Serie A/ Come sempre l’Inter dura un tempo, a Napoli spaccato della nostra società

- Alfredo Mariotti

Serie A, il punto di ALFREDO MARIOTTI sulla 30^ giornata di campionato: l’Inter si fa battere in casa dal Bologna e si allontana da scudetto e secondo posto, la Juventus invece vola.

Musa Barrow gol Inter Bologna lapresse 2020
Musa Barrow, attaccante del Bologna (Foto LaPresse)

Purtroppo non ci sono più i derby di Serie A di una volta quando l’Inter vinceva con in campo Morbello e Della Giovanna; non interessava la posizione in classifica delle contendenti e nemmeno le formazioni. Coltello fra i denti e vinceva chi lottava con più voglia di superare la rivale cittadina.

Si assiste all’incontro Gobbi vs Toro e, dopo tre minuti, rete di Dybala, prendiamo atto che non c’è sfida. Il Toro si presenta senza corna, per gli animali è un disonore, la Juve fa girare palla non permettendo mai ai granata di accorciare per la conquista della stessa. Un rigore dato al Torino e uno limpido, di Cuadrado su Belotti, negato. Non si è mai però avuta la sensazione che i bianconeri potessero subire fastidi dai “congiunti”. Classico allenamento del campione contro un debole sparring partner. Il Torino ha una difesa di burro, va reimpostata. Se richiamassero Mazzarri, dal riposo a San Vincenzo, non sarebbe una cattiva idea.

Non basta una vittoria per stabilire che il Milan è risorto in Serie A. Dobbiamo essere i San Tommaso della situazione, controllare le prossime due partite: se i casciavit le vinceranno andranno diritti nell’Europa minore. Le congiunzioni astrali sono a loro favore. Sabato la Lazio giocava senza attacco, il suo punto di forza, avendo Immobile e Caicedo squalificati, il prossimo turno porterà i rossoneri ad affrontare la Juve senza il suo giocatore più in forma: Dybala. Tutto può succedere. Neanche il milanista più becero avrebbe scommesso una vittoria 0-3 contro i biancocelesti, ergo…

Il rientro di Ibra ha ringalluzzito i tristi giocatori visti contro la Spal. Lo svedese ha giocato più da trequartista che da punta. Ciò ha scompaginato più del dovuto i piani della squadra romana già apparsa fuori giri nelle ultime gare. La sconfitta della Lazio
assicura lo scudetto alla Juve e avrebbe potuto rilanciare l’Inter per il posto di vice campione che, data la scontata superiorità bianconera, sarebbe stato un ottimo risultato per Conte, primo dei normali. L’inter è partita benissimo contro il Bologna: gioco veloce, Brozovic e Eriksen a distribuire palla, felsinei in grande difficoltà. Dopo diverse occasioni, splendida azione Candreva-Young-Lautaro che gira di testa sul palo, entra Lukaku e rete. Vantaggio più che meritato. Poi altre occasioni per la Beneamata che, non sfruttandole, rischia su una conclusione di Orsolini deviata da Handa. Col volume di gioco fatto, i nerazzurri hanno raccolto poco, questo fa paura. Le squadre di minor forza in Serie A non devi tenerle in partita perché nella ripresa danno tutto e spesso ti infinocchiano. Infatti i rossoblu, nel secondo tempo, paiono più in partita. Fanno tremare, con Barrow, il palo della porta interista ad Handa battuto.

Comunque l’Inter imposta buone trame ma non riesce a finalizzarle. Finalmente Candreva entra deciso in area e subisce fallo da rigore. Batte Lautaro che sbaglia, la respinta del portiere arriva a Gagliardini che ributta sul portiere. Le cavolate sono come le ciliegie, una tira l’altra. Come previsto, su imbambolamento completo della difesa bauscia, portiere compreso, il Bologna, nel frattempo rimasto in dieci, pareggia. Espulso anche Bastoni e, in contropiede, gli emiliani vanno in vantaggio. Grande casino finale dei nerazzurri ma senza alcun costrutto. Sanchez sbaglia due occasioni enormi. Come è spesso successo da dicembre, l’Inter tiene solo un tempo, o il primo – spesso – o il secondo come nel derby. Addio al sogno del secondo posto, i milanesi hanno troppi cali di concentrazione.

Napoli-Roma a chiusura giornata in Serie A. Partita a ritmo da scapoli vs ammogliati.Iniziano meglio i partenopei ma senza creare soverchi pericoli per la Maggica. Poi la gara si sposta verso la trequarti romanista e il Napoli pare subire il maggior potere fisico dei giallorossi. Costoro prevalgono nel possesso palla, gli azzurri stile Gattuso ripartono in contropiede. La classica partita da reti inviolate se non accade qualche fatto inaspettato che la sblocchi. Incontro molto tattico con squadre intruppate in trenta metri. Nella Roma è rientrato Mancini e si sente, la difesa capitolina non balla. Secondo tempo un po’ meglio e arriva la rete del Napoli. Segna Callejon ma, a mio parere, ci fosse stato Mirante anziché Pau Lopez la palla non sarebbe mai entrata. Subito reazione giallorossa e, su splendida apertura di Dzeko, Mkhitaryan buca Meret. Per fortuna ora i calciatori sono più stanchi e la partita si fa meno tattica, le squadre si allungano e lo spettacolo migliora. Tutti abbiamo sperato in un finale pirotecnico ma le promesse di spettacolo non sono state mantenute. Solo una prodezza di Insigne è riuscita a piazzare la palla all’incrocio dei pali romani.

Vince il Napoli ma il pareggio sarebbe stato più giusto, nessuna delle contendenti meritava la vittoria. Sempre detto che il calcio è uno spaccato della nostra società, nel caso specifico questa partita di Serie A è parsa una rappresentanza delle nostre istituzioni. Pare sempre che debbano realizzare qualcosa di grande ma, alla fine, la montagna partorisce una serie di topolini.

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