Serie A/ Inter va con LaLu, la Juventus con il rigorino e il Milan…

- Alfredo Mariotti

Inter, Juventus e Roma vincono le loro partite, mentre il Napoli commette un mezzo passo falso che fa malissimo agli uomini di Ancelotti. La sfida per la vetta è sempre più un affare a due

Lukaku e Lautaro Martinez Inter
(Foto LaPresse)
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Decima giornata e quinta vittoria, in trasferta, dell’Inter. La coppia LaLu continua a segnare e, seppure con lato b in grande spolvero, anche il Brescia è stato sotterrato. Conte si lamenta di avere pochi giocatori e ha ragione. Anche lui, però, ci mette del suo. Dopo una mezz’ora di dominio le truppe Bauscia sono andate in evidente crisi fisica. Non che in panchina ci fossero dei top player, ma gente come Politano e Borja Valero non possono essere considerati indegni di giocare un tempo e, specialmente lo spagnolo, incapaci di dare i tempi e all’occorrenza rallentare il gioco. Conte sta commettendo il medesimo errore di Herrera quando la Beneamata perse il campionato a Mantova per una papera del portiere Sarti all’ultima giornata. Faceva giocare sempre gli stessi undici e in pochi giorni perse finale di Coppa dei campioni, scudetto e coppa Italia. Spesso gli allenatori hanno la “crapa dura”.

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A Brescia è finita bene perché Handanovic migliora di anno in anno, Lukaku ha fatto una perfetta imitazione di Adriano e Balotelli ha giocato per L’Inter. Il Brescia è una squadra da quindicesimo posto in giù che deve sperare nelle improvvisazioni del Balo e dei venti minuti in cui Tonali fa la differenza. Il resto è poco, anzi, nulla. A Napoli l’Atalanta è partita tutt’altro che da Dea. Gomez e Ilicic non davano profondità e gli azzurri dominavano l’incontro. C’e’stato bisogno della rete napoletana per svegliare i bergamaschi. Dopo lo svantaggio, come d’incanto, i Bergheimer hanno cominciato a giocare a memoria. Arrivati al pareggio hanno più volte avuta la possibilità di passare in vantaggio. E’dovuto entrare Mertens per infuocare stadio e squadra partenopea. Da quel momento, decimo della ripresa, le squadre schierate a specchio si sono equivalse concedendo la visione di una partita divertente. Solo una prodezza avrebbe potuto far pendere il risultato a favore di una delle due. E‘ capitato ad entrambe con Milik e Ilicic. Giusto così.

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In contemporanea, a palazzo Chigi, Giuseppi presiedeva una riunione di Governo per partorire la legge di bilancio che regolerà l’economia delle nostre vite nel prossimo anno. A mio parere, nel decreto che verrà discusso in parlamento ci sono, in parte, buone soluzioni per mantenere e migliorare la competitività delle nostre aziende, ma poco coraggio nello spingere i consumi consegnando più soldi in busta paga ai lavoratori. Dove prendere i soldi? Per esempio incrementando un poco l’IVA, imposta iniqua ma che colpisce indistintamente tutti, e ritoccando la cedolare secca sugli affitti. Sarebbe stato tutto più chiaro senza necessità di eliminare tantissime piccole agevolazioni penalizzando anche attività già naviganti in un mare di sfavorevole congiuntura. Speriamo che la legge “esca“ meglio dell’uscita di Radu, il portiere del Genoa che, poco dopo la mezz’ora, ha regalato alla Gobba il vantaggio. Già sono forti, se anche ricevono omaggi…

Il Genoa di Motta non è però una squadra arrendevole. E’ ben organizzata, ha un buon attacco con giovani di valore e un allenatore che è stato capace di impostare un gioco ritagliato sulle caratteristiche dei giocatori disponibili. Infatti ha raggiunto il pareggio. Allora l’arbitro è entrato direttamente in scena. Al primo falletto il genoano Cassata è stato espulso. Con i rossoblù in dieci, i bianconeri hanno potuto prendere possesso del gioco con i liguri costretti alla difesa. I torinesi hanno buttato in campo gli acquisti estivi Ramsey e Rabiot, ma solo un rigore al minuto novantasei ha permesso alla Juve di fare risultato pieno. Qualcuno aveva dubbi?

Impresina della Maggica a Udine. In dieci per l’espulsione di Fazio, ha surclassato un’Udinese ancora scioccata per le sette pere incassate a Bergamo. Se a Udine non si danno una svegliata rischieranno di finire nelle voragini della lotta per non retrocedere.

Sarebbe da aspettare Milan-Spal. Per i Casciavit sarà l’ultima spiaggia. Se vincono potranno pensare di essere in gara per partecipare a qualche giochetto europeo, se non supereranno i ferraresi dovranno guardarsi con terrore alle spalle, sperando di vedere almeno tre ombre. In fondo, allora, è inutile aspettare: la giornata finirà con un grande successo dei rossoneri… forse.

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