SONDAGGI POLITICI ELETTORALI/ Pd, veto su Conte? Ma è il leader più gradito: 61%

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici elettorali dopo la crisi di governo: veto del Pd su Giuseppe Conte? Ma è il leader più gradito: è al 61%, dietro solo Sergio Mattarella

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Il Partito Democratico vuole che venga escluso dall’eventuale nuovo governo, come segno di discontinuità, ma Giuseppe Conte secondo gli ultimi sondaggi politici è il leader più gradito. Lo stile comunicativo del premier dimissionario piace: parla solo quando serve. Secondo la rilevazione di Gpf Inspiring Research per l’Ansa, e condotto subito dopo le dimissioni, dice che Conte è la figura più popolare dopo il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Quest’ultimo riscuote il 69 per cento di gradimento, quindi più di due intervistati su tre. Il capo del governo uscente è invece al 61 per cento, con una tendenza in crescita dopo il discorso al Senato. Tra gli altri leader del governo stacca di molto Matteo Salvini, al 48 per cento di gradimento, e Luigi Di Maio, che invece è attestato al 46 per cento. E va tenuto in considerazione anche un altro aspetto: Conte non ha un partito a suo sostegno, come i suoi due ex vicepremier. (agg. di Silvana Palazzo)

SONDAGGI POLITICI ELETTORALI: LE PREVISIONI DEGLI ESPERTI

Nuove elezioni o nuovo governo? Le previsioni degli esperti dopo il primo giro di consultazioni sono chiare. Le ha svelate YouTrend, presentandole a SkyTg24 attraverso un sondaggio. Il 41 per cento ritiene che il Movimento 5 Stelle, dopo l’apertura della crisi di governo da parte della Lega, formalizzerà l’alleanza con il Partito Democratico. Secondo il 34 per cento degli esperti interpellati da YouTrend, invece, non si arriverà ad un accordo, quindi si procederà col voto subito. Solo il 10 per cento ritiene che verrà formato un governo elettorale, cioè con l’obiettivo per congelare l’aumento dell’Iva. Per il 6 per cento, invece, potrebbe ricucirsi lo strappo tra M5s e Lega. Ancor meno accreditata è la cosiddetta “coalizione Ursula” (o meglio Orsola per italianizzarla): solo 5 per cento. Al 4 per cento per gli esperti coinvolti da YouTrend la coalizione di centrodestra. (agg. di Silvana Palazzo)

SONDAGGI POLITICI ELETTORALI: IL PESO DEGLI ASTENUTI

Sondaggi politici elettorali, continuiamo il viaggio nei dati degli Istituti specializzati nei giorni della crisi di Governo. E’ in corso il tentativo di formazione di una nuova maggioranza parlamentare, ma resta viva la pista delle elezioni anticipate: Tecnè delinea un quadro chiaro, che rimescola un po’ le carte dopo i sondaggi delle scorse settimane. Come vi abbiamo raccontato, la Lega è in calo di 3 punti percentuali, mentre risalgono sia Partito Democratico che Movimento 5 Stelle. Attenzione però a un dato che non va sottovalutato: quasi un italiano su due, il 48,3% degli intervistati, rientra nella categoria incerti-astenuti. Si tratta di un enorme bacino elettorale a cui attingere in caso di campagna per il voto, che potrebbe ridisegnare gli assetti in caso di voto anticipato. Senza dimenticare che questa resta la pista prediletta dagli italiani, sempre secondo i sondaggi… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI ELETTORALI: GOVERNO M5S-PD BOCCIATO DAL 70%

Nel mare magnum della crisi di Governo, i sondaggi elettorali di Tecnè stanno dando qualche prima “risposta” come polso della situazione per i vari partiti politici invischiati nelle prossime tesissime giornate di trattative e attesa. I dati dicono che tra gli elettori della Lega l’83% dà piena fiducia a Salvini per l’apertura della crisi di Governo con il 62% dell’elettorato che vorrebbe elezioni già tra ottobre e novembre, mentre un 24% attenderebbe l’approvazione della Manovra per andare alle urne tra febbraio e marzo 2020 (solo il 5% vorrebbe nuovo Governo con il M5s). Assai più interessante è l’esito degli elettori del Pd chiamati a rispondere alla domanda delle domande: Governo con Di Maio o nuove Elezioni con il rischio di perderle? Per il 69% è sonora bocciatura del tentato accordo dem-5Stelle, con le urne come via maestra assoluta; il 24% è disponibile ad andare subito a votare, come chiede la Lega, mentre il 45% attenderebbe prima l’approvazione legge finanziaria. Solo per il 22% la scelta migliore rimane un governo con il M5s, mentre addirittura il 5% ritiene favorevole allargare la maggioranza anche a Forza Italia (con la coalizione Ursula).

