Rocco Siffredi/ “Mi sento un papà inadeguato: faccio i po*no come posso educare?”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’intervista a cuore aperto di Rocco Siffredi a Ti Sento: il rapporto col padre, la madre, i figli, la sua passione per il volo e… Ecco le sue dichiarazioni

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Rocco Siffredi a Ti Sento

Rocco Siffredi è stato il grande protagonista dell’intervista di ieri del programma Ti Sento, condotto da Pierluigi Diaco. La pornostar italiana racconta di essersi sentito sempre un papà inadeguato: “Mi sono sempre un papà un po’ inadeguato per via di essere Rocco Siffredi: uno che sceglie di fare la pornostar può dire a dei figli come comportarsi nella vita? Anche nell’educazione sessuale che gli racconto a questi? Diventa tutto complesso, mi do già la risposta prima della domanda”. Sulla sua esperienza da chierichetto per fare contenta la mamma: “Avevo 11-13 anni, l’ho fatto per qualche anno. Ero timido, introverso e non volevo dire di no per nulla a mia madre, mia mamma sognava un figlio prete sui cinque figli, io ero detto da lei il più bello, quindi il prete perfetto. Lei ci sperava tantissimo, non potevi dirle di no, se avessi detto no a fare il chierichetto l’avrei delusa e avrei preso le botte, lei era diventata molto violenta per via del dolore che aveva dentro (la morte del figlio ndr). Mi rompeva i piatti in testa, mi dava le forchettate sulla schiena”.

Fin da bambino Rocco Siffredi si è sempre dato da fare: “Ho iniziato a lavorare pulendo le spiagge a 7-8 anni, partivo con il panino con la frittata, davo una mano a tenere pulito tutto intorno e già a quell’età sbirciavo le prime donne che si abbandonavano al sole. Guadagnavo quasi niente ma lo facevo col cuore perchè volevo contribuire a casa. Poi a 16 anni mi sono imbarcato su una piccola petroliera, soffrivo il mal di mare e andavo in giro con il secchio, facevo il mozzo. Facevo di tutto, pulivo bagni, stanze, servivo a tavola. Ero in stanza con un ragazzo di colore a cui dei razzisti mettevano il sale nei piatti: quando ho beccato chi lo faceva ci siamo presi a pugni e mi hanno fatto tornare a casa”. Sul padre: “Quando papà tornava a casa di inverno io gli grattavo i piedi perchè gli si ghiacciavano. Gli faceva piacere e mi ricordo che lo facevo con tanto piacere perchè vedevo una persona che lavorava tantissimo e soffriva per la donna che aveva a fianco, mi ricordo di una donna che aveva tanto amore per i figli. Mio padre quando si litigava in cortile non è mai sceso, scendeva sempre sempre lei, la chiamavano carabiniere, era tostissima”. Di nuovo sul padre: “Quando mi dicono chi è il vero Siffredi io dico Gennaro: io sono il frutto lui un albero. E’ stato un amante delle donne terrificante fino al punto di morte di mia madre, lui flirtava senza volerlo. Mio padre è sempre stato così, e tutti i miei fratelli sono come me, veniamo tutti dalla stessa pianta. La mia paura più grande nei confronti della mia famiglia è di finire come mio padre: a 80 anni quando era morta mia mamma era finalmente libero, ma era disperato, e quando sei disperato la compagna non la trovi mai”.

ROCCO SIFFREDI: “MIO CUGINO MORTO DUE ANNI FA ERA IL MIO PIU’ GRANDE AMICO”

Rocco Siffredi ha parlato anche delle amicizie: “Mio cugino è morto due anni fa, il più grande amico in assoluto, sapeva più lui della mia vita di mia moglie. Sono una persona che non si basta ma che vive come uno che si basta, a volte devo stare da solo per far riposare il cervello perchè sono sempre con tante persone. Mi manca stare un po’ stare di più con la famiglia, ma ho un problema che è quello del mio lavoro, mi piace il se*so, mi nutro e respiro di se*so, io posso stare senza mangiare ma non senza lavoro: quello è il mio mondo”. Sui figli: “Il prima Lorenzo, è nato dopo il matrimonio poi tre anni dopo Leonardo. Io volevo anche il terzo figlio ma Rosa mi ha detto di no perchè facevo solo maschi. Lorenzo è stato una gioia pazzesca, Leonoardo il rinnovo di quella gioia. Avevo voglia da tempo di fare una famiglia ma uno che decide di fare un film porno non può farlo, ero convinto che sarebbe stato impossibile trovare una donna”. Rocco Siffredi ha parlato anche delle sue debolezze: “Ho avuto un periodo in cui avevo un problema legato alla ses*ualità, avevo bisogno terribile di ses*o, ma non ho mai chiesto aiuto. Poi sono troppo irascibile, diretto, mi arrabbio troppo velocemente con i miei figli, ho capito di dover fare un passo indietro, di pensare che forse sono io che stavo sbagliando: ho fatto un gran passo in avanti facendo un gran passo indietro. Quando mi arrabbiavo con mio figlio lui mi sorrideva: me l’ha insegnato lui”.

ROCCO SIFFREDI: “E’ UNA STAGIONE BELLA DELLA VITA”

Sul Rocco Siffredi nel tempo libero: “Quando ho tempo libero sono appassionato di volo e modellismo. Io da bimbo sognavo di cadere nel vuoto e di prendere le ali e di riuscire a volare, mi buttavo dai muri perchè ero convinto di riuscire a volare, il volo è sempre stato un sinonimo di libertà, io ho preso il brevetto da elicotterista poi ho avuto un problema agli occhi e non ho potuto continuare. Se avessi una bacchetta magica volerei via per staccare un po’”.

Sull’esperienza all’Isola dei Famosi: “La mia vera analisi l’ho fatta sull’isola, da solo e guardandomi dentro, mi sono detto che dovevo smettere di litigare con me stesso se no non ne sarei mai uscito. Dopo l’isola sono rinato ma davvero. Oggi volare significa prendere per mano mia moglie e vedere cosa c’è in giro nel mondo”. L’attore, regista e produttore ha concluso così la sua chiacchierata: “E’ una stagione bella della mia vita, mi sono molto bene, sono stanco ma contento e appagato, sto facendo cose fighe e che mi piacciono”.



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