Sileri: “Scuola? A settembre Dad e presenza”/ “Obbligo vaccini sul lavoro no ma…”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’intervista del sottosegretario alla salute, Pierpaolo Sileri: si parla di scuola, green pass, obbligo vaccinale sul lavoro e non solo…

Pierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute (LaPresse, 2021)

Sarà quasi sicuramente un inizio di anno scolastico a metà fra lezioni in presenza e Dad. Questa la previsione di Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla salute in quota Movimento 5 Stelle, che stamane ha parlato ai microfoni dell’emittente Radio Capital: “Se sono preoccupato per settembre? È una grande sfida – racconta il numero due di Speranza – bisogna capire quanti italiani saranno vaccinati in quel momento. I contagi non avvengono a scuola, ma sui mezzi pubblici: è difficile ricominciare in presenza a settembre, sarà un processo graduale”.

E su un eventuale Green pass per i docenti, Sileri spiega: “Non credo che si farà, per ora andiamo avanti con la vaccinazione”. Resta il fatto che il nuovo passaporto vaccinale permetterà di continuare a vivere una vita “normale”, evitando chiusure così come accaduto negli scorsi mesi, fino alla primavera: “Il nuovo Dpcm introduce un Green pass ‘alleggerito’, perché basta la prima dose di vaccino anti-Covid per ottenerlo – ha specificato a riguardo Sileri – e ufficializza la revisione dei parametri tarati sull’attuale scenario epidemiologico”.

SILERI “GREEN PASS MEZZO DI PREVENZIONE STRAORDINARIO”

E ancora: “Il Green pass è un mezzo straordinario di prevenzione, anche ai fini della diagnostica, si può ottenere, oltre che con la vaccinazione, anche dopo un test diagnostico e questo può aiutare a rilevare i positivi”. L’obiettivo attuale è una difesa contro il virus mantenendo tutto aperto: “In questo senso il Green pass è un’arma per non tornare a vedere l’Italia a colori”.

Negli ultimi giorni si è ventilata la possibilità di un obbligo vaccinale per andare a lavoro, e a riguardo Sileri ha spiegato: “Al momento l’obbligo vaccinale nei luoghi di lavoro non serve, ma è una misura che potrebbe essere considerata, condivisa ed eventualmente applicata in caso di mutato scenario epidemiologico e in base all’andamento della campagna vaccinale che al momento sta andando molto bene”. Tutto sarà quindi legato, come sempre, ai contagi.



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