RIPRESA & AMBIENTE/ Il giusto mix per evitare il disastro economico dell’Ue

- Carlo Pelanda

I programmi di transizione ecologica dell’Ue stanno creando un conflitto tra sviluppo e ambiente. L’ecopolitica deve diventare più realistica

milano traffico auto lapresse1280 640x300
Lapresse

Le catastrofi ambientali e i modi della transizione ecologica stanno diventando fattori critici negli scenari economici. Al riguardo delle prime va osservata una quasi totale vulnerabilità dell’ambiente costruito globale: questo è evoluto nei secoli scorsi adattandosi a fenomeni atmosferici meno violenti, ma ora che il riscaldamento del pianeta getta più vapore nell’atmosfera, creando bombe d’acqua, uragani e trombe d’aria devastanti, nonché mutamenti climatici che portano alluvioni o siccità, è necessario un nuovo eco-adattamento. 

Sul tema c’è confusione perché l’attenzione politica, in generale, si è concentrata sul contenimento delle temperature a fine secolo via de-carbonizzazione. Ma i fenomeni sono già in atto adesso e portano mega danni economici che sarebbe necessario prevenire, rafforzando strutture e infrastrutture. Particolarmente in Italia ad alto rischio idrogeologico e recentemente anche marino-costiero (uragani mediterranei), nonché di innalzamento del livello del mare. 

L’attenzione verso questo tema sta crescendo, ma le allocazioni di risorse non ancora. I programmi di transizione ecologica dell’Ue stanno creando un conflitto tra sviluppo e ambiente. Il divieto di vendita delle auto a motore termico entro il 2035 sta destabilizzando il settore. L’ipotesi di vietare vendita e affitti di abitazioni non a norma energetica entro pochi anni rischia di creare una depressione economica. Inoltre, non c’è chiarezza sul mix di energie alternative da applicare e su cui investire. 

In sintesi, gli eco-divieti dovrebbero diventare più graduali; la transizione dovrebbe essere spinta molto più da incentivi per evitare disastri economici; l’ecopolitica dovrebbe diventare più realistica.

www.carlopelanda.com

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA