Scuole chiuse per coronavirus in tutta Italia/ Conte “Possibile proroga oltre 15/3″

- Silvana Palazzo

Scuole chiuse in tutta Italia per coronavirus. Secondo Franco Locatelli, presidente del Css, non è da escludere un’ulteriore proroga: ecco il commento di Conte.

concorso scuola
Immagine di repertorio (LaPresse)

La decisione di chiudere scuole e università in tutta Italia fino al 15 marzo è stata presa «seguendo la linea della massima precauzione»: queste le parole del premier Conte nel corso della conferenza stampa odierna. Ma c’è di più, di fronte alla possibilità di riconsiderare e rimodulare la scelta il presidente del Consiglio ha spiegato: «Vedremo. Ovviamente in prossimità della scadenza, con un certo anticipo per evitare incertezza, torneremo a fare un aggiornamento. In questo momento non lo so neanche io, dobbiamo sempre ragionare nel segno dell’adeguatezza e proporzionalità». Questo, infine, il giudizio del segretario Pd Nicola Zingaretti: «La chiusura delle scuole è una misura giusta. La priorità è sconfiggere il virus, per questo dobbiamo diminuire i contatti tra le persone, abbassare il numero di spostamenti. È una decisione dura ma saggia». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SCUOLE CHIUSE, LOCATELLI: “VALUTIAMO PROROGA”

Le scuole di ogni ordine e grado potrebbero restare chiuse per coronavirus oltre il 15 marzo. Ad affermarlo, come riportato dai colleghi di TgCom24.it, il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. Secondo lo stesso professore non è da escludere che il governo valuti nei prossimi giorni un’ulteriore sospensione delle lezioni e delle attività didattiche, se l’emergenza non dovesse aver raggiunto il suo picco entro i prossimi dieci giorni. Locatelli ha spiegato che “la possibilità di riconsiderare e rimodulare la scelta in base allo scenario epidemiologico che verificheremo giorno per giorno”. In merito al provvedimento senza precedenti preso ieri dal governo, il luminare ha aggiunto e concluso: “un sacrificio che serve e che va fatto”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLE CHIUSE IN TUTTA ITALIA, SALVINI “AIUTIAMO LE MAMME E I PAPÀ”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, torna a dire la sua sulla questione delle scuole chiuse, invocando aiuti alle famiglie da parte dello stato. Attraverso una diretta sulla pagina Facebook, l’ex ministro dell’interno ha spiegato: “In un Paese serio e civile aiuta le mamme e i papà che lavorano”. Quindi l’ex vice presidente del consiglio ha aggiunto: “Prima di tutto viene l’Italia, poi tutto il resto, dopo le regole dell’Europa. Noi siamo all’opposizione e potremmo starcene ad attaccare e polemizzare, aspettando che tutto passi per poi poter dire che tocca noi. Ma non saremmo degni del vostro voto. La Lega c’è: dobbiamo restare uniti e compatti senza paura. Spero che dal governo ci sia voglia di ascoltare e non solo di ironizzare”. Stando a quanto sostiene da Salvini, il primo allarme di gennaio non venne accolto dal governo: “Che si rifiutò di intervenire con controlli e blocchi – dice ancora al quotidiano spagnolo El Pais – i quali avrebbero sicuramente evitato un livello di contagi come quelli che abbiamo oggi. E le misure economiche approvate dal governo sono praticamente nulle”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLE CHIUSE IN TUTTA ITALIA: COMITATO SCIENTIFICO ESPRIME DEI DUBBI

Il governo alla fine ha deciso per le scuole chiuse in tutta Italia per altri dieci giorni, fino a domenica 15 marzo. Una scelta drastica che nella storia moderna del paese non era mai stata fatta, e che ha lasciato sorpresi molti. Del resto chiudere le scuole ha un costo sociale non indifferente, tenendo conto che i bambini e i ragazzi non possono studiare, e nel contempo, che i genitori devono organizzarsi per affidare i figli, soprattutto i più piccoli, a parenti, amici o baby sitter. Tra l’altro, come riferisce l’agenzia Ansa, anche il comitato scientifico ha espresso delle perplessità in merito alla chiusura totale di tutti gli istituti. “Mancano le evidenze scientifiche – riporta a riguardo l’Ansa – sarebbe stato rilevato all’unanimità, sull’efficacia della chiusura delle scuole ai fini di un contenimento dei contagi da coronavirus, soprattutto per la breve durata della misura”. Ma da Palazzo Chigi fanno sapere: “E’ evidente che ora non ci siano evidenze scientifiche ma la politica deve puntare a qualsiasi iniziativa che contribuisca a rallentare la diffusione del virus”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLE CHIUSE IN TUTTA ITALIA PER CORONAVIRUS FINO AL 15 MARZO

Ora la decisione è ufficiale: le scuole sono chiuse da domani fino al 15 marzo. Lo hanno annunciato il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in una conferenza stampa da Palazzo Chigi. «Sapete che in queste ore c’era una valutazione in corso sulla possibilità di chiudere o meno le scuole. Per il governo non è stata una decisione semplice. Abbiamo aspettato anche il parere del comitato tecnico-scientifico. E abbiamo deciso prudenzialmente, visto che la situazione epidemiologica cambia velocemente, di sospendere le attività didattiche al di fuori della zona rossa fino al 15 marzo, a partire da domani», l’annuncio della ministra Azzolina. Poi ha aggiunto di essere consapevole che si tratti di una decisione di impatto: «Spero che i miei alunni tornino al più presto a scuola e mi impegno a far sì che il servizio pubblico essenziale, seppur a distanza, venga fornito a tutti i nostri studenti». Clicca qui per il video dell’annuncio ufficiale della chiusura scuole. (agg. di Silvana Palazzo)

MIUR, COSA CAMBIA CON CHIUSURA SCUOLE

In attesa della decisione ufficiale – ormai non vi sarebbero più dubbi circa la chiusura delle scuole in tutta Italia fino al 15 marzo – si sta scatenando il mezzo panico in Italia per un provvedimento che di colpo potrebbe arrivare a chiudere dall’oggi al domani tutte le scuole e le Università in ogni parte del Paese. Il problema non è tanto la gestione pur difficile e complessa, come bisogna cercare di comprendere, del Coronavirus e degli effetti al momento non del tutto noti dagli esperti stessi, ma un problema di comunicazione: il Governo ha fatto uscire prima la notizia e poi con la sola Ministra Azzolina ha smentito l’ufficialità rimandando “alle prossime ore” informazioni più precise. Nel frattempo giustamente il maxi mondo attorno alla scuola, cioè famiglie e personale docente-Ata, si sono scatenati sul web cercando info dal Miur per capire se da domani debbano pensare a come badare ai figli a casa, chiedendo permessi speciali per il lavoro che ancora non sono stati messi a punti. Il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, sull’ipotesi scuole chiuse nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri spiega così la posizione davanti alle autorità: «Siamo preoccupati per la chiusura delle scuole perché la presenza dei bambini impone ai genitori di farsene carico e non sempre è possibile lo smart working. Per questo chiediamo al governo che nel nuovo decreto vengano inseriti provvedimenti che possano aiutare i genitori a gestire la situazione». Ancora De Palo sottolinea nella nota del Forum, «chiediamo la possibilità che uno dei due genitori possa avere diritto a permessi obbligatori retribuiti perché la chiusura delle scuole non è una scelta dei genitori ma sono i genitori a doverla gestire. Questa problematica non può essere lasciata al caso, è un problema di primo piano e confidiamo che venga considerato nel nuovo decreto». (agg. di Niccolò Magnani)

MISURE MIUR PER SOSTEGNO FAMIGLIE?

Come dicevamo nel lancio precedente, il provvedimento di scuole chiuse fino a metà marzo verrà definito e stabilito solo nel pomeriggio/serata di oggi in modo che già da domani tutti gli istituti d’Italia – assieme alle Università – restino chiusi e serrati fino almeno al prossimo 15 marzo. Salvini, tra i primi a commentare dopo le parole della Ministra Azzolina, sottolinea la necessità di pensare ora ai genitori per evitare di bloccare un’intera nazione con i figli a casa e i nonni impossibilitati in molti a casi – proprio per le medesime misure anti-Coroanvirus – a prestare la consueta assistenza casalinga (e non tutti possono permettersi le baby sitter, ndr). Gli fa eco la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: «Sto lavorando a una misura da proporre al governo per aiutare i genitori che da domani si ritroveranno i figli a casa. Serve un sostegno che possa essere un allungamento del congedo parentale oppure un bonus baby sitter. Non possiamo lasciare soli mamme e papà, che devono andare a lavorare». A sostegno del Governo, non senza una punta di critica, anche il Governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Finalmente da Roma a Milano tutti hanno preso consapevolezza di quella che è realmente la situazione. Le notizie secondo cui il Consiglio dei ministri ha deciso di chiudere le scuole fino a metà marzo confermano che la linea assunta da subito dalla Regione Lombardia era quella corretta, l’unica per fronteggiare davvero il diffondersi del virus. Ora più che mai bisogna remare tutti nella stessa direzione, senza polemiche per tutelare la salute dei cittadini». (agg. di Niccolò Magnani)

SCUOLE E UNIVERSITÀ CHIUSE FINO AL 15 MARZO

Tutte le scuole e le università d’Italia rimarranno chiuse fino al prossimo 15 marzo

per contenere il più possibile il contagio da Coronavirus: è questa la decisione più importante che sarebbe emersa nella riunione ancora in corso a Palazzo Chigi tra il Premier Conte, il Comitato Scientifico, il Ministero della Salute e tutti gli altri Ministri. La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, uscendo dalla riunione ha però frenato la decisione spiegando «per ora le scuole non sono state chiuse. Abbiano chiesto al Comitato un parere su cosa fare per i prossimi giorni per contenere al massimo il contagio da Coronavirus e una decisione in merito la prenderemo nelle prossime ore». Dunque per ora si può parlare di ipotesi alquanto probabile ma ancora effettiva: entro sera, al più tardi domani mattina in Consiglio dei Ministri, il Governo prenderà una decisione con un nuovo Decreto che se dovesse essere confermata prenderebbe l’intero territorio italiano e non solo le zone “rosse” e “gialle” come finora ottenuto con il Decreto Dpcm del 1 marzo scorso. (agg. di Niccolò Magnani)

GALLI “SCUOLE RIAPERTE PROSSIMA SETTIMANA? FANTASCIENZA”

Riaprire le scuole la prossima settimana è fantascienza.

