LAVORO/ Click-day: perché la Lombardia attrae il triplo del Lazio?

Dal primo “click-day” per regolarizzare i lavoratori immigrati emerge che Brescia attrae quasi quanto Roma, con una popolazione 20 volte inferiore. MAURIZIO AMOROSO spiega perché.

03.02.2011 - Maurizio Amoroso
Immigrati
Foto: Imagoeconomica

La prima giornata del “click day” è andata in archivio senza scossoni. Era già tutto previsto. Non solo che nel primo minuto andassero ampiamente esaurite le quote disponibili (140.000 domande a fronte di 52.000 posti), ma anche che le due capitali d’Italia – Milano e Roma – facessero la parte del leone. Insieme a Brescia, si sono infatti confermate le province che hanno inviato più domande. I numeri sono piuttosto chiari. A guidare la classifica delle province che hanno presentato più richieste è Milano, con 39.086 domande. Segue Roma, con 23.579. Brescia si ferma a 19.280, Bologna a 11.319, Bergamo a 10.528, Verona a 9.948, Napoli a 9.593. Fanalini di coda, Modena con 8.377 domande e Torino con 7.458.

Milano e Roma, dunque, come era già successo nel primo “click day” del 2007 e nella sanatoria del lavoro domestico del 2009. Nessuna sorpresa allora. Roma e Milano sono le città dove la presenza degli extracomunitari è più radicata e diffusa. Piuttosto è la conferma che la maggior parte delle domande viene presentata per extracomunitari che già si trovano sul territorio nazionale e che teoricamente dovrebbero essere invece nel loro Paese di origine.

Discorso sostanzialmente analogo se i dati vengono disaggregati per Regioni. Chi volesse stilare una classifica scoprirebbe che il Lazio è al quarto posto (30.576 domande), dopo Lombardia (92.228), Emilia Romagna (39.691) e Veneto (34.854). Al quinto posto la Campania (18.390), seguita dalla Toscana (17.172 domande) e dal Piemonte (14.755). In fondo alla classifica, dopo la Valle d’Aosta (359 domande) e il Molise (715 domande), regioni del Nord e del Sud: la Basilicata (1.120 domande) e il Trentino (1.272). Le domande, insomma, si concentrano dove c’è più ricchezza e più lavoro, dove la caccia a lavoratori stranieri è più alta.

Le Regioni più economicamente avanzate – Lombardia, Emilia e Veneto – attraggono più extracomunitari e naturalmente la cosa vale anche per le città che più facilmente offrono occasioni di lavoro (Bergamo, Brescia, Verona). E non poteva essere diversamente. Dai dati poi sembra almeno parzialmente smentito il luogo comune che vuole Roma come la città dove si lavora sostanzialmente in nero.

Poche novità anche per le tipologie di domande presentate. Delle 303.252 inviate al ministero degli Interni, 189.284 sono pervenute per le colf, seguono le badanti con 25.638 richieste. Sono le tipologie di lavoro di gran lunga preferite dagli extracomunitari e di gran lunga ricercate dagli italiani. 88.330 le domande per il lavoro subordinato.

Le novità piuttosto sono altre. E non vanno sottovalutate.

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L’hanno chiamato “ciclone Asia”. Perché, nella fila telematica che ha messo in ordine le oltre trecentomila domande di assunzioni inviate per i lavoratori extracomunitari, ci sono due new entry sul podio. Bangladesh e India ne hanno totalizzate ben 87.000, quasi un quarto. Da sole, quelle domande hanno doppiato le 52.080 quote messe a disposizione per 19 nazionalità, quelle con cui l’Italia ha accordi di collaborazione in materia migratoria.

 

Non solo. Insieme a Sri Lanka, Pakistan e Filippine – gli altri tre paesi asiatici al quinto, sesto e settimo posto in classifica – si aggiudicano metà delle prime dieci posizioni della graduatoria. Del Bangladesh sono risultati i lavoratori più richiesti (49mila); seguono i cittadini di Marocco (46mila), India (38mila), Egitto (24mila), Sri Lanka (24mila), Pakistan (23mila), Filippine (22mila), Ucraina (16mila), Perù (12mila). Tra i Paesi del Nordafrica – come si vede – solo il Marocco mantiene alto il numero di richieste, insieme all’Egitto.

 

I più esperti dicono che si tratta di un boom “probabilmente legato a una grossa componente di domande di ricongiungimento mascherato, cioè di richieste partite da stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno, con reddito e abitazione adeguati ai requisiti, che decidono di usare il decreto flussi per richiamare in Italia parenti e amici, assumendoli come dipendenti o collaboratori domestici.

 

Oltre 250.000 richieste cadranno comunque nel vuoto. Ieri e oggi nuova tornata. Ieri per le domande relative solo a colf e badanti di nazioni differenti da quelle di lunedì (30.000 i posti in palio). Oggi l’ultima scadenza, destinata alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale di 11.000 permessi per studio, tirocinio, lavoro stagionale ed altre tipologie, nonché all’ammissione di quattromila extracomunitari che abbiano completato programmi di formazione nel Paese di origine.

 

Poi inizierà il lungo iter di distribuzione territoriale e di valutazione delle richieste. Prenderà diversi mesi. Le domande saranno inviate per il parere alla direzione provinciale del lavoro e alle questure. Sulla base delle valutazioni, lo Sportello unico per l’immigrazione rilascerà il nulla osta al datore di lavoro. Il fortunato lavoratore che rientra nella lista dei 52mila dovrà andare nella rappresentanza diplomatica italiana del suo Paese a ritirare il visto per entrare in Italia ed avere il permesso di soggiorno. Si prevedono tempi lunghi, in quanto non è stata ancora completata l’ultima sanatoria destinata a colf e badanti del settembre 2009: su 295 mila domande arrivate, ne sono state definite a oggi circa 250 mila.

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