CHIESE DI ROMA/ La “piccola Lourdes” di Santa Maria in Via. La fede in un bicchier d’acqua

- Alessandra Buzzetti

Un’acqua miracolosa che da secoli concede grazie ai romani. ALESSANDRA BUZZETTI racconta la storia della Madonna del Pozzo, nel giorno della Beata Vergine di Lourdes.

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Santa Maria in Via (foto http://www.flickr.com/photos/zakmc/)

«Quando mi hanno diagnosticato un tumore, volevo partire per Lourdes, ma la mia situazione economica non me lo permetteva. Una notte ho sognato una voce, che mi diceva di andare dalla Madonna del Pozzo. Non sapevo cosa fosse, ho cercato su Internet e ho scoperto non solo che esisteva, ma che viene chiamata la piccola Lourdes di Roma». Roberta, una mamma romana di 47 anni, non trattiene le lacrime, nel raccontare la grazia del suo incontro con la Madonna del Pozzo, di come – bevuta l’acqua dalla fonte miracolosa – abbia avuto un immediato beneficio, non solo fisico, riconosciuto con stupore anche dal suo medico. Roberta sta ancora lottando contro la malattia, ma con una energia nuova, che le sgorga dalla certezza di avere una dolce e potente compagna di strada. In ginocchio, ai piedi della Madonna del Pozzo, in una normale mattina di febbraio, con Roberta non si ferma il flusso silenzioso di pellegrini. Ciascuno sussurra le sue pene e i suoi dolori alla Madonna, bevendo un bicchierino di acqua che sgorga da un piccolo rubinetto, che attinge da un pozzo che dispensa grazie da più di otto secoli.

Nel 1256 la cappella era una stalla, di proprietà del cardinal Pietro Capocci, nobile romano imparentato coi Colonna e con gli Orsini, fiero combattente a fianco di Gregorio IX contro l’imperatore Federico II. La notte del 26 settembre il cardinale fu svegliato dai suoi domestici, spaventati dall’improvviso tracimare del pozzo nella stalla e da uno strano fenomeno che sfidava ogni legge della fisica: sulle acque galleggiava una tegola. Osservandola si accorsero che era un’icona della Madonna, cercarono, più volte, invano di acchiapparla: a ogni tentativo la tegola, come un pesce, sfuggiva alle mani dei servi.

È il cardinale a riuscire a ripescarla, dopo aver recitato una preghiera alla Madonna. Certo di essere stato testimone di un evento prodigioso,il porporato, ottenuta l’approvazione pontificia, costruì una cappella per venerare la “Madonna del Pozzo”, adiacente all’antica chiesa di santa Maria in Via. Alla solenne processione di consacrazione, partecipò niente meno che il Papa in persona, mente il cardinal Capocci depose ai piedi della Vergine miracolosa diverse altre reliquie, tra cui un pezzetto del pozzo di Giacobbe. Da allora, la sorgente del pozzo ha continuato a zampillare, attirando pellegrini da tutto il mondo.

«Ogni settimana spedisco bottigliette di acqua benedetta persino negli Stati Uniti, mentre l’ultimo gruppo di pellegrini è arrivato dal Giappone», racconta padre Umberto Scalabrini, parroco della Madonna del Pozzo.

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Dell’Ordine dei Servi di Maria (la Chiesa è a loro affidata dal 1513), dopo anni trascorsi in missione in Amazzonia, padre Umberto oggi svolge la sua missione nel cuore della capitale della cristianità. «Ascolto storie incredibili di grazie e conversioni. Ci siamo, così, accorti chela gente non sa più neppure le preghiere più semplici dalla tradizione, e allora abbiamo stampato un libretto con l’abc della devozione mariana».

 

Ogni giorno a santa Maria in Via c’è sempre un confessore, e il sagrestano trascorre ore a riempire bicchierini di acqua benedetta per i pellegrini. Pur senza troppa pubblicità, la Madonna del Pozzo continua a conquistare nuovi devoti, e a cementare il suo legame con i più affezionati: ai suoi piedi si inginocchiano politici di ogni schieramento (non sarà un caso che la Madonna del Pozzo stia a due passi da Palazzo Chigi, dalla Camera e dal Senato); godono il clima raccolto e discreto della Chiesa di santa Maria in Via anche famose attrici, che, sostano davanti alla Madonna, accanto al popolino, o ai barboni che affollano le vie del centro, per mendicare insieme un bicchiere di acqua benedetta.

 

È la domenica pomeriggio il momento più impegnativo per la Comunità di padre Umberto: tutti e cinque i frati sono impegnati nei confessionali, come strapiene sono le messe, soprattutto quella delle 21. È l’ultima messa festiva di Roma, quella dei ritardatari o di chi, fino a sera, era indeciso se andarci o no, o dei turisti che passeggiano per il centro e si accorgono di una insolita atmosfera all’interno della piccola Chiesa. È un appuntamento fisso anche per un noto presidente di una società calcistica, che – ogni domenica alle 21 – fa visita alla Madonna del Pozzo, comunque sia finita allo stadio.

 

E Lei, da Madre paziente, non fa mai distinzioni fra i suoi figli: accoglie le suppliche di ciascuno e continua quella storia misteriosa e ininterrotta della misericordia di Dio. Con un semplice bicchier d’acqua.

 

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L’immagine della Madonna del Pozzo

 

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Padre Scalabrini versa l’acqua raccolta dal pozzo (foto Alessandra Buzzetti)

 

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La visita di Giovanni Paolo II alla Madonna del Pozzo

 

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(foto di Zac Mc @ Flickr)



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