SNUS/ Quell’aiuto contro fumo e tumori ai polmoni che l’Ue ha proibito

- Franco Saronno

La Svezia ha la più bassa percentuale di fumatori e il più basso indice di tumori del polmone di tutta l’Ue grazie alla possibilità di vendere lo snus

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Foto di Jimmie Hjärtström da Pixabay

La Svezia ha la più bassa percentuale di fumatori e il più basso indice di tumori del polmone di tutta l’Unione europea per un solo motivo: non ha dato retta alle direttive di Bruxelles e all’Organizzazione mondiale della sanità. Anzi, lo ha messo in chiaro ancora prima di aderire all’Ue. Le regole che andavano bene per gli altri non avrebbero contato dalle parti di Stoccolma e durante la campagna referendaria del 1994 per l’ingresso della Svezia nell’Ue  ha preteso che fosse scritto nero su bianco nel trattato di adesione: dovevano poter continuare a produrre e vendere lo snus, vietato in Europa da un paio d’anni.

Ma cos’è lo snus e perché è tanto importante da metterlo in un trattato europeo? È un prodotto tradizionale usato in Europa solo nei Paesi Nordici e si tratta di tabacco in polvere, in bustine, che si tiene in bocca e non si mastica. Si lascia tra il labbro e le gengive e si aspetta che faccia effetto, ovvero rilasci la nicotina e gli aromi contenuti. Ne esistono varie versioni. Da quello storico, il loose snus, usato soprattutto dalle persone più anziane, al dry snus in cui il  tabacco è più secco e polverizzato per evitare di sporcare molto il palato. Ci sono poi i prodotti “All White”, dette anche “nicotine pouches” che non si possono definire snus perché non contengono tabacco ma solo nicotina e aromi. Potremmo definirlo di nicchia, ma ha un record: è il primo prodotto con tabacco che ha convinto la Food and Drug Administration americana (Fda) a concedere “ordini di rischio modificati”, ovvero può essere pubblicizzato con informazioni specifiche sui minori rischi rispetto al fumo delle sigarette.

«Quando il Tobacco Control Act è entrato in vigore», spiega la Fda, «è diventato illegale per le aziende commercializzare i loro prodotti come meno rischiosi per i consumatori, tranne quando specificamente autorizzato dalla Fda. L’asticella è stata posta molto in alto per una buona ragione. In passato, le affermazioni di rischio ridotto alla fine danneggiavano la salute pubblica perché i consumatori che avrebbero potuto smettere di fumare passavano invece alle sigarette pubblicizzate come “light”, “low” o “mild”. Le prove scientifiche disponibili dimostrano che l’uso esclusivo di questi specifici prodotti di tabacco senza fumo General Snus comporta rischi inferiori rispetto al fumo di sigaretta per molte delle principali cause di malattia legate al tabacco. Inoltre, la Fda ha determinato in precedenza che i livelli di N-nitrosonornicotina e di nitrosamina chetone derivata dalla nicotina, due potenti sostanze chimiche cancerogene, in questi prodotti General Snus sono inferiori a quelli della maggior parte dei prodotti di tabacco senza fumo venduti negli Stati Uniti, e se usati esclusivamente al posto di altri prodotti di tabacco senza fumo, i prodotti General Snus possono presentare un rischio inferiore di cancro orale». Per questo nelle confezioni negli Usa potrà essere scritto “Usare General Snus al posto delle sigarette ti mette ad un rischio inferiore di cancro alla bocca, malattie cardiache, cancro ai polmoni, ictus, enfisema e bronchite cronica”.

E l’Europa? come abbiamo già detto lo snus è illegale dal 1992.  È scientificamente provato che fa molto meno male delle sigarette ed è anche provato che la strategia di battaglia europea contro il fumo, fatta di divieti, funzioni poco e male. «In Svezia e Norvegia» spiega il Gruppo European Tobacco Harm Reduction Advocates (Etha) «esiste già una chiara prova che il principio di riduzione del danno funziona. In Svezia, il fumo è già sceso vicino all’obiettivo che l’Ue ha per il 2040, con i fumatori attuali al 7%. Tassi di fumo più bassi si sono tradotti in livelli più bassi di cancro e altre gravi malattie, specialmente tra gli uomini, i principali consumatori di snus. Il fumo è sceso all’1-2% tra le giovani donne in Norvegia, evidenziando la prospettiva emergente di una generazione senza fumo. Le proposte della Commissione trascurano questa straordinaria esperienza dall’interno dell’Europa».

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