Lo ha spiegato senza troppi giri di parole il primario dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, docente dell’università Statale: “Riapertura attività per la prossima settimana? No, è fantascienza – le parole a 24 Mattino – Non credo che una situazione con queste caratteristiche si normalizzi al punto da tornare a breve alla normalità”. Galli ha aggiunto: “Mi auguro di sbagliarmi ma dovremo gestire questo virus per un periodo non cosi’ breve da poter far finta di niente a breve scadenza”. Intanto il governatore della regione Puglia, Michele Emiliano, ha invitato le famiglie a non mandare i figli a scuola, nonostante non vi sia un’ordinanza che vieti le lezioni: “Invito tutte le famiglie a non mandare a scuola i loro figli a tutela della loro salute perché non siete obbligati a farlo”. Il presidente pugliese ha aggiunto: “Didattica è meno importante della salute pubblica, non lo dico io ma la Costituzione italiana”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLE CHIUSE UN MESE PER CORONAVIRUS? PARLA MASTELLA

L’ipotesi della chiusura delle scuole italiane per un mese per via del Coronavirus raccoglie consensi anche in ambito politico. Clemente Mastella, in passato ministro del Lavoro e della Giustizia e oggi sindaco di Benevento, ha ufficializzato attraverso i social network di aver chiesto al presidente dei sindaci italiani di proporre al governo la chiusura delle scuole per trenta giorni e il rinvio delle elezioni a fine giugno. “La materia del Coronavirus è, con decreto, prerogativa del governo. È giusto così. È altrettanto giusto che la prevenzione si sposti anche nei luoghi del Sud dove la violenza del virus è ancora agli esordi. Altrimenti che prevenzione è?”, ha scritto su Facebook Mastella. Per poi aggiungere: “Ma se, come pare, si eviteranno, per un mese, convegni, congressi, manifestazioni sportive, affollamenti con distanza di un metro per i partecipanti, come si fa a non chiudere le scuole? Sono il concentrato di bambini, ragazzi, adulti, anziani. Se le scuole dovessero chiudere, si può utilizzare il mese di giugno per recuperare l’anno di didattica”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

SCUOLE CHIUSE UN MESE? IL PREMIER NON LO ESCLUDE

Scuole chiuse

per almeno un mese su tutto il territorio nazionale a causa del Coronavirus. È questa l’ipotesi che sta prendendo corpo nelle ultime ore dopo le valutazioni del comitato scientifico nominato dal premier Giuseppe Conte per cercare di tenere un’epidemia che preoccupa. Gli esperti sollecitano una stretta maggiore, visto che il Covid-19 sta avendo un andamento non lineare. Ma il presidente del Consiglio precisa, come riportato dal Corriere della Sera: «Non possiamo escludere in assoluto la chiusura totale, anche se non è stata ancora chiesta dagli scienziati». Il parere degli scienziati comunque è stato mandato al ministero della Salute, a cui serve il via libera del comitato esecutivo allargato. Poi sarà Palazzo Chigi a stabilire le restrizioni finali. Le nuove raccomandazioni saranno probabilmente contenute in nuovo Dpcm, che andrà a sostituire quello adottato lo scorso 1 marzo e in scadenza domenica prossima. La misura che dovrebbe prevedere anche la chiusura delle scuole in tutta Italia avrebbe valore per 30 giorni, ma andrà valutata ogni due settimane sulla base dell’andamento dell’epidemia.

SCUOLE CHIUSE PER CORONAVIRUS? LEZIONI ONLINE

Le scuole sono chiuse per il Coronavirus, ma la didattica non si ferma. Ci sono diverse piattaforme informatiche con cui gli insegnanti possono fare comunque lezione nonostante l’epidemia legata al Covid-19. La startup Schoolr, come riportato dall’Ansa, ne ha messo a disposizione, ad esempio, una per le lezioni online con l’aula virtuale. Grazie a questa piattaforma gli studenti possono collegarsi col tutor, da qualsiasi dispositivo e senza la necessità di scaricare applicazioni o programmi. Basta semplicemente accedere ad un link via web. Con questo sistema lo studente e il tutor possono interagire attraverso la webcam, condividere una lavagna virtuale per la scrittura a mano e una per la scrittura con tastiera (come word), un’altra invece fornita con un compilatore con tutti i linguaggi di programmazione per le lezioni di informatica. Tutte le lezioni possono inoltre essere registrate automaticamente dal sistema, così ogni studente può rivedere la propria lezione su qualsiasi dispositivo, anche scaricandola per fruirne offline.

VIDEO: ANNUNCIO UFFICIALE CHIUSURA SCUOLE







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