SCUOLA/ Matematici, attenti, correte un bel rischio….

- Raffaella Manara

La scuola ci insegna nozioni inutili di matematica che siamo costretti a imparare e poi a dimenticare? La matematica però è uno dei cardini della razionalità occidentale. RAFFELLA MANARA

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(InfoPhoto)

Al giornale radio delle 7,30 della mattina colgo questa notizia: nei paesi in cui l’ISIS ha preso il potere vengono eliminati da ogni scuola gli insegnamenti di filosofia e di… matematica! Perché non vengano inculcati i bambini, che assorbono tutto, i fondamenti del pensiero e della scienza  occidentali. È anche aggiunto che chi è in disaccordo viene giustiziato. Sono sbalordita, ma sento un senso di orgoglio. Una posizione così assurda costituisce un evidente riconoscimento di quello che mi sono sforzata di insegnare per più di quarant’anni, perciò posso essere orgogliosa. La matematica è uno dei cardini della razionalità occidentale, uno dei modi di raggiungere certezze ragionevoli, convinzioni fondate, in cui l’opinione è distinta dalla verità. La matematica è uno dei fondamenti della libertà come noi l’intendiamo.

Ahimè, non passano dieci minuti e il mio stato d’animo è costretto a mutare. La radio è ancora accesa, al giornale radio segue la trasmissione BlackOut, condotta da Enrico Vaime. Non credo alle mie orecchie. Inizia una filippica su “la quantità di concetti e nozioni inutili” che la scuola ci ha rifilato, costringendoci a impararle ripeterle (e a dimenticarle, ovviamente), facendoci perdere un sacco di tempo e di giovinezza, a scapito di ciò che poteva essere invece davvero utile, come … l’inglese. Ma io l’inglese l’ho imparato a scuola, pur se insieme a quelle cose che sono portate da Vaime ad esempio di questa scuola inutile e dannosa. Indovinate un po’?  matematica, greco e latino! C’era da dubitarne? Cito: “Quanto tempo abbiamo dedicato ai logaritmi? E all’aoristo e ai polinomi? E la legge di Gay Lussac? A chi può mai essere servito un logaritmo? Io non riesco neppure a ricordare cosa sia. Rimangono scorie di nozioni. E il teorema di Pitagora o le frazioni? Cosa è rimasto di quel fascio di nozioni? E il mistero del quadrato costruito sui cateti? Chi ha mai costruito un quadrato su un cateto? E perché sui cateti a scapito dell’ipotenusa? Noi non incontrammo mai nella nostra vita né aoristo né polinomi, e spero promitto e iuro non si presentarono mai. ”

Se non ci credete, la potente tecnologia che proviene da quella scienza che include, guarda un po’, proprio il teorema di Pitagora (forse perché era un greco?), ci mette a disposizione il podcast di queste affermazioni: me le sono sentite tre volte, per essere certa di non avere le traveggole.

Capisco che il signore Vaime maneggi, per esempio, solo cifre tonde (probabilmente con molti più zeri di quelle dei professori di matematica) e non conosca gli spiccioli. Ma noi poveri normali teniamo nel borsellino anche degli spiccioli: non gli passa il dubbio che i centesimi siano frazioni? Del resto è in buona compagnia: abbiamo un presidente del consiglio che afferma di non vedere perché litigare per un punto percentuale in più o in meno. Peccato che un punto percentuale sia una frazione, e anzi una frazione del PIL di una nazione, perciò si sta parlando di miliardi…  Ma è in compagnia di quell’economista per il quale il doppio dello 0,8 è lo 0,16. 

Immagino anche che il signor Vaime disponga di un appartamento, probabilmente abbastanza grande. Non voglio sapere i fatti suoi, ma se paga le tasse dovrà dire qual è la metratura: quando parliamo di area, caro signor Vaime, c’è proprio quel povero teorema di Pitagora, gemma della matematica greca, che anche i Babilonesi e gli Egizi conoscevano come relazione empiricamente osservata (sa, dovevano dividersi i pezzi di terreno dopo le inondazioni del Nilo…), ma solo dai greci ci giunge come affermazione dimostrata. Proprio quei greci la cui lingua è così inutile…

Credo che si ora di finirla di vantare la propria asineria in matematica. Fino a oggi potevo reagire arrabbiandomi e avvilendomi: ma dopo quello che ho sentito stamattina, credo che sia ora di riconoscere chi sta preparando la nostra resa all’antitesi della ragione e della libertà. 

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