Influenza 2019, picco in ritardo/ Ma è allarme per i più piccoli “a rischio bambini con meno di 3 mesi”

Influenza 2019, quando ci sarà il picco? E’ in ritardo ma aumentano i contagi: i bambini sono più a rischio, ecco cosa dicono gli esperti

14.01.2019 - Emanuela Longo
Influenza 2019, quando il picco?
Influenza 2019, quando il picco?

Il picco dell’influenza 2019 non è ancora arrivato anche se è sempre più vicino. Secondo gli esperti, infatti, occorrerà attendere ancora una o due settimane anche se i contagi sono già in aumento. Stando ai dati elaborati dal Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) nella prima settimana dell’anno sono state 323mila le persone costrette a letto a causa dell’influenza, per un totale di quasi due milioni dall’inizio della sorveglianza. Le regioni più colpite restano Piemonte, Lazio, Abruzzo, Campania e Sicilia con una incidenza di sei casi per mille assistiti. Ad essere maggiormente colpiti dall’ondata di influenza sono soprattutto bambini i giovani, esattamente come prospettato dagli esperti che avevano predetto una “stagione nera” per i giovanissimi. A prendere la parola, in tal senso, come riferisce QuotidianodiPuglia.it è stato Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) che ha così commentato: “Sono particolarmente a rischio i bambini con meno di tre mesi e quelli con altre malattie, come le cardiopatie o patologie neuromuscolari. In questi giorni dal 20 al 30% dei pazienti ricoverati nei reparti di pediatria e neonatologia hanno infatti sintomi riconducibili al virus influenzale e/o al virus respiratorio sinciziale, una “coppia” pericolosa che può fare grossi danni”. Secondo il pediatra l’influenza non deve assolutamente essere sottovalutata nei piccoli pazienti che “vanno tutelati e protetti, adottando gesti e comportamenti semplici ma efficaci”.

INFLUENZA 2019: BAMBINI A RISCHIO

Come proteggere, dunque, i bambini dall’influenza 2019influe, il cui picco è ormai in arrivo? Bastano semplici gesti, spiega l’esperto, come ad esempio “ridurre i contatti (evitare i baci e le carezze sul viso e le mani di parenti e amici), far usare la mascherina agli adulti raffreddati che si occupano del piccolo, lavare spesso le mani”. In realtà i bambini andrebbero tutelati anche prima della nascita con la vaccinazione antiinfluenzale per le madri negli ultimi tre mesi di gravidanza. E’ inoltre importante anche la profilassi contro il virus respiratorio sinciziale per i bambini, considerato “particolarmente pericoloso e principale responsabile di ricoveri in terapia intensiva dei bambini e di un serio rischio per i pazienti con altre malattie”. In generale l’incidenza del virus influenzale quest’anno è inferiore rispetto a quello della passata stagione e quelli maggiormente in circolazione restano l’Ah3n2, che colpisce maggiormente gli anziani, e l’Ah1n1, virus che nel 2009 fu il responsabile di una vera pandemia influenzale.



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