SFOOTING SUMMER FESTIVAL/ 1. Un viaggio che dura un’estate. Si comincia a Biasca!

- Comic Astri

Per cominciare bene, i comicAstri, con armi e bagagli, varcano il confine: Lugano, Bellinzona, su su fino a Biasca. Dove li attende una gradita sorpresa

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Confine Italia-Svizzera (Lapresse)

Ma lo sentite il profumo, l’aroma, la fragranza delle vacanze? La state pregustando? Siete già pronti o ancor meglio apparite già in action in qualche luogo di villeggiatura?
Dovunque voi siate, qualsiasi soluzione abbiate trovato (anche quella di non muovervi da casa), sappiate, cari lettorastri (amici lettori dei comicAstri) che noi saremo lì con voi!

Questo Sfooting Summer Festival, che oggi inauguriamo e che vi accompagnerà per tutta l’estate, verrà a stanarvi proprio lì, sotto l’ombrellone, al riparo dal solleone, oppure durante la passeggiata al monte, nel bel mezzo di un panorama mozzafiato, oppure ancora sulla panchina nei pressi di un’antica pieve, in fila all’entrata di un museo, magari davanti a una cattedrale, gotica o romanica, a voi la scelta.

Un’estate revival. Perché siamo riusciti a rintracciare (fisicamente o meno, che importanza ha?) personaggi a voi già noti, che hanno segnato questi undici anni passati insieme. Li sorprenderemo alle prese col dilemma di sempre, quello che arriva con la bella stagione. Che si fa: mare, montagna, città d’arte… oppure rimaniamo a casetta nostra? E se no? Che altro ancora?

Ci siamo organizzati per tempo, gli appuntamenti sono già tutti fissati. Qualcuno di persona, qualcuno per telefono e qualcuno… alt, non possiamo svelarvi tutto.

Da qualche parte si doveva pur cominciare. Gli inizi, quante volte vi è capitato nella vita (per un tema a scuola, per una nuova attività lavorativa, quando cambiava la moròsa, oppure… no, la squadra di calcio, ecco, quella non si può proprio) sono sempre complicati: ma chi ben comincia è a metà dell’opera. 

Volevamo un inizio col botto, e l’automobile ci è sembrata il mezzo più opportuno. Così ci siamo messi in macchina, direzione Como. Scavallato il confine, salutato il simpatico gendarme che ci ha chiesto il foglio verde (come si chiamava un tempo), il navigatore puntato su Lugano. Un pensiero a Mina, la tigre di Cremona, poi via, verso il cappuccino (con brioche) di Bellinzona (costatoci un quarto di stipendio; a dimostrazione di quanto è cara, la vicina e simpatica confederazione elvetica!): la nostra meta sempre più a portata di pneumatico.

Qualche paese dal nome improbabile: Gnosca (come si chiamano le concittadine locali? In ogni caso: ciao, belle gnosche!), Claro (ci starebbe un gemellaggio messicane? Claro che si!), Londrino (se Londra avesse le montagne sarebbe una piccola Londrino), Osogna (battutaccia: o sogna o è desta…), poi finalmente l’agognato cartello: Biasca. Il luogo ha un suo fascino: piazza Grande, la funicolare che porta alla Madonna del Sasso, scopriamo persino una diga nei paraggi. Ma noi cerchiamo solo un cartello con una precisa indicazione: “Pio collegio e Pio Istituto per la Pia Gioventù e i Pii Anziani Pio XII e Pio XIII”.

Non lo troviamo. Meglio chiedere.
“Mi scusi! Sa mica dov’è il Pio Colle…” non c’è neppure bisogno di proseguire, siamo interrotti all’istante. “La suor Elvezia l’è su che la va spècia (trad.: vi aspetta).

“Ma come?”
“La sa già mò tutt’ül biasches” (del vostro arrivo, il paese e le zone limitrofe ne sono già a conoscenza”).

“Il Pio”, come lo chiamano da queste parti, è proprio in fondo alla main street.

La cancellata è aperta, il breve viale di ghiaietto ci conduce difronte a un imponente edificio nei pressi del quale troviamo posteggio.

Avessimo fatto tempo a scendere dall’auto…

“Fioeu, sun chi. ‘rivi!”. Un vocione da una finestra del secondo piano (“ragazzi, sono qui, arrivo!) si materializza in pochi secondi sulla soglia dell’ampia entrata. Suor Elvezia Bernasconi, regina della cucina ed ispiratrice di molte ricette suggerite a voi lettorastri (volete andare a rivedere e/o rileggere? Eccovi accontentati! E se proprio non siete appagati, beccatevi anche questa!) sembra felice di incontrarci. E noi più di lei.

Lavèvas i man (lavatevi le mani), che ho preparato una trumbetèra (insalata di fagioli, fresco piatto estivo molti in uso da queste parti) degna di un Papa!

“Saremmo venuti qui per un’intervista…”

“Al so, al so… ma prima il piacere, dopo il dovere”.

(… continua. Ma per lasciarvi un po’ di suspence, la prossima volta incontreremo un altro dei nostri personaggi. Perciò, segnate sul taccuino: l’appuntamento con Suor Elvezia è fissato tra un mese, martedì 26 luglio. Non smettete di seguirci e buona estate!)

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