SCUOLA/ Pnrr, 6 riforme, 17 mld: solo l’autonomia può spenderli bene

- Gabriele Toccafondi

6 riforme entro il 2022 e 17 mld di investimenti. Arrivano i soldi del Pnrr per la scuola e vanno spesi bene. Senza privilegiare alcuni studenti a scapito di altri

patriziobianchi 4 lapresse1280 640x300 Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione (LaPresse)

La scuola, anzi il percorso educativo, è sotto gli occhi di tutti, ha necessità di attenzione. Dopo un anno di Dad con la conseguente catastrofe educativa, abbiamo tutti riscoperto il valore della scuola e del percorso educativo, fatto di rapporti e di relazioni, di scoperte, di domande, paure, idee… la scuola è molto di più che la pur importante trasmissione di nozioni.

Anche la politica ha colto la necessità di investire con risorse, riforme, attenzione verso i percorsi educativi.

È un’occasione unica, occorre non sprecarla e non sprecare le tante risorse che arrivano.

Una premessa la devo fare, perché se il tema è questo – rivoluzione di idee, proposte, riforme e risorse – non può essere oggetto di premesse ideologiche che per decenni hanno bloccato ogni discussione che riguarda la scuola.

La scuola è fatta per i ragazzi, non per altri o altro. Vale tutta la scuola: statale e paritaria, vale l’intero sistema di istruzione nazionale. L’autonomia scolastica è lo strumento – già esistente e funzionante – che può aiutare tutti i ragazzi, soprattutto coloro che hanno più difficoltà.

Nella cabina di regia riunita per la prima volta il 6 ottobre, presieduta dal premier Mario Draghi, è stato fatto un elenco di riforme, scadenze e risorse che rendono evidente l’attenzione del governo e della maggioranza che lo sostiene verso il percorso educativo.

Sei riforme entro il 2022 e 17 miliardi di investimenti, 5 in arrivo in queste settimane. 3 miliardi per asili e scuole dell’infanzia, 400 milioni per la riqualificazione delle mense, 300 per le palestre, 800 per le scuole nuove e 500 per la messa in sicurezza degli istituti, edilizia scolastica e nuova didattica. Sei le riforme da portare a termine entro il 2022: quella degli istituti tecnico-professionali, una riguarda il percorso post diploma non universitario e professionalizzante: Its (già approvata e all’unanimità dalla Camera e adesso al Senato), quella dell’orientamento, un’altra fondamentale sul reclutamento degli insegnanti e una sulla riorganizzazione del sistema scolastico.

Bene, anzi benissimo. Ricordiamoci tutti nello scrivere riforme, norme e bandi, che la scuola è fatta da quelle statali, paritarie, percorsi di formazione regionali, non statali, asili comunali, paritari, privati. Nel momento storico di investimento e volontà di aiutare i ragazzi, abbiamo il dovere di occuparci di tutti, ma proprio tutti, i ragazzi.

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