Rita Pavone: “Rinunciai agli USA per la famiglia”/ “Ero nell’agenzia di Sinatra, ma…”

- Alessandro Nidi

Rita Pavone ha parlato dell’amore per i suoi genitori, delle sue scelte di carriera, della lotta di sua madre contro l’Alzheimer

Rita Pavone 640x300
Rita Pavone (Verissimo, 2021)

Rita Pavone è intervenuta nello studio del programma televisivo di Canale 5 “Verissimo”, condotto da Silvia Toffanin. La cantante torinese ha ripercorso innanzitutto le sue origini: “I miei genitori hanno fatto molti sacrifici per me. Mio papà è stato colui che ha creduto più di ogni altro in me e che ha iniziato a pianificare la mia carriera. Lui fino alla fine è stato il mio più grande fan, girava con me le balere orrende, con musicisti ancora più orrendi. Quella è stata la scuola che mi ha fatto capire che il successo non può mai essere dato per scontato”.

Rita Pavone rinunciò a una carriera negli Stati Uniti d’America per la sua famiglia: “Avevo un contratto con l’agenzia di Sinatra, ma la maggiore età in quel periodo era fissata a 21 anni, mentre io ne avevo solo diciannove. Certo, se io non avessi avuto la mia carriera in Italia, non sarei stata nessuno, ma mi sarebbe piaciuto lavorare all’americana, dove c’è pignoleria, perfezione. Tutto questo sarebbe stato per me importante”.

RITA PAVONE

A “Verissimo” Rita Pavone ha spiegato che scoprì i tradimenti del padre nei confronti della madre, ma non riuscì a rivelarli a quest’ultima: “Pensavo che tutto fosse risolvibile, che si aggiustasse. Invece no, le cose non andarono così. Forse avrei dovuto dirglielo, ma per una figlia non è facile”.

La madre della cantante, peraltro, si ammalò di Alzheimer prima dei 60 anni: “Le diagnosticarono questa malattia terribile. Io sono stata molto vicina ai miei genitori durante i loro problemi di vecchiaia. Si tratta di due pilastri della nostra vita e se non li si considera come tali significa non avere capito niente di quest’ultima”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA