SONDAGGI POLITICI/ Elezioni Regionali Emilia-Romagna: Borgonzoni al 42%, Bonaccini…

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, elezioni Regionali Emilia-Romagna: è iniziata la battaglia “all’ultima rilevazione di voto”, ecco i due sondaggi commissionati da Pd e Lega.

sondaggi politici
Salvini al raduno della Lega a Pontida con Lucia Borgonzoni e Donatella Tesei (LaPresse, 2019)

Sondaggi politici a livello nazionale ma non solo: i partiti sono già in campagna elettorale in vista delle prossime elezioni regionali e uno degli appuntamenti più attesi è quello del 26 gennaio 2020, in Emilia-Romagna. Ed è già partita la guerra “all’ultima rilevazione di voto”, come riporta Il Resto del Carlino: Partito Democratico e Lega hanno diffuso due diversi sondaggi che presentano due scenari totalmente diversi. La rilevazione commissionata dai dem vede il candidato Bonaccini con un gradimento al 48%, mentre l’esponente di Centrodestra Borgonzoni staccata al 31%. Il candidato M5s fermo all’8,5%, mentre un restante 13% sposterebbe il proprio gradimento su un altro candidato. Di diverso tenore, come dicevamo, il sondaggio della Lega targato Swg: Lucia Borgonzoni tra il 40 e il 44%, Bonaccini tra il 39 e il 43%, M5s tra l’11 e il 15%. Alto il numero degli indecisi: 25%. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI, EFFETTO RENZI SU PD-M5S

Un dato sulla prima settimana di Renzi fuori dal Pd è da prendere ovviamente per le pinze, eppure i sondaggi politici già interrogano l’elettorato sugli effetti di Italia Viva sul futuro dell’ex Premier ma soprattutto sulla tenuta o meno del Governo Pd-M5s-LeU e ora anche IV. Alla domanda netta «quali saranno gli effetti della scissione di Renzi sul Governo?», il 37% degli intervistati spiega che il Conte-bis sarà molto meno forte, “spaccato” dalla frammentazione della maggioranza. Il 45%, ovvero ancora la maggiorana, ritiene che nulla cambierà mentre solo il 9% è convinto che l’esecutivo sarà più forte perché tallonata da più parti: se si scende nelle pieghe dei singoli partiti, si scopre che il 50% degli elettori Pd è convinto che l’uscita di Renzi danneggerà il nuovo Governo, mentre per il 39% degli intervistati grillini a temere la fine anticipata del Conte-bis dopo la scissione anti-dem di Matteo Renzi.

SONDAGGI MENNHEIMER (22 SETTEMBRE): TRA SALVINI E RENZI

Intervistato sul nostro quotidiano questa mattina, il sondaggista Renato Mannheimer ha lanciato una lunga panoramica su tutte le questioni più urgenti della politica italiana: ebbene, secondo gli ultimi sondaggi politici presentati dal noto “uomo dei numeri” il Governo giallorosso è sotto il 40%, M5s in crisi sotto il 20% e Salvini in leggera risalita dopo la batosta della crisi di agosto. «La Lega non è mai scesa tanto, ha perso al massimo uno-due punti, e resta ben sopra il 30%. Salvini continua a essere un attore importante nello scenario politico, perché sa parlare in modo coinvolgente», racconta Mennheimer al Sussidiario.net. Inevitabile la domanda su Renzi e sulla nuova formazione che ha tolto voti e peso specifico al Pd: «Secondo alcune rilevazioni, Italia Viva, che avrebbe sottratto un 2,5% al Partito democratico, è stimato intorno al 3,5%. Sono cifre teoriche, perché tanti elettori non sanno neanche che esiste Italia Viva. Ma Renzi ha enormi potenzialità», sottolinea il sondaggista, specificando «Ha tutta l’area di centro e del centro-destra delusa che lo guarda. È un mercato potenziale molto ampio, tra il 12% e il 15%, però va conquistato. E per ora non lo ha fatto. Dipenderà se saprà dire cose trascinanti. Mi sembra difficile. L’elettorato vuole continuamente facce nuove, idee nuove, e Renzi non è certo nuovo come immagine». Quel 15% però è “utilizzabile” anche da un altro possibile protagonista, quell’Urbano Cairo di cui si vocifera spesso una possibile discesa in campo: «molti di questi indecisi sono persone del centro-destra che si sentono elettori moderati scontenti dell’offerta: vedono Forza Italia ormai in declino e Salvini come troppo estremista. Il grande potenziale è lì. Anche perché c’è una differenza da rimarcare».

EMG (22 SETTEMBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

All’interno dei sondaggi politici proposti da Emg Acqua per la Rai nello scorso 19 settembre, un fattore resta piuttosto chiaro all’ordine del giorno: Renzi non sfonda con il suo nuovo partito, eppure Italia Viva ha l’effetto comunque di far perdere un 2,8% in una sola settimana al Partito Democratico, senza che Di Maio ne approfitti e con un Salvini ancora in “stallo” al 33% dopo la crisi di Governo. La scissione renziana non giova ovviamente ai dem che ora si trovano al 20,2% dopo che solo una settimana fa erano dati al 23% nelle intenzioni di voto. I sondaggi politici proseguono poi con la Lega sempre in testa al 33,1% (-0,25 rispetto al 12 settembre) e con un Movimento 5Stelle ancora in crisi al 18,5% con la perdita netta di 1,2 punti percentuali in una sola settimana (il patto civico per l’Umbria non convince gli elettori?). Al 7% ritroviamo Forza Italia, con una piccola perdita di voti andata con ogni probabilità verso Italia Viva di Renzi, mentre prosegue l’ottimo momento di Fratelli d’Italia che guadagna ancora e sorpassa Berlusconi al 7,3%.

SONDAGGI EMG (22 SETTEMBRE): FIDUCIA NEI LEADER

Chiudono le intenzioni di voti poi per l’appunto il partito di Renzi al 3,4% nei sondaggi politici Emg, seguito da +Europa al 2,7%, La Sinistra al 2%, Europa Verde all’1,5%, il partito di Calenda e Richetti (Siamo Europei) all’1,1% e Cambiamo Insieme (Toti) all’1,2 su scala nazionale. Simile la situazione sui principali leader nazionali in merito al consenso personale guadagnato/perso in questa ultima settima: dopo il nuovo Governo giallorosso cala e non di poco il Premier Giuseppe Conte, dato al 39% e al -4% rispetto al 12 settembre scorso. Perde poco e rimane così in testa alla classifica dei sondaggi “personali” Matteo Salvini (40%), mentre Giorgia Meloni fa meglio di Di Maio (28%) e Zingaretti (23%) chiudendo al 29% della fiducia. Male Silvio Berlusconi che gravita attorno al 17% mentre per chi è stato l’assoluto protagonista della settimana con la nascita in Parlamento del nuovo partito “Italia Viva” il consenso sulla sua persona non è migliorato di una sola virgola. 16% per Renzi il 12 settembre e 16% resta anche in questi ultimi sondaggi politici stilati da Emg Acqua.

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