EDITORIALE/ Roma rischia di rimanere per strada…

A Roma, la viabilità incide sulla vita concreta e sul benessere dei cittadini più che in ogni altra città; eppure, gestirla sempre impresa impossibile. Perché? Ce lo spiega LORETO POLICELLA 

12.04.2011 - Loreto Policella
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Traffico intenso sul Grande Raccordo Anulare - Foto Ansa

Caratterizzata dal sovrapporsi di innumerevoli fasi costruttive che vanno dalla sua fondazione ai giorni nostri; Roma è una Città stratificata di costruzioni delle diverse epoche che per le altre città capitali sono misurabili in centinaia di anni e per Roma in migliaia.

Le strade “consolari” che si dipartono a raggiera dal centro antico incrociano diverse circonvallazioni per raggiungere il GRA (grande raccordo anulare) che le incrocia tutte; questo assetto radiale ha sempre costituito un grande problema per l’urbanistica ed il traffico di Roma ancor più ora che l’edificazione ha ampliamente superato il GRA e si accinge a riguardare l’intera Provincia di Roma.

Il governo della viabilità, del traffico e la sicurezza stradale è questione centrale nel governo della città perché, più che in altre città, determina l’organizzazione del tempo di chi vive e/o opera a Roma ed in ultima analisi il suo benessere.

I centri decisionali amministrativi che governano il problema della viabilità e della qualità della manutenzione sono il Comune ed i Municipi; per logica ciascuno di essi dovrebbe occuparsi dell’attività che gli è più pertinente; il Comune la pianificazione della viabilità (attraverso la pianificazione urbanistica, i piani del traffico ecc) e i Municipi la manutenzione stradale.

Come viene individuato il fabbisogno, come stabilite le priorità (pianificazione), a quale livello si colloca il centro decisionale (applicazione del principio di sussidiarietà) e infine chi verifica l’efficienza e l’efficacia delle scelte e dell’attività scolta (trasparenza e monitoraggio dei risultati)?

La modalità corrente di gestione della manutenzione stradale nel Comune di Roma prevede che sia l’Amministrazione centrale (Comune) a definire e successivamente distribuire le risorse a quelle territoriali (Municipi) con modalità e proporzioni diciamo soggettive; i municipi provvedono alla realizzazione della manutenzione stradale (con modalità e localizzazioni altrettanto soggettive).

Né le Amministrazioni precedenti né l’attuale hanno realizzato un vero decentramento amministrativo, l’amministrazione centrale, nonostante la trasformazione delle vecchie Circoscrizioni Amministrative in Municipi, conserva di fatto interamente il controllo della spesa e i municipi si limitano ad amministrate quello ve viene messo loro a disposizione.

L’organo amministrativo più vicino ai cittadini e con maggiore conoscenza del problema di fatto non decide ma si limita attuare decisioni prese altrove da un organo più lontano.

Inoltre sia il Comune che i Municipi conservano una facoltà (politica) di decidere modi/tempi e luoghi  delle manutenzioni stradali; e il fatto che questa avvenga, o non avvenga, è di frequente svincolato dai principi suddetti (pianificazione, sussidiarietà, trasparenza) e perciò dalle reali ed oggettive esigenze del bene comune

Una modalità siffatta non può che lasciare “buche” reali e/o metaforiche sparse a macchia di leopardo per tutta la città senza che sia individuabile una precisa responsabilità.

 

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