3718 trapianti, 2018 secondo miglior anno della storia/ L’Italia rimane divisa

- Matteo Fantozzi

Il 2018 è il secondo miglior anno della storia dell’Italia con ben 3718 trapianti e 1680 donatori. Un risultato che ci mostra una crescita importante negli ultimi anni e un calo delle liste

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Chirurgia, immagini di repertorio (Pixabay)

Il 2018 è il secondo miglior anno della storia dell’Italia con ben 3718 trapianti e 1680 donatori. Un risultato che ci mostra una crescita importante negli ultimi anni e un calo delle liste di attesa per riuscire ad avere un cuore o un rene. Il nostro paese però rimane ancora diviso in due parti con due velocità differenti tra nord e sud. Lo rilevano i dati raccolti dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dal Ministero della Salute per l’attività del 2018. Sono venti anni che è nata la Rete Nazionale Trapianti, anche se c’è stato un leggero calo rispetto all’anno precedente. Il trend tra il 2014 e il 2018 mostra una crescita del 24.4%, numeri davvero importanti anche in vista del futuro che fanno ben sperare la medicina italiana e non solo. Il referto generale ci parla di 2117 trapianti di rene, 1245 di fegato, 233 di cuore, 143 di polmone e infine 41 di pancreas. Numeri che ci fanno ragionare anche sulla salute del nostro paese.

3718 trapianti, 2018 secondo miglior anno della storia: la parola agli esperti

I 3718 trapianti avvenuti nel 2018 rendono questo il secondo miglior anno della storia del nostro paese. Insieme cresce anche il numero dei donatori per il quale la palla passa agli esperti. Gli italiani sono sempre più disposti ad arrivare a decidere la propria volontà di donazione degli organi dopo la morte. In un anno il numero è raddoppiato, anche grazie alla possibilità messa a disposizione dai Comuni che rende possibile la scelta anche nel momento del rinnovo della carta d’identità elettronica. Le dichiarazioni al 31 dicembre erano quasi quattro milioni e mezzo, quasi due milioni in più rispetto a quanto accaduto l’anno precedente. Il paese si sta muovendo verso il futuro e anche per chi viene colpito da una malattia c’è la speranza di avere una soluzione.



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