SONDAGGI ELETTORALI, LEADER POLITICI/ Matteo-crisi: Salvini 30%, stallo Renzi al 16%

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici elettorali, i dati sulla crisi di Governo: i due Matteo in crisi, Salvini crolla ai 15 punti mentre Renzi non sfonda oltre il 16%

salvini conte terremotati
Matteo Salvini e Giuseppe Conte al Senato durante la crisi di governo (LaPresse)

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera sebbene “protagonisti principi” della crisi di Governo, i due Matteo – Salvini e Renzi – sono anche i due leader che pagano di più in questo tormentato agosto politico: nei sondaggi elettorali sui leader politici stilati da Ipsos, il leader della Lega crolla dal 50% al 30% mentre l’ex Premier non sfonda e resta al 16% pur avendo di fatto condotto le tattiche interne al Pd nonostante sia in netta minoranza nella Segreteria (ma ha la maggioranza dei parlamentari, ndr). I sondaggi sono spietati: se per Salvini comunque resta la “consolazione” di rimanere il primo leader politico dopo Mattarella e Conte per la fiducia personale, per Renzi il dato numerico da giugno 2018 all’agosto 2019 è praticamente una linea retta. Questo significa che dopo l’uscita di scena e la sconfitta alle Politiche dello scorso anno, fino alla “mossa” strategica il giorno dopo la crisi di Governo (con l’apertura all’alleanza con i M5s) per Renzi non è cambiato praticamente nulla in termini di consenso e gradimento dell’elettorato: dal 15% di un anno fa al 16% attuale, non proprio un ottimo viatico per un possibile nuovo partito “personale” dell’ex Segretario del Pd.

TERMOMETRO (23 AGOSTO): GOVERNO M5S-PD BOCCIATO DAL 60%

Lasciando un attimo da parte i sondaggi politici Ipsos che hanno finalmente portato nuove analisi e nuovi dati nel pieno della crisi di Governo, restano comunque interessanti anche i sondaggi elettorali di Termometro politico mostrati il 26 agosto scorso quando ancora le trattative tra Pd e M5s erano appena all’inizio. Ebbene, alla domanda posta agli elettori se fossero favorevoli ad un Governo in rampa di lancio Pd-M5s-Liberi e Uguali, il 35% si è detto disposto a questa opzione purché possa durare 4 anni interi (fino alla fine della Legislatura). La bocciatura arriva però dalla grande maggioranza degli intervistati: l’8% ritiene che serva un Governo solo per portarci al più presto alle Elezioni mentre il 52% si dice convinto che l’opzione del voto subito come invocato da Salvini e dal Centrodestra sia l’unica vero atto da fare. Ricordiamo, come visto negli scorsi giorni, che le intenzioni di voto riferite a questi stessi sondaggi politici la Lega era ancora al 36,6%, il Pd al 24%, il M5s al 17,8% e Fratelli d’Italia al 7% davanti a Forza Italia (5.8%) e Sinistra (1,8%).

SONDAGGI POLITICI IPSOS (26 AGOSTO): 50% “OK” A GOVERNO GIALLOROSSO

Ha creato diversi submovimenti interni ai partiti l’ultima analisi dei sondaggi politici di Ipsos, non solo nella Lega ma in tutte le forze coinvolte in questa crisi di Governo: se infatti la fiducia tanto in Salvini quanto nel Carroccio è scesa nelle settimane centrali di agosto, parallelamente alla crisi, agli elettori intervistati dai sondaggi Ipsos l’ipotesi di un Governo Pd-M5s non esalta al 100%. Il 48% degli elettori 5Stelle appoggia la linea Di Maio-Zingaretti-Conte, seguita dal 53% dell’elettorato dem: tra i grillini però pesa ancora molto la volontà di tornare con Salvini, un buon 30% mentre di contro tra i leghisti il ritorno ad una formazione gialloverde è tutt’altro che la prima scelta (solo il 13% voterebbe per questo schema). A livello generale, solo il 21% sarebbe d’accordo con un Governo giallorosso tra Pd e M5s, mentre ancor meno crede in un ritorno di Salvini-Di Maio ai posti di comando (11% di fiducia); una buona fetta, il 24% si dice indecisa sul da farsi, mentre il 33% spinge ancora per andare ad elezioni anticipate «il prima possibile».

IPSOS (26 AGOSTO): I SONDAGGI SULLA FIDUCIA DEI LEADER

Era stato annunciato ieri sera nei canali degli addetti ai lavori e puntualmente oggi il Corriere della Sera ha pubblicato i sondaggi politici elettorali “shock” che hanno ancora una lettura ulteriore della crisi di Governo ancora non risolta. Mentre il Quirinale si appresta a vivere una giornata di “passione” dopo che le trattative tra Pd e M5s sono giunte a buon punto ma dovranno “passare” dal voto di Rousseau successivo ai colloqui al Colle, i dati visti oggi sul Corriere consigliano alla Lega un ridimensionamento della propria posizione all’interno della crisi di Governo. Salvini prima di aprire la crisi lo scorso 8 agosto era al 40% come Lega e oltre il 50% come fiducia personale: dopo neanche un mese e dopo che alle porte sta per nascere un governo giallorosso, i consensi per il leader leghista sono drasticamente in picchiata. Nei sondaggi elettorali Ipsos presentati dal CorSera, Matteo Salvini nella fiducia personale passa dal 51% all’attuale 36%, un crollo drastico che invece non è stato registrato per il Premier Giuseppe Conte rimasto al 52% della fiducia degli elettori. Male male anche l’altro vicepremier Di Maio che passa al 28% della fiducia, anche se la forbice di discesa è minore rispetto all’ormai ex collega Matteo Salvini.

SONDAGGI IPSOS (26 AGOSTO): SHOCK SALVINI, CROLLA FIDUCIA IN UN MESE

Per Zingaretti, nonostante le trattative portate avanti con il M5s nella formazione di Governo, i sondaggi politici elettorali mostrati oggi non ne esaltano la fiducia e il consenso guadagnato: l’elettorato dem non gradisce probabilmente il “cambio di strategia” rispetto ai primi giorni della crisi di Governo, e forse qualcuno non avrà gradito che la linea ufficiale del Partito Democratico sia in qualche modo stata dettata da Matteo Renzi (che resta bassissimo nella fiducia personale, al 16% in fondo alla lista dei leader principali). Il Segretario dem registra un 23% di fiducia nei sondaggi. Al netto del crollo netto del consenso personale, per Salvini la “consolazione” riguarda quel 33% che si dice convinto che il ritorno alle urne sia la scelta migliore vista l’attuale “matassa” politica. Ma la maggioranza è comunque di chi chiede soluzioni diverse rispetto alle urne: «il 21% vuole un governo M5S-Pd “fino alla fine della legislatura”, l’11% una riedizione del governo gialloverde “con un premier diverso”, un altro 11% è a favore di un governo istituzionale che faccia la manovra economica per andare poi al voto “nei primi mesi del prossimo anni”».

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