SCUOLA, ACCORDO SUI TRASPORTI E MASCHERINE/ Oggi al via gli esami di riparazione

- Niccolò Magnani

Scuola, accordo raggiunto nelle scorse ore sui trasporti: i bus saranno pieno all’80% o al 100% ma solo per tragitti della durata inferiore ai 15 minuti

francesco boccia
Ministro Francesco Boccia, Conferenza Stato-Regioni sul Covid-19 (LaPresse, 2020)

In attesa dell’inizio ufficiale delle lezioni, datato 14 settembre in gran parte delle regioni, la scuola riapre oggi i battenti per gli esami di riparazione. Andrà quindi in scena da qui a due settimane, un primo importante esame per capire se le regole anti contagio funzioneranno, anche se il vero banco di prova sarà ovviamente quello al via fra due lunedì. Nel frattempo è stato raggiunto un importante accordo in merito alla capienza dei bus di linea che dovranno portare gli studenti nei rispettivi istituti, e che dovranno essere pieni all’80% o al 100% ma solo per una durata massima del tragitto pari a 15 minuti. Ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, come ad esempio l’utilizzo delle mascherine, per cui non vi è ancora molta chiarezza, ma il Cts ha fatto sapere che se fra un banco e l’altro vi sarà almeno un metro, i dispositivi non saranno necessari. Intanto la ministra Azzolina è uscita nuovamente allo scoperto nella giornata di ieri, inviando una lettera a docenti, presidi e personale scolastico, alla vigilia appunto di questo primo importante appuntamento: “Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TRASPORTI SCUOLA, ACCORDO GOVERNO-REGIONI, CTS: NO MASCHERINA CON 1 METRO DI DISTANZA

Continuano ad arrivare indicazioni importanti riguardo la riapertura delle scuole e gli accordi che permetteranno la regolare ripresa delle lezioni nonostante l’emergenza coronavirus. Non ci sarà l’obbligo di mascherina a scuola se sarà rispettata la distanza di un metro. Nella scuola primaria, “per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (ad esempio il canto).” Lo ha ufficialmente indicato il Comitato tecnico scientifico, in una nota. “Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria“. (agg. di Fabio Belli)

TROVATO L’ACCORDO SUI TRASPORTI

Trovato in extremis l’accordo tra Governo, Regioni ed Enti Locali sui trasporti

in vista della riapertura della scuola: la Conferenza Unificata in videoconferenza ha raggiunto la richiesta delle Regioni sulla capienza dei mezzi all’80% dei posti, estensibile al 100% laddove vi siano spostamenti al di sotto dei 15 minuti. In una nota il Mit spiega come per i trasporti locali la capienza non potrà andare oltre l’80%, pena sanzioni e multe. Dopo le richieste dei Governatori, le linee guida Cts danno il via libera alla capienza strutturata con obbligo di mascherina a bordo e distanziamento tra i singoli posti sui mezzi pubblici. «La volontà di fare il bene dei nostri ragazzi ha fatto superare polemiche e ostacoli e permesso di raggiungere un obiettivo fondamentale: permettere a tutti gli studenti di arrivare a scuola e di farlo in sicurezza. Quando tutti i soggetti che hanno responsabilità su questi temi si impegnano in modo unitario i problemi si risolvono. La conferenza unificata termina quindi in modo positivo ed è per me motivo di profonda soddisfazione. Anche perché sono stato sempre convinto della possibilità di una proficua conclusione», spiega al termine della Conferenza Unificata il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia. «Lavoriamo tutti insieme e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente. Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle», scrive la Ministra Azzolina in serata nella lettera aperta ai docenti e lavoratori del mondo scuola. Nel vertice Oms, il Ministro Speranza ha fatto sapere che saranno previste ancora lezioni online con la Dad solo in caso di chiusure locali a fronte di focolai Covid-19 che dovessero essere riscontrati.

