Sami Modiano, superstite dell’Olocausto/ “Sopravvissuto per miracolo”

- Ilaria Macchi

Sami Modiano, che oggi ha 91 anni, è uno dei pochi sopravvissuti italiani all’Olocausto: ha perso padre e sorella a 13 anni al campo di concentramento di Birkenau.

Sami Modiano al Tg1
Sami Modiano al Tg1

Ricordare l’Olocausto e quello che ha significato per la storia del nostro Paese resta fondamentale, in modo tale che anche i giovani di oggi siano consapevoli dell’entità di questa tragedia. Questo può essere possibile grazie alla testimonianza di chi è sopravvissuto, che non ha certamente dimenticato la paura vissuta in quei momenti. Tra questi c’è Sami Modiano, superstite al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che ha oggi 91 anni ed è grande amico di una donna che ha vissuto la sua stessa esperienza, la senatrice Liliana Segre.

A soli tredici anni lui ha perso tutti gli affetti a Birkenau, anche se a segnarlo maggiormente è stata la morte della sorella. Era stato lui stesso a raccontarlo a ‘Vatican News’: “Lucia aveva tre anni più di me ed era bellissima. Io ho perso mamma quando avevo 11 anni, lei si era presa l’impegno di farmi da mamma e da sorella. Quando l’ho persa ho perso la persona più cara che avevo al mondo. Subito dopo mio papà si è abbandonato a se stesso e ha deciso di farla finita. E l’ha fatto in un altro modo: si è presentato in ambulatorio dicendo che si sentiva male. Noi sapevamo bene che quando uno si presentava all’ambulatorio decideva di consegnarsi alle camere a gas o ai forni crematori”.

La terribile storia di Sami Modiano: cosa ha significato l’Olocausto per lui

Modiano sottolinea di essere “sopravvissuto per miracolo” al nazismo. Da Rodi era stato trasportato a Birkenau insieme ai suoi familiari (padre e sorella) quando aveva solo tredici anni. In quel momento non ha più saputo niente delle sorti della sorella, visto che nei campi di concentramento donne e uomini venivano separati. L’intervento del papà, Giacobbe, fu determinante per permettergli di salvarsi. L’uomo, invece, si è consegnato in infermeria consapevole del suo destino, non volendo continuare a vivere dopo la morte della figlia.

I momenti difficili per Sami non erano però finiti qui. Il ragazzo, infatti, stava per approdare al forno crematorio, ma è riuscito a evitarlo all’ultimo nel momento in cui un ufficiale delle SS ha chiesto il suo supporto per trasportare un carico di patate. Ancora oggi lui ama presentarsi nelle scuole o nelle trasmissioni dedicate per raccontare la sua testimonianza.





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