Roberto Villa, chi è?/ “La vita di uno chef è fatta di sacrifico e di rinunce”

- Emanuele Ambrosio

Roberto Villa ospite di Bake Off Italia: lo chef consiglia ai giovani allievi di non arrendersi mai “la vita è fatta di vittorie e a volte di sconfitte”

Roberto Villa

Roberto Villa ospite della nuova puntata di Bake Off Italia. Lo chef piemontese, di Nizza Monferrato, ha studiato presso la scuola alberghiera di Camogli. Una volta terminati gli studi comincia la sua gavetta imbarcandosi sulle navi: due anni di crociere di lusso dove si avvicina al grande mondo della ristorazioni. Sono gli anni della formazione e della gavetta fino alla prima occasione: a Porto di Lavagna apre con un collega un club privato dove si occupa della. La grande popolarità come chef arriva nel 20o1 quando arriva al Belmond Splendido Mare diventando uno degli chef più richiesti. I suoi piatti diventano un must in un menù che suddivide in due carte: pranzo con un’offerta più semplice e orientata sui primi piatti e il menù cena più raffinato con la presenza di piatti come il crudo di pesce e la Zuppa di pesce.

Intervistato da dellaclasse.com, lo chef Villa ha rivelato qual è il piatto a cui è più legato: “il risotto di astice con la borragine spolverato di limone fresco e mantecato con olio di oliva fresco e timo limone sbriciolato”. Si tratta di un piatto “dove l’aspro e il dolce sono in perfetto equilibrio. La creazione di un piatto parte dall’idea ben precisa che si forma nella sua mente: la visione perfetta di ciò che dovrà essere”.

Chef Roberto Villa: “la gavetta è importantissima”

Il successo per lo chef Roberto Villa si costruisce anno dopo anno, mattone dopo mattone. Per questo motivo lo chef del Belmond Splendido Mare si sente di consigliare ai giovani allievi e aspiranti chef ad approcciarsi a questo ambito con grande costanza ed umiltà. “La vita di uno Chef è fatta di sacrifico e di rinunce, di vittorie e a volte di sconfitte, ma che la soddisfazione e l’orgoglio alla fine spazzano via tutta l’esperienza difficile che fa parte di questo percorso” – precisa a gran voce lo chef.

Non solo per Villa la gavetta resta la parte più importante: “se fatta con determinazione in situazioni prestigiose e di livello, magari aiutano a bruciare qualche tappa. Sicuramente non mollare mai, andare sempre dritti per la propria strada se si ha capito che è quella giusta, non sentirsi mai arrivati, c’è sempre qualcosa da imparare”.

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