MESSAGGIO AZZOLINA: TUTTI I LINK DEL MIUR

È cominciata la Conferenza Stato-Regioni Unificata per provare a dirimere il nodo trasporti, con un appello lanciato da tutti gli esponenti del Governo: «Sul trasporto scolastico le istituzioni si vengano incontro, perché i cittadini non fanno distinzione e chiedono che ognuno faccia la propria parte. Facciamo tesoro delle sofferenze e delle esperienze di solidarietà durante il periodo del lockdown», scrive la vicepresidente Pd Debora Serracchiani, che rivela inoltre «c’è l’impegno di Governo e CTS ma Regioni ed enti locali si trovano in prima linea e vanno ascoltati con attenzione e senza prevenzione, quando obiezioni e critiche non sono strumentali. Sono in gioco la salute di studenti e personale scolastico, certezze per le famiglie, garanzie per una effettiva e duratura ripartenza: creare tensioni e incertezze – conclude la deputata Pd – non giova a nessuno». È molto critico con il Governo il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, e come lui altri esponenti dell’Anci: «il Governo ha gestito la riapertura delle scuole male, sono mesi che si dice che questa è una priorità ma mancano 15 giorni e le incognite sono ancora moltissime e avremmo potuto aprire sul finire dello scorso anno scolastico come hanno fatto in altri paesi». Intervistato da 24Mattino su Radio 24 l’esponente dem – in aperto scontro con la segreteria Zingaretti – denuncia «Non sappiamo quando arrivano i banchi, come si risolverà la questione del trasporto pubblico, in molte scuole c’è un problema di sistemazione delle aule, problema che a Bergamo abbiamo risolto. Ogni giorno cambia la linea sulle mascherine ma soprattutto è molto incerta la determinazione di quello che può succedere nel momento in cui dovesse esserci un caso sospetto e questo è quello che mi preoccupa di più». Cts è infatti diviso, in vista della complessiva messa a punto delle linee guida, proprio sul tema mascherine e forse nella Conferenza Unificata di oggi si potrà avere una risposta certa: si va verso mascherina sempre per medie e superiori, abbassata invece per gli alunni delle elementari ma solo se seduti (e distanziati) ai propri banchi. Con una lettera-appello a tutti i docenti, presidi e Ata la Ministra Azzolina conferma l’impegno per la riapertura del 14 settembre «Ci troveremo a convivere con regole di sicurezza da rispettare e con una maggiore attenzione agli aspetti sanitari. Non era mai successo prima. So che c’è preoccupazione, è comprensibile. Ci darà sostegno la garanzia del gran lavoro fatto. Lo dico senza alcun trionfalismo, ma con soddisfazione: dati alla mano, nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione». Sul portale Miur è invece attivo il focus “Rientriamo a scuola” dove sono raccolti tutti i link, i documenti e le info finora approntate dal Ministero in vista della ripresa delle attività scolastiche.
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LINEE GUIDA CTS, IL PIANO CRISANTI

Mentre l’Oms oggi ha ribadito – con firma sottoscritta anche dal Ministro Roberto Speranza – le 4 misure chiave per ridurre il rischio Covid a scuola (norme igieniche, distanziamento, norme per salvaguardare bimbi e docenti fragili e didattica a distanza), la partita ancora tutta da giocare è interna per il Governo: da un lato le Regioni sono riunite in queste ore per formulare i punti da presentare al tavolo della Conferenza Unificata delle ore 19. Dall’altro, il Cts sta preparando linee guida definitive su trasporto pubblico locale e nodo-mascherine in classe: non è ancora chiaro se i risultati si avranno già questa sera dopo la Conferenza Stato-Regioni o se nelle prossime ore, il fatto è che non mancano le polemiche anche tra esperti a meno di 2 settimane dall’inizio della scuola. «Nelle misure per il ritorno a scuola bisogna evitare di sbagliare due volte. Le misure sono state scelte, ora vanno applicate in maniera rigorosa», spiega il virologo Andrea Crisanti in attesa che il suo piano tamponi venga approvato dal Cts entro fine settimana, «A mio avviso la temperatura sui ragazzi va presa a scuola, non a casa, e andrebbe abbassata, direi a 37,1, per entrare in aula. Poi le mascherine, sono sicuramente necessarie per i più grandi. Per i piccoli si sa che non è possibile…».