SONDAGGI TECNÈ: PER 50% GIUSTA CRISI GOVERNO

Sono ancora i sondaggi elettorali Tecnè ad offrire uno squarcio assai interessante per tutti i partiti politici che si apprestano a vivere 4 giorni di ulteriore “passione” per provare a capire se saranno elezioni anticipate o nuovo Governo in vista sull’asse anti-Lega. Viste le intenzioni di voto (qui sotto, ndr) è interessante notare come il 48,3% degli intervistati abbia ancora manifestato un notevole dose di incertezza/astensione qualora si affrontassero ile urne a breve. Per questo motivo, tanto Lega quanto Pd e M5s, come per il Centrodestra “unito” è noto ormai che v’è un bacino di voti consistente a cui attingere e verso cui spingere per convincerli a tornare al voto. È stato poi chiesto sempre dai sondaggi politici di Tecnè un giudizio in merito alla crisi di Governo aperta dalla Lega di Salvini: il 50% degli italiani ritiene sia stato giusto aprire la crisi di governo, anche se secondo il 22% sarebbe stato meglio approvare prima la manovra e poi dare il ben servito al Governo per andare alle urne. Per il 16% sarebbe potuto agire già dopo le elezioni europee, e per il 12% dopo il no alla Tav del M5S mentre il 38% è convinto che il Governo doveva continuare così con M5s e Lega fino alla fine della legislatura. (agg. di Niccolò Magnani)

TECNÈ SU CRISI DI GOVERNO: LE INTENZIONI DI VOTO

Sondaggi politici elettorali, i dati di Tecnè per Repubblica forniscono un aggiornamento degno di nota sulle intenzioni di voto post crisi di Governo. Siamo nei giorni delle consultazioni al Quirinale, con Movimento 5 Stelle e Partito Democratico al lavoro per tentare di raggiungere un accordo e formare una nuova maggioranza in Parlamento per evitare elezioni anticipate. La caduta dell’esecutivo gialloverde sembrerebbe aver penalizzato la Lega, secondo l’Istituto Tecnè: seppur saldamente primo partito in Italia, il Carroccio di Matteo Salvini si attesta al 31,3%. Ben 3 punti percentuali persi rispetto alle elezioni Europee dello scorso 26 maggio 2019, picco storico leghista: un dato che rappresenta un campanello d’allarme per il quasi ex ministro dell’Interno, che secondo i recenti sondaggi di GPF Inspiring Research avrebbe “perso” il duello al Senato con il premier dimissionario Giuseppe Conte. Ma non è l’unico aspetto dei sondaggi Tecnè che stupisce…

SONDAGGI POLITICI ELETTORALI: M5S E PD IN CRESCITA

Prosegue la risalita del Partito Democratico dopo il flop delle politiche 2018 e il lieve miglioramento delle Europee 2019: il partito guidato da Nicola Zingaretti oggi si attesterebbe al 24,6%, 1,9% in più rispetto a tre mesi fa. Buone notizie anche per il Movimento 5 Stelle, che farebbe un grande balzo in avanti rispetto agli ultimi sondaggi: i pentastellati guadagnerebbero ben 3,7 punti percentuali, arrivando al 20,8%. Passando alle altre forze che compongono il Centrodestra, continua la discesa di Forza Italia: il partito di Silvio Berlusconi giù all’8,3%, mezzo punto in meno rispetto al già negativo dato dello scorso 26 maggio. Stabile, in lieve miglioramento, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni: l’ex AN si attesterebbe al 6,7%. Tutti in calo, invece, i restanti partiti che compongono l’area di Centrosinistra: +Europa passa dal 3,1% al 2,5%, Europa Verde dal 2,3% all’1,8%, La Sinistra dall’1,7% all’1,4%. Secondo Tecnè, dunque, il Centrodestra sarebbe distante dal 50% paventato nelle ultime settimane (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia fermi al 46,3%).

SONDAGGI POLITICI ELETTORALI: IL 65% VUOLE TORNARE ALLE URNE

I sondaggi Tecnè per Repubblica affrontano poi un altro tema molto dibattuto negli ultimi giorni, ovvero la scelta di aprire la crisi di Governo: un italiano su due si è detto favorevole alla rottura tra Lega e Movimento 5 Stelle. Per il 22 per cento degli intervistati, invece, sarebbe stato meglio attendere l’approvazione della manovra economica, mentre il 16 per cento avrebbe preferito la caduta dell’esecutivo gialloverde subito dopo le elezioni europee del 26 maggio 2019. Quasi un intervistato su dieci (12%) sostiene invece che sarebbe stato meglio aprire la crisi dopo il no del Movimento di Luigi Di Maio alla Tav Torino-Lione, da sempre terreno di scontro con gli ex alleati della Lega. E sul post-crisi c’è una maggioranza bulgara per il ritorno alle urne: il 65% degli italiani ritiene che le elezioni anticipate rappresentino la soluzione migliore.

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