessibilità in uscita, la maggior parte delle quali però prevedono un elevato numero di anni di contributi, superiori a 35, per potervi accedere. Limiti così elevati sono comprensibili se associati ad una possibile uscita con una età più bassa, come opzione donna o come la pensione anticipata, ma non possono a nostro avviso essere la condizione di anticipo per un’età superiore ai 62 anni, e in questo caso pensiamo vada assunto come riferimento il requisito contributivo della pensione di vecchiaia che è di 20 anni”.

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