PRIMO CASO COVID IN SCUOLA VERBANIA

Alle ore 16 si terrà la prima riunione dei Governatori per dirimere gli ultimi punti da presentare al Governo, con la Conferenza Stato-Regioni unificata che alle 19 affronterà i temi trasporti e mascherine come principale odg. Le nuove linee guida del Cts sul trasporto locale potrebbero adottare – secondo le fonti dell’Ansa – la richiesta delle Regioni, ovvero capienza alzata dal 50% fino al 75-80% dei posti presenti sui mezzi pubblici: è previsto anche un aumento delle linee dei trasporti per sopperire al restante 20%, con una nuova copertura di fondi. Come spiega il sottosegretario al Mit, Roberto Traversi «Ovviamente ci sarà un incremento dei mezzi pubblici. Verso novembre dovrebbe esserci un nuovo finanziamento per avere più mezzi nel Tpl, intanto stiamo valutando una portata che potrebbe essere limitata in base al minutaggio, sotto i quindici minuti di viaggio si potrebbe lavorare come nella normalità». Cresce anche l’ipotesi di autocertificazioni (come avviene negli aeroporti), con i genitori che certificherebbero la non contagiosità del minore in seguito a test/tampone effettuato ad ampio raggio. Commentando la riunione Oms Europa promossa dal Ministro della Salute Roberto Speranza, il Premier Conte ha scritto sui social «Ancora una volta l’Italia in prima fila per elaborare strategie utili per combattere il coronavirus. Grazie al ministro Speranza oggi 53 Paesi si confrontano con l’Oms sulla riapertura delle scuole in sicurezza. Questa oggi è la nostra priorità». Nel frattempo, sulla ripresa della scuola si staglia l’incubo chiusure in caso di contagi Covid come avvenuto già a Verbania stamattina: dopo i primi corsi di recupero partiti il 26 agosto scorso, l’istituto Iss Cobianchi del VCO ha deciso di chiudere l’intera struttura per un caso di positività riscontrato in un docente che ha partecipato ai primi corsi.

CAOS MASCHERINE, TRASPORTI CON 80% CAPIENZA BUS

Nel giorno in cui il Presidente Mattarella ricorda al Governo – nel messaggio per i 150 anni dalla nascita di Maria Montessori – che la scuola «è una risorsa decisiva per la comunità del Paese nel futuro» – il Governo si trova con non pochi grattacapi a 14 giorni dalla ripresa ufficiale: già da Verbania arriva il primo caso di contagio in classe (durante i recuperi, ndr) e l’intera scuola è stata chiusa, non un ottimo viatico in vista delle riaperture tra 2 settimane. Si è poi “sgretolato” il fronte compatto delle Regioni nel calendario di inizio scuola: si era deciso per una data unica, ma con i tanti nodi ancora da sciogliere su trasporti e regole anti-contagio in molti stanno pensando ad un possibile rinvio di almeno una settimane. Al momento l’Alto Adige ha deciso per il 7 settembre, il Friuli per il 16, la Sardegna e la Puglia (22 e 24 settembre) per il post-Elezioni, ma nelle ultime ore si avanzano possibili rinvii anche per Calabria, Campania, Abruzzo e Basilicata, con ipotesi per tutti al 24 settembre. Dal problema trasporti, con il Governatore della Liguria Toti che si fa capofila nel chiedere al Governo la necessità di portare all’80% la capienza dei mezzi pubblicisenza quel nulla osta sarà molto difficile garantire un servizio di trasporto efficiente per tutti i ragazzi»), fino al caos mascherine con gli esperti divisi sul da farsi: secondo le fonti al Cts di Repubblica l’obbligo sulle mascherine sarà per tutti in classe dai 6 anni in sù lungo tutte le ore di lezione; per il Corriere della Sera invece, le mascherine saranno obbligatorie solo quando la distanza di sicurezza non sia rispettata. Ancora diversa la posizione delle Regioni che chiedono l’abbassamento della mascherina una volta seduti al banco: non ci sono certezze e nella Conferenza Stato-Regioni si discuterà anche di questo.

