San Siro, Sala “vendiamo lo stadio”/ Milan-Inter, 70milioni per evitare di abbatterlo

- Niccolò Magnani

Sindaco di Milano Beppe Sala apre alla possibilità di vendere lo Stadio di San Siro “o nuovo stadio o cessione per 70 milioni di euro a Milan e Inter”

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Lo stadio Meazza di San Siro (LaPresse)

Il sindaco di Milano Beppe Sala per la prima volta “ammette” la possibilità che lo stadio di San Siro possa essere ceduto a Milan e Inter, invece che costruire un nuovo stadio o sulle ceneri del vecchio Meazza o in zona Sesto San Giovanni. Lo ha detto questa mattina il primo cittadino di Milano intervenendo all’apertura del primo negozio Uniqlo in Italia: «A questo punto ci sono due ipotesi sul tavolo: uno stadio (nuovo, ndr) a San Siro o uno stadio a Sesto San Giovanni. Io ne aggiungerei una terza, noi siamo disponibili a cedere San Siro, qualora si volesse considerare anche l’ipotesi di San Siro». Dopo il progetto presentato negli scorsi mesi da Inter e Milan assieme per un nuovo stadio sempre in zona San Siro da 60mila posti (e 1,2 miliardi di costo), il Comune ha avuto diverse settimane per valutare il tutto lasciando intendere che molto ancora andava discusso e nulla fosse già deciso o rifiutato in partenza.

LE TRE OPZIONI PER IL FUTURO DI SAN SIRO

Resta comunque scettico Giuseppe Sala sulla costruzione di nuovo San Siro e lo ha ribadito anche questa mattina, «viene paventata e che non sarebbe per noi ovviamente gradita però qui stiamo parlando di società private che, nel loro legittimo interesse, potrebbero fare anche una cosa del genere». Se però alla fine le società decidessero di acquistare il “vecchio” San Siro è lo stesso Sala ad aprire le porte: «il Comune con San Siro non vuole farci soldi: siamo disponibilissimi a una valutazione di un ente terzo, che ci dica quanto vale. Non abbiamo assolutamente né bisogno né interesse a speculare su San Siro». Il sindaco parla già di una stima per lo stadio Meazza che si aggira attorno ai 70 milioni di euro, suggerendo «prendere come ente valutatore qualcosa di pubblico, in maniera tale che non ci sia nessuna speculazione. Detto ciò le società potranno legittimamente scegliere: se preferiscono, per le loro ragioni, costruire uno stadio nuovo, se ne ragionerà. Io non posso che cercare di favorirle con tutte le ipotesi e, a questo punto, mi viene da offrire anche questa possibilità»



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