RIFORMA PENSIONI/ Esodati, Ape social e gli altri emendamenti di Nannicini

- Lorenzo Torrisi

Nannicini ha fornito un aggiornamento sull’iter parlamentare della Legge di bilancio e sugli emendamenti che sta seguendo, tra cui alcuni che riguardano misure di riforma pensioni

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L'aula del Senato (LaPresse)

LE PAROLE DI NANNICINI

In un post sulla sua pagina Facebook, Tommaso Nannicini ha fornito un aggiornamento sull’iter parlamentare della Legge di bilancio e sugli emendamenti che sta seguendo, tra cui alcuni che riguardano misure di riforma pensioni. Scrive il Senatore dem: “Fino al weekend mi impegnerò per provare a portare avanti i miei emendamenti su – esodati e ape sociale – requisiti previdenziali da part-time verticale – tutele da riconoscere alle sportive professioniste – monopattini elettrici – terzo settore – disabilità – detassazione degli aumenti salariali dei contratti nazionali – convenzione Italia-Albania su diritti pensionistici. Dopo il weekend la legge di bilancio arriverà in aula e vi racconterò la storia di queste battaglie, oltre a quelle a cui ho già dovuto rinunciare”. Il riferimento è al fatto che “su questa manovra, purtroppo, continuano a pesare un macigno e due veti incrociati”. Il primo è quello riguardante la necessità di disinnescare l’aumento dell’Iva, il secondo l’impossibilità di “toccare Quota 100 o rimodulare le aliquote Iva per rilanciare la crescita”.

LE ASSENZE NELLA MANOVRA PER LE DONNE

È stato evidenziato diverse volte il divario di genere presente nel sistema pensionistico italiano. Materia su cui la Legge di bilancio non pare proprio intervenire. In un post sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, infatti, Orietta Armiliato riassume i contenuti delle misure di riforma pensioni della manovra rispetto alla situazione previdenziale femminile: “1) veto su Quota 100: resta così e che nessuno la tocchi; rumors di Palazzo ed emendamenti rispediti al mittente confermano; 2) Opzione Donna: proroga solo per un anno, fa parte di accordi pregressi.… grazie a tutti/e coloro che hanno stretto questo accordo; 3) Cumulo gratuito per accesso ad OD e per i lavoratori esodati: hanno fatto tutti orecchie da mercante.”. Armiliato conclude il post evidenziando che “la reiterata promessa degli esponenti del Governo rispetto a tavoli futuri aperti sui temi previdenziali, la dice lunga”. Dunque strada sbarrata per Quota 100 rosa, una proroga fino al 2023 di Opzione donna e alla correzione di una disparità che già nella precedente legislatura sarebbe stato necessario apportare.

I 3,5 MILIARDI TOLTI AI PENSIONATI

Domani è in programma a Forlì un convegno organizzato dai Seniores di Forza Italia, in cui Fabrizio Ragni parlerà anche di riforma pensioni. Il coordinatore di Forza Italia Forlì, secondo uno stralcio dell’intervento anticipato da 4live.it, spiegherà che “la questione pensioni, che riguarda milioni di italiani, è stata silenziata per troppo tempo. Prima i governi di sinistra hanno bloccato l’adeguamento delle pensioni al tasso d’inflazione. Poi il governo Conte ha prorogato tale ingiustizia e ha pure compiuto un esproprio proletario istituendo un prelievo forzoso sulle pensioni più alte. In soldoni: è stata sottratta ad oltre 5 milioni di pensionati la perequazione delle pensioni, per un importo di oltre 3,5 miliardi. È necessario impegnarci tutti insieme per fare in modo che venga restituito il maltolto e che le pensioni non vengano più aggredite come hanno fatto i governi di centrosinistra e gli amici di Conte dei 5stelle. La civiltà di un Paese si misura dall’attenzione che riserva ai suoi anziani, è una questione vitale in una società che invecchia e che dovrebbe invece valorizzare queste risorse”.

RIVALUTAZIONI E 14A, LE RICHIESTE SINDACALI

A Benevento i sindacati dei pensionati hanno manifestato davanti alla Prefettura chiedendo misure di riforma pensioni per ripristinare un sistema di rivalutazione equo che tuteli il potere d’acquisto delle pensioni, per allargare la platea dei beneficiari della quattordicesima, per tagliare le tasse anche per le pensioni e per la separazione tra previdenza e assistenza. “Non si tratta solo di un aumento delle pensioni, ma anche della legge sulla ‘non autosufficienza’ che è indispensabile per tutelare gli anziani e le loro famiglie”, ha detto il Segretario generale della Spi Cgil di Benevento, Giuseppe Iodice, stando a quanto riportato da ntr24.it. Restando in Campania, i lavoratori della Firema, come riporta casertaweb.it, sono pronti a mobilitarsi per lo sblocco dei benefici ai fini previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto che consentirebbe l’ingresso in pensione di 80 dipendenti, riducendo conseguentemente l’uso del contratto di solidarietà in un periodo di crisi produttiva. Per tale sblocco occorre però un intervento del Governo già con la Legge di bilancio.

