SONDAGGI POLITICI/ 67% boccia la manovra: “Italiani arrabbiati per micro-tasse”

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, la Manovra non convince l’elettorato: il 67% boccia la Finanziaria M5s-Pd (ok al cashback dal 51%). Intenzioni di voto: Governo giù, Lega al top

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Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (LaPresse)

Sondaggi politici, il Governo giallorosso ne esce con le ossa rotte. Come vi abbiamo raccontato, M5s e Pd continuano a perdere consensi, mentre la manovra economica non viene vista di buon occhio dagli italiani. Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, ha spiegato ai microfoni di Tagadà: «L’area dell’astensione è cresciuta perché guardano con attenzione quello che potrebbe capitare: la comunicazione sugli interventi della manovra non è stata proprio esaustiva. La maggior parte delle persone nelle rilevazioni teme che queste micro-tasse possano avere ripercussioni negative e di grande impatto sulla vita familiare quotidiana. Questo non ha favorito di sicuro i partiti di Governo». Poi sulle intenzioni di voto, la Ghisleri ha aggiunto: «Il cittadino non vota contro, vota dei partiti o va nell’astensione: votano quei partiti che sono più semplici perché sono più vicini a lui». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI: MANOVRA, 67% BOCCIA M5S-PD

Nelle ultime rilevazioni Ipsos è stata posta una domanda tutt’altro che “fuoricontesto” all’attualissima politica di questi giorni: nei sondaggi politici stilati per Itv Movie, è stato chiesto all’elettorato come viene giudicata la nuova Manovra 2020 che oggi sbarca in Senato, specie sul fronte del pagamento delle tasse. Ebbene, solo 21% crede alla promessa di Conte-Gualtieri sulla Finanziaria con meno imposte, mentre il 67% complessivo si dice deluso dalla bozza di Manovra targata Pd-M5s: nello specifico, il 37% ritiene che il prossimo anno si aspetta di pagare molte più tasse, mentre il 305 è convinto che le tasse saranno le stesse dell’anno precedente. La seconda domanda dei sondaggi Ipsos riguarda poi le particolari misure lanciate dal Conte-2 per limitare l’uso del contante nei pagamenti; su questo, va detto, il Governo sembra aver imbracciato la strada giusta secondo l’elettorato, visto che il 51% degli intervistati la ritiene una giusta misura, mentre il 45% non è convinto/la boccia.

SONDAGGI NOTO (3 NOVEMBRE): PD-M5S, A RISCHIO L’EMILIA ROMAGNA

Osservando l’analisi compiuta da Antonio Noto per il Resto del Carlino-Qn, sembra sempre più decisiva la tornata delle Regionali in Emilia Romagna per la tenuta del Governo giallorosso: i sondaggi politici analizzati da Noto mostrano un calo netto del Pd da quanto è nato il Governo Conte-2 (-5%), con il M5s che non fa meglio e con un Centrodestra in ascesa costante e dato in crescita anche in Emilia, il futuro per Conte, Di Maio, Zingaretti e Renzi non sembra essere così limpido. «Il 55% degli intervistati pensa che l’esecutivo giallo-rosso durerà meno di un anno, il 20% tra uno e due anni e solo il 13% fino al 2023. “Il 56% – ha sottolineato Noto sul QN – pensa che questa compagine governativa sia ugualmente conflittuale al proprio interno esattamente come il precedente esecutivo generato dal contratto gialloverde». Dopo questa analisi, quella sull’Emilia è ancora più “impietosa”: «tra gli elettori M5s il 58% è contraria al patto M5s-Pd», mentre favorevole è il 33%. Tra le file dei dem invece, il 62% vorrebbe l’accordo tra i due partiti anche in Emilia Romagna per evitare di vedere trionfare Lucia Borgonzoni, la candidata del Centrodestra unito.

TECNÈ (31 OTTOBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

Litigi e movimenti, dubbi e insicurezze, piazze e segreterie: i sondaggi politici di questi ultimi tempi non fanno che confermare tutti questi “contrasti” interni ai principali partiti italiani, coinvolti in una continua campagna elettorale che sembra di fatto non finire mai dalle Politiche 2018. Un Governo in carica che “rischia” molto per le Regionali in Emilia Romagna (fine gennaio, ndr) e un’opposizione che di elezione in elezione guadagna sempre più consenso ma che non mostra una piena tenuta in termini di rapporti e accordi tra Meloni, Berlusconi e Salvini. In mezzo ci sono le intenzioni di voto, fredde e non sempre “perfette” che fanno però appunto il “polso” di una situazione tutt’altro che intelligibile. Negli ultimi sondaggi politici di Tecnè la Lega si conferma in piena forma con il 34,4%, un secco +3% nel solo mese di ottobre; insegue, a netta distanza, il Pd con il 19,4% paga il distacco di Renzi e una Manovra di Bilancio che stenta a decollare con tante mini-misure che non convincono l’elettorato. Crolla e ormai non è più una notizia il M5s che dal 20,2% del 30 settembre passa al 17,5% del 30 ottobre, in difficoltà dopo il Governo e il patto civico con i dem con Di Maio contestato da parte della base per la sua leadership.

SONDAGGI TECNÈ (31 OTTOBRE): QUANTO DURA IL GOVERNO CONTE-2

Per quanto riguarda la restante parte della lista di sondaggi politici Tecnè, da segnalare ancora una volta l’ottima prova di Fratelli d’Italia all’8,5%, seguita a “ruota” da Forza Italia all’8,2% e in lieve ripresa dopo le difficoltà di agosto-settembre. Renzi non sfonda e si sofferma su quel 4-5% col quale al momento sembra difficile poter puntare in breve a battagliare per eventuali Elezioni Politiche nazionali. Chiudono poi i sondaggi con +Europa all’1,8%, la Sinistra all’1,7%, i Verdi all’1,6% e Siamo Europei-Calenda all’1%. È inevitabile a quel punto la domanda successiva che gli intervistatori Tecné rivolgono agli elettori sondati: dunque, stante le difficoltà dei “giallorossi”, quanto può durare ancora questo Governo? Per il 28% il Conte-2 è pronto a continuare il suo percorso per l’intera legislatura, arrivando a votare anche il Presidente della Repubblica nel 2022, mentre è il 50% a ritenere che Pd, M5s, leU e Italia Viva non abbiamo vita lunga, da qualche mese al massimo ad un anno.

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