CALABRIA, MIGRANTI POSITIVI TRASFERITI A ROMA?/ Governo non esclude navi quarantena

- Emanuela Longo

Sbarco migranti positivi al Coronavirus in Calabria: dopo le proteste della popolazione locale, il governo ipotizza trasferimento a Roma

jole santelli storie italiane
Jole Santelli, Storie Italiane

Il picco di migranti positivi al Coronavirus giunti nelle passate ore in Calabria ha prodotto un grande caos, portando all’intervento della stessa presidente della Regione, Jole Santelli che con una lettera ieri si è appellata al governo al fine di un intervento rapido in assenza del quale avrebbe vagliato la possibilità di bloccare gli sbarchi. La questione è relativa proprio alla gestione dei 28 migranti risultati positivi al Covid-19 sbarcati insieme ad altri 42 a Roccella Ionica. L’ipotesi attualmente al vaglio è di trasferirli a Roma, in due strutture militari al Celio o alla Cecchignola già protagoniste in passato ma resta in piedi anche la possibilità di impiegare navi quarantena al largo delle coste della Calabria come avviene in Sicilia con la Moby Zazà. Alla luce delle proteste di ieri il governo ha deciso di intervenire in maniera rapida pensando così di usare le due strutture militari già usate nel corso dell’emergenza. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SBARCO MIGRANTI IN CALABRIA

E’ scoppiata la protesta in Calabria dopo lo sbarco di 70 immigrati del Pakistan, tra cui 20 minori non accompagnati, soccorsi al largo di Caulonia e 26 dei quali risultati positivi al Covid. Come spiega Agi.it, 5 dei positivi (tutti asintomatici) sono minori. Tutti a bordo di un veliero, i migranti sono giunti fino a Roccella Ionica dove poi sono stati avviati i soccorsi. I migranti sono stati così suddivisi: gli adulti tra Amantea e Bova mentre i minori in un albergo a Roccella. Il nuovo sbarco e la relativa notizia della presenza di positivi al Coronavirus ha ovviamente (ed inevitabilmente) fatto esplodere la protesta da parte dei manifestanti che si sono radunati sulla strada statale 18 Tirrenica ad Amantea, in provincia di Cosenza, al fine di bloccare l’arrivo dei 13 migranti sbarcati a Roccella e ora ospitata nel locale Cas. Nonostante siano stati attivati tutti i protocolli di sicurezza da parte della task force dell’Asp Cosenza, la popolazione ha paura e per questo è scesa in strada a manifestare bloccando il traffico. Alla luce di quanto accaduto, non si è fatto attendere l’intervento della presidente della Regione, Jole Santelli che ha scritto una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendo un intervento immediato.

ROCCELLA IONICA, 26 MIGRANTI POSITIVI: L’INTERVENTO DELLA SANTELLI

“O il governo interviene subito o blocchiamo gli sbarchi”: così la Santelli ha commentato duramente dopo la notizia di migranti positivi al Coronavirus giunti in Calabria. “Mi aspetto una risposta rapidissima da parte del Governo e avverto che, in caso contrario, non esiterò ad agire, esercitando i miei poteri di ordinanza per emergenza sanitaria”, ha precisato la presidente della Regione, avanzando quale misura proprio il divieto di sbarchi in Calabria. A suo dire negli ultimi giorni si sono verificati sbarchi che non possono essere affrontati con le tradizionali misure fino a qui note. “Solo nella giornata di ieri, ben 27 migranti, sbarcati nel porto di Roccella, sono risultati positivi ed altri, probabilmente, si positivizzeranno nei prossimi giorni. Chiedo, pertanto, al Governo di intervenire, adottando misure volte ad evitare che gli immigrati vengano gestiti, da un punto di vista sanitario, solo dopo il loro sbarco a terra”, ha tuonato. A detta della Santelli, l’unica soluzione potrebbe essere quella di “procedere alla requisizione di unità navali, da dislocare davanti alle coste della regione italiane maggiormente interessate dagli sbarchi, a bordo delle quali potranno essere svolti i controlli sanitari sugli immigrati e potrà essere assicurata, in caso di positività, l’effettuazione del periodo di quarantena obbligatoria”.

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