Rodney Stark è morto/ Il sociologo luterano che difese la Chiesa dai falsi storici

- Niccolò Magnani

È morto Rodney Stark, il grande sociologo Usa che difese la Chiesa Cattolica e il Medioevo dai falsi miti storici anti-clericali e illuministi

Rodney Stark
Rodney Stark, sociologo (Amazon, 2022)

RODNEY STARK È MORTO, ADDIO AL DIFENSORE DEL CATTOLICESIMO (DA LUTERANO)

È morto Rodney Stark, uno dei sociologhi più noti e controversi, autentico “ossessionato” dalla verità tanto da rendersi inviso ai suoi colleghi accademici per la sua volontà – da luterano e “indipendente” – di difendere la Chiesa Cattolica così come il Medioevo dai falsi storici continui. La notizia è stata diffusa dall’amico Massimo Introvigne che con Stark collaborò in più occasioni per analisi e saggi sul valore delle religioni, così come per la difesa del cattolicesimo contro gli attacchi anticlericali. Rodney Stark dà così il suo addio al ‘palcoscenico’ culturale e storiografico all’età di 88 anni: erudito e straordinario professore della Baylor University, il docente è rimasto molto noto in Italia specie dopo i suoi studi con cui smontò secoli di “luoghi comuni” anti-cattolici. Da “Il trionfo del Cristianesimo” a “La vittoria dell’Occidente”, così come “Falsa testimonianza. Sfatare secoli di storia anticattolica” sono i suoi titoli certamente più importanti nel campo della sociologia e della storiografia religiosa.

Ma Rodney Stark era prima di tutto una persona energica, appassionato difensore della verità e caro amico del professor Introvigne: raggiunto da “Aleteia.org” per commentare la morte di Stark, l’attuale direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) rivela «Stark era un uomo gentile ma perdeva le staffe quando la sua teoria veniva interpretata a cavolo, magari pretendendo di capirla leggendo Wikipedia anziché i suoi libri». Ancora Introvigne racconta di Stark come di un valentissimo studioso che ebbe merito di guardare al pluralismo delle religioni con una teoria da lui stesso proposta con il termine di “economia religiosa”: «Detto in termini semplici la teoria postula l’esistenza di un mercato religioso dove le diverse religioni sono in competizione tra loro per conquistare consumatori religiosi interessati al loro “prodotto”». La “metafora” del mercato, conclude l’amico e collega di Rodney Stark, di fatto «obbliga a studiare la teologia perché la teologia è parte essenziale del “prodotto” che le religioni offrono così come il motore è parte essenziale dell’automobile e nessuno compra un automobile senza informarsi sul suo motore. Chi accusa Stark di riduzionismo dimostra semplicemente di non averlo mai letto».

CHI ERA RODNEY STARK E PERCHÈ ERA COSÌ APPASSIONATO ALLA VERITÀ

Ma Rodney Stark era soprattutto un uomo che non intendeva concedere affatto margine per dei falsi storici, per delle teorie tramandate nel tempo che avrebbero messo a rischio – e tuttora lo fanno – la verità esatta della storia, la verità integrale. «Ho scritto questo libro per difendere la storia», spiega Stark introducendo il suo capolavoro “Bearing False Witness: Debunking Centuries of anti-Catholic History”. In quel testo Rodney Stark raccolse 10 “miti anti-cattolici” tramandati da cultura, pensiero comune e storiografia: «L’antisemitismo motivato teologicamente dall’accusa di deicidio; l’esistenza di vangeli “illuminati” insabbiati da un clero ottuso; lo sterminio dei pagani seguìto alla “conquista” cristiana di Roma; i “secoli bui” del Medioevo interrotti finalmente dalla rivoluzione razionale dei Lumi; le crociate come primo sanguinoso atto di colonialismo europeo; i crimini dell’Inquisizione spagnola e la caccia alle streghe; il caso Galileo, prova della fobia della Chiesa verso la scienza; la giustificazione della schiavitù; il sostegno alle dittature contro la democrazia; la superiorità sociale e civile della Riforma protestante».

Stark definì senza mezzi termini i propri colleghi “illustri bigotti” che invece di comportarsi come uomini di scienza e di cultura, «hanno abbracciato avidamente le bufale anticattoliche, essendo così convinti della depravazione e della stupidità della Chiesa cattolica romana da non aver bisogno di cercare conferme ulteriori», spiegava ancora il sociologo Usa alla rivista “Tempi” nel 2016. Stark da studioso prima ancora che uomo religioso, teneva più di ogni cosa al mondo alla verità. Per questo motivò dimostrò la falsità della definizione di Chiesa come antisemita: «Quando ho cominciato la mia carriera di studioso, “tutti”, compresi i cattolici più importanti, sapevano che la Chiesa era una delle fonti principali dell’antisemitismo. Solo più tardi, quando ho potuto lavorare su materiale relativo ad attacchi contro gli ebrei avvenuti nel Medioevo, ho scoperto che ruolo ha avuto davvero la Chiesa nell’opporsi e nel fermare quegli attacchi: si tratta di fatti trasmessi da cronache medievali ebraiche e dunque con ogni probabilità veri». Parlare di Papa Pio XII come “Papa di Htiler” non solo è un falso storico ma è un ignominia smentita dagli stessi studioso ebraici: Stark si ribellò anche alla definizione di Medioevo come “epoca buia”, una sorta di finzione «escogitata da Voltaire e i suoi soci allo scopo di potersi vantare di aver fatto un balzo in avanti con l’Illuminismo». Per queste sue battaglie e per molte altre combattute da Rodney Stark nella sua lunghissima carriera, venne più volte accusato di essere un cattolico “nascosto” per poter giustificare i presunti “peccati” della Chiesa: lui si è sempre difeso, come specificò a “Tempi”, senza alcuna remora, «L’unico interesse personale che ho è che la storia sia riportata con onestà».





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