Santa Sofia, la moschea celebra la fine del Ramadan/ Non accadeva da 87 anni

- Davide Giancristofaro Alberti

La fine del Ramadan è stata celebrata dopo 87 nuovamente a Santa Sofia, l’ex cattedrale di Istanbul dalla scorsa estate tornata moschea

Santa Sofia
Turchia, Santa Sofia (LaPresse, 2020)

Storica fine del Ramadan 2021 in quel di Istanbul: dopo 87 anni dall’ultima volta, infatti, la prima preghiera che termina il rito, si è tenuta presso l’ex cattedrale di Santa Sofia, riconvertita negli scorsi mesi, precisamente il 24 luglio 2020, da museo a moschea. Come riferisce l’edizione online dell’Huffington Post, sono stati centinaia i fedeli che si sono riuniti nella piazza che si trova di fronte a Santa Sofia, nella zona storica di Sultanahmet, e la maggior parte ha preferito rimanere all’esterno dell’edificio di modo da garantire il distanziamento con gli altri fedeli e rispettando così le misure anti-covid.

All’interno dell’edificio, invece, un numero limitato di persone, anche in questo caso per non violare le misure di restrizione anti pandemia in vigore anche in Turchia. A guidare la prima preghiera di fine Ramadan, il capo della Presidenza per gli affari religiosi, il Diyanet, Ali Erbas, la massima autorità sunnita in Turchia. In tutto il mondo i fedeli musulmani stanno quindi celebrano l’Eid al-Fitr, una festività di tre giorni che chiude appunto il Ramadan, il mese sacro islamico che tradizionalmente viene dedicato alla preghiera e al digiuno (si può mangiare solamente, senza abbuffarsi, quando cala il sole fino all’alba).

FINE RAMADAN A SANTA SOFIA DOPO 87 ANNI: SLOGAN CONTRO ISRAELE

Da segnalare che al termine della preghiera sono scattati numerosi slogan contro Israele e a sostegno della causa palestinese, slogan che giungono in un momento di forte tensione sulla Striscia di Gaza, con migliaia di razzi e colpi di mortaio lanciati nelle scorse ore. Tornando a Santa Sofia, l’edificio è stato per circa un millennio una basilica cristiana quindi è stato in seguito convertito in luogo di culto islamico dopo la conquista ottomana da parte di Costantinopoli nel 1453. Poi come detto sopra, durante la scorsa estate, il Consiglio di stato di Ankara ha annullato il decreto del 1934 attraverso cui il presidente turco dell’epoca, Mustafa Kemal Ataturk, aveva deciso di trasformare l’edificio in un museo, di modo che lo stesso potesse essere donato all’umanità.



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