Sondaggi politici/ Lega sotto 27%, Pd 21%, top Fdi: con lista Conte M5s crolla al 10%

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici Bidimedia, caos nel Pd tra Orlando e Gori: Lega scende sotto il 27%, boom Meloni, M5s crolla al 10% se ci fosse la lista Conte

Zingaretti e Gori
Pd, Segretario Nicola Zingaretti e sindaco di Bergamo Giorgio Gori (LaPresse, 2020)

Hanno fatto “rumore” specialmente nel Pd i nuovo sondaggi politici offerti da Bidimedia lo scorso 4 luglio: oltre a fotografare una sostanzialmente buono stato di forma del Centrodestra (perde con la Lega ma guadagna di più con FdI), sono i dati riferiti al Centrosinistra ad avere scatenato un dibattito sui social ancora molto acceso 24 ore dopo. In primis, i sondaggi: Lega avanti con il 26,6% ma con lo 0,6% perso in 1 mese, insegue il Pd con il 21,4% e l’ottima crescita dello 0,6% rispetto al 13 giugno. Al terzo posto il Movimento 5 Stelle con il 15% (-0,3%) mentre è ormai incollata Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia saliti fino al 14,1% dopo lo 0,7% guadagnato nelle ultime settimane.

5,9% per Forza Italia nel pieno del “caso Berlusconi-Mediatrade” (ma perde lo 0,2%) mentre Renzi con Italia Viva resta fermo al 3,5% su scala nazionale. Chiudono i sondaggi politici di Bidimedia LeU al 2,6%, Azione Calenda al 2,6%, Europa Verde all’1,7%, Più Europa al 1,5%, Partito Comunista all’1%, Popolo della Famiglia allo 0,8%, Svp-Uv allo 0,5%, Cambiamo Toti allo 0,4%.

SONDAGGI BIDIMEDIA (4 LUGLIO): CAOS PD E LISTA CONTE

«Questo è un sondaggio di oggi. Da questi numeri emerge in modo evidente che senza 3 (dicasi tre) scissioni il Pd sarebbe pari alla Lega. Ai volenterosi dirigenti del Pd che sollevano obiezioni sulla leadership del partito, consiglierei di orientare meglio i loro strali», commenta Andrea Orlando su Twitter riferendosi ai dati dei sondaggi politici Bidimedia. Gli replica sarcastico il sindaco di Bergamo Giorgio Gori che già nei giorni scorsi aveva criticato la leadership di Zingaretti e Orlando nel consegnarsi ai temi e alle politiche del M5s: «Pensa il Psi: se nel ‘21 non avesse subìto la scissione di Livorno a quest’ora dove stava». Seconda replica arriva poi da Carlo Calenda che sempre su Twitter aggiunge «Non ho fatto scissioni. Me ne sono andato da solo perché ritenevo l’alleanza con i 5S mortale per i riformisti. Era la posizione unanime del Pd. Votata negli organi e confermata nella prima relazione di Nicola Zingaretti. Vi siete scissi voi dalle vs promesse e dai vs valori».

Dal caos nel Pd fino al prossimo futuro con un’eventuale presenza di una lista Conte nelle prossime politiche: i sondaggi politici riportano lo scenario possibile, con la lista “ConTe” che prenderebbe il 10,7% di preferenze cambiando così le stime sugli altri partiti. Lega al 26%, Pd al 18%, M5s crolla al 10%, Forza italia al 5,8%, Renzi al 3,4%, Calenda al 2,5%, LeU al 2,3% e Più Europa all’1,4%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA