Scomparsa Mauro Romano, posizione Romanelli archiviata/ “Ora ci lascino in pace”

- Davide Giancristofaro Alberti

La scomparsa di Mauro Romano trattata stamane da Storie Italiane, su Rai Uno: chiesta archiviazione per la figura di Romanelli, unico indagato

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Le ultime sul caso di Mauro Romano (Storie Italiane)

Torna al centro delle cronache la vicenda della scomparsa di Mauro Romano, il bimbo sparito da Racale, in provincia di Lecce, 44 anni fa. Storie Italiane, che da mesi sta dando ampio spazio alla vicenda, ha raccontato che negli scorsi giorni la procura salentina ha chiesto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Romanelli, quello che fino ad oggi era l’unico indagato per la sparizione di Mauro Romano. La moglie dell’ex indagato, in collegamento con il programma di Rai Uno, ha commentato: “Sono contenta, adesso che ci lascino in pace perchè ne abbiamo tanto bisogno”.

L’avvocato della famiglia ha aggiunto: “La chiusura tecnicamente non è ancora arrivata ma l’importanza di questa novità è assoluta. La stessa procura che in questi mesi aveva indagato sul nostro assistito, arrivando anche ad un avviso di chiusura indagini, adesso riconosce che gli elementi raccolti sono assolutamente inconsistenti, cosa che noi riconosciamo da mesi. Rimane l’amarezza e la rabbia di tanta sofferenza che poteva essere evitata. Romanelli era già stato indagato dieci anni fa, e anche all’epoca il caso venne archiviato”.

SCOMPARSA MAURO ROMANO, ARCHIVIAZIONE DI ROMANELLI: “STIAMO SOFFRENDO DAL 2010”

Ha ripreso la parola la moglie del Romanelli: “Stiamo soffrendo dal 2010, perchè? Chi l’ha indagato? Noi l’abbiamo saputo dai giornali”. Antonio Corvaglia, altro avvocato dei Romanelli: “Abbiamo sostenuto l’estraneità del nostro assistito che si è poi concretizzata, e avevamo presentato foto in Procura che smentivano la possibilità che l’imprenditore arabo potesse essere Mauro”. E ancora: “Esprimiamo la massima soddisfazione per l’archiviazione, ma si stava creando una tragedia nella tragedia, accusando un innocente. Dal 2010 ad oggi gli elementi nuovi non erano tali per poter riaprire un’indagine. Essere indagato per un reato orribile genera nei confronti di chi subisce un’indagine una sofferenza, e che incide su tutti coloro fanno parte di questa famiglia. Ci riserviamo la possibilità di valutare il tutto e di fare quelle che saranno le azioni opportune”.



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