SARDINE A ROMA/ Quel filo sottile che (forse) unisce Corbyn a Bonaccini

- Romano Colozzi

Le sardine si sono date appuntamento ieri in Piazza San Giovanni a Roma. Ma il salvataggio “spontaneo” della sinistra appare sempre più difficile

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Le sardine in Piazza San Giovanni a Roma (LaPresse)

Caro direttore,
sempre più la sinistra, in primis Bonaccini, che è atteso ad una imminente decisiva prova elettorale, si nasconde dietro il volto, pardon le squame, delle sardine, consapevole di essere ormai impresentabile con i suoi simboli e le sue bandiere. Ma ogni giorno che passa mette in evidenza che la riuscita operazione mediatica delle sardine – ieri, in Piazza San Giovanni a Roma – non è altro che un abile trattamento cosmetico, che interviene sulle apparenze della sinistra italiana ma non sulla sostanza.

Dopo la prima manifestazione “silenziosa” di Piazza Maggiore, che aveva fatto pensare alla nascita di un fatto nuovo, da interpretare e capire, purtroppo le sardine hanno cominciato a parlare e l’incantesimo si è subito rotto. Già nell’adunata di Modena l’apartiticità del movimento ha subìto un duro colpo, dal momento che dal palco l’oratore di turno ha invitato a votare “bene”, cioè Bonaccini.

Molto spesso nelle parole delle sardine fa capolino la presunzione della sinistra di essere gli unici portatori di civiltà. No, care sardine, non è di questo che il nostro Paese ha bisogno, ma della capacità di rispettarsi anche avendo idee diverse, di riconoscere all’altro il diritto di lottare per le proprie idee ed esprimerle liberamente, senza censure preventive.

Il manicheismo ittico non porterà nulla di nuovo e di buono, nonostante il profluvio di endorsement che sta ricevendo da giornali compiacenti, che da tempo hanno perso ogni contatto con la società “vera”.

Mentre infatti la sinistra italiana pensa di poter coprire il proprio fallimento politico attraverso le piazze riempite dalle sardine, arriva il risultato delle elezioni britanniche a far fare a tutti un bel bagno di realtà. Il candidato dei conservatori Johnson era dipinto da certa stampa come inadeguato e a volte in termini quasi caricaturali; il popolo britannico descritto come pentito della Brexit; i laburisti guidati da Corbyn in recupero e in grado di ricreare una situazione di sostanziale stallo in Parlamento. Invece è arrivato Johnson a dimostrare ancora una volta che la narrazione dei media spesso non ha nessun nesso con la vita reale.

La bruciante sconfitta subita da Corbyn è un’ulteriore conferma che l’Europa sta riconoscendo che le ricette della sinistra non sono adeguate ad affrontare l’attuale congiuntura economica e sociale.

Purtroppo, la sciagurata scelta di aver consegnato il nostro Paese alla distruttiva politica del M5s, prima col governo gialloverde e poi con il governo Conte bis, rischia di farci arrivare alle nuove elezioni in una situazione drammatica. Una finanziaria senza alcuna visione, che continua ad aggravare il carico fiscale su cittadini ed imprese e ad accrescere il debito pubblico, senza una seria politica di rilancio degli investimenti; un atteggiamento di totale sudditanza verso una Ue sempre più funzionale agli interessi franco-tedeschi; un ulteriore imbarbarimento delle norme che regolano il nostro sistema giudiziario rischiano di dare un definitivo colpo mortale alle possibilità di ripresa del nostro Paese.

Il movimento delle sardine è stato inventato a Bologna per dare una mano all’amico Bonaccini in cerca di rielezione, ma rischia di diventare la stampella per il governo di un Conte sempre più arrogante e per un Parlamento terrorizzato di andare al voto. La paura che Salvini vinca le elezioni non può giustificare in nessun modo il tenere in vita un governo diviso praticamente su tutto. In assenza (molto probabile) di una assunzione di responsabilità politica per dichiarare chiusa questa esperienza fallimentare, credo sarà necessario un fatto traumatico: o la perdita da parte della sinistra dell’Emilia-Romagna, oppure lo sviluppo di qualche intervento della magistratura.

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