Riforma pensioni/ Fornero: non ripetiamo l’errore di Quota 100

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Elsa Fornero: lasciamo questa deviazione di quota 100  fino alla sua scadenza, ma poi non ripetiamo l’errore

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Elsa Fornero (Lapresse)

LE PAROLE DI ELSA FORNERO

Secondo Elsa Fornero, con il Recovery fund, “l’Europa ci ha dato un grande aiuto, ora sta a noi dare qualcosa in cambio”. In particolare, ha detto l’ex ministra del Lavoro a TgCom24, “ci hanno chiesto di spendere guardando al futuro. Vuol dire non pensare ai pensionamenti anticipati e preoccuparci dei nostri figli. Dobbiamo smetterla di tuonare contro il pensionamento in età più tarda, pur sapendo che le pensioni le pagheranno i nostri figli. Lasciamo questa deviazione di quota 100  fino alla sua scadenza, ma poi non ripetiamo l’errore”. Per Elsa Fornero, “se si vive di più, come prima cosa dobbiamo pensare a un percorso scolastico più lungo: abbiamo uno dei tassi di laureati tra i più bassi in Europa. Rimanere più a lungo nel sistema scolastico e anche in quello lavorativo”. Tuttavia, l’ex ministra ci tiene a specificare che “questo non vale per tutti ovviamente: ci sono dei lavori considerati usuranti che hanno diritto di andare in pensione prima di altri”. Dal suo punto di vista, l’Europa sta cercando di dire all’Italia: “Non accumulate debito sulle pensioni, fatelo per le generazioni future”.

I CAMBIAMENTI SUI COEFFICIENTI

In un articolo sulla Stampa, Bruno Benelli ricorda che sono stati da poco resi noti, da parte del ministero del Lavoro, “i nuovi coefficienti di trasformazione per l’anno 2021. In tal modo sappiamo già come saranno calcolate le pensioni del nuovo anno, calcolo che darà luogo a una prestazione un pochino ridotta a quella di oggi, cioè a quella che avrà decorrenza fino al mese di dicembre 2020”. C’è da tener presente che “la riduzione rispetto a quelle del passato è però modesta (da 0,33% a 0,72%), e questo perché ha subito un rallentamento l’aumento della speranza di vita. Dal prossimo gennaio i coefficienti vanno dal minimo di 4,186% (età 57 anni) al massimo di 6,466% (età 71 anni). Entro questi due paletti oscillano i valori intermedi”. Benelli spiega anche che “i coefficienti sono una specie di interesse riconosciuto dall’Inps, che però non soggiace alle variazioni del mercato, ma è legato esclusivamente a due fattori esogeni: a) l’età dell’interessato; b) l’andamento della speranza di vit

LA RICHIESTA DELLA FNA

Mentre il decreto rilancio è intervenuto sull’importo delle pensioni di invalidità, a seguito anche della sentenze della Corte Costituzionale in merito, il vice segretario nazionale della Federazione Nazionale Agricoltura Mario Smurra, come riporta sibarinet.it, chiede all’Inps di accelerare la ripresa delle attività dei centri medico legali “per le visite di primo accertamento e di revisione utili al riconoscimento delle pensioni. Promuovere convocazioni che rispondano il più possibile ai criteri di prevenzione e sicurezza. Snellire le procedure per salvaguardare la salute delle persone con disabilità”. Infatti, “gli accertamenti  sono stati sospesi a seguito dell’emergenza Covid e ad oggi si registra un intollerabile ritardo nella riattivazione, con conseguente ed evidente disagio per quanti aspettano questo momento”. La Federazione propone, per evitare file interminabili ed il prolungarsi dei tempi di accertamento, di “bypassare le visite ai soggetti con un quadro clinico chiaro ed incontrovertibile, testimoniato dalla documentazione clinica delle strutture pubbliche”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI GHISELLI

In vista della ripresa del confronto tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni, Roberto Ghiselli spiega che l’idea resta quella “di riformare strutturalmente la Legge Fornero”. In un’intervista a pensionipertutti.it, il Segretario confederale della Cgil spiega che “la riforma a cui pensiamo dovrà partire dopo Quota 100, quindi dal 2022”. Nel frattempo, però, “ci sono delle misure urgenti da adottare immediatamente, in parte anche connesse all’emergenza Covid 19. In particolare pensiamo che vada favorita l’uscita anticipata, anche estendendo il campo d’azione dell’Ape sociale e della legge sui precoci, a chi è disoccupato, a chi è invalido o a chi fa lavori particolarmente esposti al virus”. Parole che testimoniano quindi la volontà di estendere, anche nel tempo, misure che altrimenti rischierebbero di esaurire il loro effetto.

LE PROPOSTE DELLA CGIL

Ghiselli sottolinea anche che la Cgil sta pensando a “un nuovo strumento per accompagnare le persone dal lavoro alla pensione, in particolare a fronte di crisi o ristrutturazioni aziendali o per favorire l’assunzione di giovani. Si tratta di andare oltre i limiti di Isopensione e dei Contratti di espansione. Altrettanto urgente è risolvere definitivamente il problema degli ultimi esodati rimasti i quali, in questa situazione, hanno ancor più difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro e quindi va estesa l’ottava salvaguardia a tutti coloro che maturano i requisiti entro il 2021. Sugli esodati chiederemo quindi di riattivare lo specifico tavolo tecnico insediato a febbraio”.

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