Scritta antisemita a casa di Lidia Rolfi “Qui ebrei”/ Il sindaco “Un atto gravissimo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Scritta antisemita a casa di Lidia Rolfi: “Qui ebrei”. Episodio avvenuto quest’oggi nella storica abitazione di Mondovì della deportata

Cimitero ebraico profanato
Francia, cimitero ebraico profanato con svastiche (LaPresse, 2019)

Scritta antisemita nei confronti del figlio di una deportata. Come riferito da molti organi di informazione online, a cominciare da TgCom24.it, Aldo Rolfi, figlio di Lidia, partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944, quando si è svegliato stamane ha trovato un “simpatico” messaggio sulla porta di casa. Qualcuno ha infatti scritto “Juden hier”, che tradotto significa “qui ci sono gli ebrei”. Chiaro il riferimento a quanto avvenuto durante la seconda guerra mondiale, nel periodo nazista, in cui i seguaci di Adolf Hitler segnalavano appunto la presenza di ebrei nelle varie abitazioni con la scritta suddetta. Nella stessa abitazione di Aldo Rolfi, situata nel comune di Mondovì, in provincia di Cuneo, ha vissuto anche la madre fino al 1996, quando poi è deceduta. La via dove sorge l’abitazione è stata successivamente nominata proprio via Lidia Rolfi pochi anni fa.

SCRITTA ANTISEMITA A CASA DI LIDIA ROLFI: LA CONDANNA DEL SINDACO DI MONDOVI’

La deportata lavorò per l’Istituto Storico per la Resistenza di Cuneo e per l’Associazione nazionale ex deportati. Nel 1978, invece, scrisse “Le donne di Ravensbrück”, all’epoca la prima opera in italiano sulla deportazione femminile nei campi di concentramento in Germania. Nel 1997 uscì postumo il suo saggio sull’infanzia nel periodo della dittatura dal titolo “Il futuro spezzato”, con l’introduzione di Primo Levi, altro poeta deportato in tempo di guerra. “Un atto gravissimo che, da sindaco e da uomo, condanno fermamente – le parole del primo cittadino di Mondovì, Paolo Adriano – un fatto vergognoso che offende ed indigna Mondovì, Città Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella Guerra di Liberazione, e tutti i monregalesi. Ci stiamo organizzando per rispondere con un’apertura straordinaria della Sinagoga di Mondovì: invito, quindi, tutti a partecipare per esprimere non solo vicinanza e solidarietà alla Comunità Ebraica, ma per affermare con forza la nostra appartenenza ad una società civile e democratica e condannare pericolosi rigurgiti di antisemitismo”



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