OGGI CONFERENZA STATO-REGIONI UNIFICATA

Dopo le ultime due riunioni non andate a buon fine, oggi si ritrova la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali per dirimere le regole e le criticità sui trasporti in vista della ripresa della scuola il 14 settembre: se da un lato l’ambito sanitario ha visto scongiurare – per il momento – un nuovo rinvio delle riaperture sul fronte contagi, resta difficilissimo immaginare come si potrà riportare a scuola 8 milioni di studenti se le regole ferree del distanziamento rimarranno senza deroghe prima del 14 settembre. Nel frattempo ieri il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha confermato e convocato per le ore 19 di oggi la seduta straordinaria della Conferenza Stato-Regioni tramite videoconferenza presso la sede del Ministero: collegati, oltre a sindaci e Governatori anche i Ministri Lucia Azzolina (Scuola), Paola De Micheli (Trasporti) e Roberto Speranza (Salute). L’ordine del giorno vede l’approvazione delle “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di trasporto pubblico”: il contenuto racchiude oltre agli ultimi pareri Cts e Mit anche le linee guida già inserite nell’ultimo Dpcm 7 agosto. Le posizioni sono chiare: Regioni ed enti locali chiedono deroga su distanziamento per consentire i viaggi a pieno carico dei treni e bus locali, di contro Governo e Cts escludono l’ipotesi e lavorano a metodi alternativi ma col tempo che passa e la campanella dei recuperi che scocca ormai domani.

CAOS SCUOLA: LA PROPOSTA DEI PRESIDI

I dubbi e il caos nel mondo scuola sono purtroppo ancora presenti dopo ormai 6 mesi di inattività forzata: «Abbiamo un piano A, con lezioni in presenza e un tetto di Didattica a distanza inferiore al 20%, come da indicazioni del Miur. E, poi, c’è il piano B, con la Dad che raddoppia se non avremo pullman a sufficienza», spiegano alcuni presidi della Regione Lazio al Messaggero, una sorta di “simbolo” di quanto al momento sembra avviarsi a livello nazionale. Se non arriveranno novità significative nella Conferenza Stato-Regioni di questa sera, il rischio forte è che in diversi territori la Didattica a Distanza tornerà ad essere il metodo principale per le lezioni, in attesa di migliorie sul settore trasporti. Le Regioni si troveranno prima della Conferenza Unificata per presentare un piano il più possibile univoco e unico al tavolo successivo del Governo: «Sarebbe una buona idea quella di far sottoscrivere- in vista dell’inizio dell’anno scolastico- delle autocertificazioni ai genitori, per i ragazzi minorenni, come quelle già distribuite negli aeroporti. Ed è in linea con tutte le precauzioni prese a livello nazionale», spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi all’Ansa. In merito agli screening per gli studenti, il n.1 Anp replica «Siamo favorevoli allo screening degli studenti. Credo però che non ci siano sufficienti risorse per effettuarli a tappeto, considerando che sono 8,5 milioni». Bocciata la proposta del Ministero dei Trasporti sulla assimilazione compagni di classe e colleghi congiunti – il Governatore della Lombardia Fontana l’ha definita una «presa in giro del Governo» – si prova a capire come possibile ovviare ai problemi di ridotte capienze tanto su scuolabus quanto sugli stessi mezzi pubblici: mancano 14 giorni, pochissimi per poter arrivare ad un più possibile “normale” inizio delle attività.

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