LA SFIDA PER IL SISTEMA PENSIONISTICO

Come spiega Il Secolo XIX, Unipol, insieme a The European House Ambrosetti, ha realizzato un Rapporto sul Welfare e ha anche lanciato un think thank, dal nome Welfare Italia, per ripensare e riequilibrare le politiche sociali del nostro futuro. Dal rapporto emerge una sfida interessante in tema di riforma pensioni. “Si vive più a lungo e l’età media è sempre più alta. Così nel 2050, in Italia ci sarà per ogni pensionato ci sarà solo 1,1 lavoratore stabile e i riflessi di questo rapporto peseranno sulle pensioni future”. “Anche per effetto dell’addio al posto fisso ci saranno 2,3 milioni di occupati e quindi meno contributi affluiranno nelle casse pensionistiche. In più, per effetto della bassa natalità nel nostro Paese, ci saranno 7,4 milioni di persone in età lavorativa in meno”. Secondo Welfare Italia “bisogna cambiare il sistema di protezione introducendo una maggiore flessibilità e personalizzazione delle prestazioni, un’integrazione funzionale tra pubblico e privato, una maggiore complementarietà e un percorso di responsabilizzazione di cittadini e imprese”.

IL TENTATIVO NEL DL FISCALE

Nel decreto fiscale pare che ci sarà una norma per cercare di favorire gli investimenti dei fondi pensione nelle imprese. Ne parla un articolo del Sole 24 Ore, evidenziando che l’intento sembra essere quello di dare una garanzia pubblica agli investimenti per capitalizzazioni e ricapitalizzazioni di Pmi “a fronte del pagamento di una commissione”. Non si tratta di una misura di riforma pensioni, ma di un intervento che, come spiega Sergio Corbello, Presidente di Assoprevidenza, cerca di “favorire l’incontro tra la domanda di capitali delle Pmi e la potenziale disponibilità a offrire soldi da parte dei fondi previdenziali, che però devono essere tutelati”. Un intervento di questo tipo avrebbe il vantaggio di finanziare l’economia reale, di garantire dei rendimenti ai fondi in un periodo di bassi tassi, dando però loro anche una garanzia. Ovviamente le Pmi interessate dovranno mostrare requisiti particolari per poter attirare gli investimenti. Che non è detto tuttavia che arrivino nel breve termine.

RIFORMA PENSIONI, I RITARDI DELL’INPS

In un articolo di Repubblica vengono riportate alcune delle storie raccontate dai lettori che stanno incontrando problemi nel vedersi liquidata la pratica per la pensione dall’Inps. Valentina Conte evidenzia che “la pensione erogata in due ore e mezza o in una manciata di giorni è stata solo una felice eccezione, legata al debutto di Quota 100 in marzo e aprile, quando la politica – Lega soprattutto – spingeva l’Inps a velocizzare con le elezioni europee alle porte. Anche a costo di mettere in coda le pratiche ordinarie, con un quarto di liquidazioni in meno nel primo trimestre di quest’anno”. Tuttavia ora anche la novità di riforma pensioni “è finita a galleggiare nell’ordinario limbo delle attese senza un perché”.

I DATI CONTRADDITTORI

Nell’articolo si citano i dati del Rendiconto sociale dell’Inps relativi al primo trimestre dell’anno, che “dicono che in effetti un rallentamento c’è stato nei tempi medi di liquidazione delle pensioni di vecchiaia o anticipate: 53 giorni per i dipendenti privati (+10% sul 2018 quando erano 48 giorni) e 76 giorni per i dipendenti pubblici (+52% sui 50 giorni del 2018)”. Tuttavia i dati del primo semestre della Direzione centrale Inps Pianificazione dicono che “la distanza tra la decorrenza del diritto e l’accoglimento o respingimento della domanda scendono a 24 giorni per i privati e 29 giorni per i pubblici”. Dati che “sono contraddittori. E non chiariscono”. Conte ricorda anche con l’arrivo di Pasquale Tridico sono state accelerate le assunzioni, ma anche introdotte nuove attività che potrebbero “sottrarre personale dagli sportelli e complicare la situazione”.

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