SFOOTING/ Sri Lanka: conducenti di elefanti brilli, una piaga pachidermica

- Comic Astri

Nello Sri Lanka emesso un provvedimento che vieta la conduzione degli elefanti a chi si trova in stato d’ebbrezza. Un problema sociale di dimensioni pachidermiche

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Coppia di elefanti (da Wikipedia)

Giro di vite o giro di vitigno a dorso d’elefante? Proprio così, amici lettori, sempre alla ricerca di notizie alle quale abbeverarvi come ad una fonte sicura. Ed è proprio per quello che vi rivolgete a noi: ben felici di servirvi notizie fresche e inebrianti!

Di cosa si tratta, dunque? La notizia ha fatto il giro dei bar di Sri Jayawardenapura Kotte, la capitale amministrativa dello Sri Lanka, per poi diffondersi, a mo’ di passaparola, tra tutti i bevitori dell’orbe terracqueo. Perciò, semmai doveste capitare nell’ex isola di Ceylon, una volta famosa per il tè e oggi invece pare per il vin brulé, sappiate che il locale ministro della Protezione della fauna selvatica, Wimalaweera Dissanayake, ha emesso un provvedimento che vieta la conduzione degli elefanti a quei srijayawardenapurakottesi (gli abitanti della capitale) che si trovino in stato d’ebbrezza. Si tratta di un espediente legislativo, si spera risolutore, al fine di salvaguardare questi animali in via d’estinzione, che si trovano spesso involontari protagonisti di situazioni bizzarre, che il più delle volte sfociano nei maltrattamenti.

Tale divieto fa parte di un pacchetto di severe norme che avranno il compito di arginare taluni problematici contesti assai frequenti nello Stato cingalese. Tra le iniziative prese, se è da considerarsi ovvia la prova del palloncino per il guidatore, più inusuale è certamente la scelta di sottoporre questi giganti dalle preziose zanne d’avorio alla medesima verifica. Sembra infatti che i conducenti, spesso persone tristi, raminghe e solitarie, non trovino di meglio che annegare le loro difficoltà insieme al loro… ehm… mezzo di trasporto. Non ancora chiare sono la modalità di rilevazione dell’adeguato tasso alcolemico (quanta birra o vino o superalcolici può ingurgitare un bestione di 6 tonnellate prima di raggiungere lo stato d’ebbrezza?) e soprattutto le dimensioni del palloncino: si starebbe optando per la soluzione della mongolfiera, sicuramente di capienza sufficiente a ospitare l’aria calda insufflata via proboscide dai polmoni della bestia.

Ancora da stabilire l’entità delle multe, anche se, qualora il conducente venisse trovato positivo all’alcool test, la sanzione da applicare al suo “veicolo” (classificato come “mezzo pesante”? “autobus”? “semovente”? “trasporto eccezionale?”) potrebbe essere tripla o addirittura quadrupla (viste le dimensioni). Per cui, è proprio il caso di dirlo (perché poi mettersi a urlare con la polizia locale non servirebbe a nulla, se non a spaventare il pachiderma, e anche lì sarebbero guai): quando si è alla guida di un elefante, sobrietà! Prima, durante e dopo.

La nuova legge, poi, richiede a tutti i proprietari di assicurare il proprio animale, il quale dovrà possedere una dettagliata carta d’identità, con tanto di foto in alta definizione, che dovrà riflettere il reale aspetto dell’animale. E qui casca l’asino, pardon, il pachiderma. Per essere validata dalle autorità locali, la foto dovrà giocoforza riprodurre in tutta la sua lunghezza la proboscide e in tutta la loro ampiezza le orecchie. Ragion per cui le dimensioni della carta d’identità potrebbero assumere dimensioni da maxi-poster pubblicitario: 5,5 metri x 6,5 metri. Domanda: dove deve essere conservato l’inusuale documento, dal momento che per legge non può essere piegato? La stampa locale ha letteralmente preso il toro per le corna (lasciando perdere proboscide e grandi orecchie), titolando, a caratteri ovviamente cubitali: “Sri Lanka alle prese con un problema sociale pachidermico”.

La decisione del ministro Dissanayake ha nel frattempo scatenato le proteste dei “padroncini” di elefanti, che sono scesi in strada dando vita a manifestazioni di massa che i mass media, senza alcuna remora, non hanno esitato a definire “elefantiache”.

Al premier cingalese Mahinda Rajapaksa non è rimasto che tentare di uscire dall’impasse, convocando un Consiglio dei ministri nella sua sede a Sri Jayawardenapura Kotte. Il vertice si protrae ormai da settimane, mentre giornali e tv, con affettata costernazione, si domandano: “Troppi conducenti ed elefanti brilli, il governo troverà soluzioni… brillanti?”.

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