Sorelle della Valle, monache dell’erba/ Si autoproclamano suore e vendono cannabis

- Alessandro Nidi

Sorelle della Valle, suore autoproclamate che vendono prodotti a base di cannabis: il successo dell’intuizione di suor Kate  

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Immagine di repertorio

La storia delle Sorelle della Valle è tutta da raccontare e da ascoltare con attenzione, senza pregiudizi di sorta. Stiamo parlando di un gruppo di “monache dell’erba” che si sono autoproclamate suore e che stanno concentrando la loro azione di Fede nella coltivazione e lavorazione della cannabis, al fine di sfruttare i suoi poteri curativi. Una setta non religiosa, formata da una confraternita di femministe radicali e fondata dalla 62enne Sister Kate (all’anagrafe Christine Meeusen) nel 2015 nella porzione settentrionale della California (USA).

È stata proprio quest’ultima, ai microfoni della testata giornalistica “The Sun” a descrivere la giornata tipo sua e delle sue consorelle, ampiamente imperniata sulla creazione di prodotti medicinali olistici, fra cui pomate, balsami, tinture e saponi al cannabidiolo. Il tutto, poi, viene venduto online, con una puntualizzazione ben precisa: il ceppo di marijuana da loro utilizzato non contiene la benché minima traccia di THC, registrando altresì quella del CBD, impiegato in alcune terapie, che spaziano dalla lotta contro il cancro a quella contro l’epilessia. Oggi, quella delle “Sisters of the Valley” è una vera e propria organizzazione internazionale, capace di realizzare, sino agli esordi pandemici, profitti che hanno valicato quota 1 milione di dollari.

SORELLE DELLA VALLE: “NON SIAMO AFFILIATE ALLA CHIESA CATTOLICA”

Le Sorelle della Valle, nel prosieguo dell’intervista al “The Sun”, hanno precisato di non essere affiliate alla Chiesa cattolica: “Le religioni vendono parole, noi vogliamo fare molto di più, mettendo la Madre Terra al centro di tutto. Quindi, abbiamo creato qualcosa che non è religioso, ma è spirituale ed è di natura eco-femminista”. Eppure, queste donne, vivono e si comportano alla stregua di vere e proprie suore, condividendo anche il luogo di abitazione e prendendo sei voti di servizio, racchiusi nell’acronimo SOLACE: Servizio, Obbedienza, vivere semplicemente (L di “Life”), Attivismo, Castità ed Ecologia.

Inoltre, suor Kate ha evidenziato che, nonostante le suore debbano fare voto di castità, non significa che debbano essere nubili: “Abbiamo privatizzato la nostra sessualità e, in altre parole, non saremo sexy. Vediamo questa uniforme come fosse quella della polizia o dello sceriffo. La seduzione e l’energia sessuale non producono la stessa energia della guarigione”. La loro attività segue inoltre i cicli della luna: quando avviene il plenilunio, le sorelle organizzano una festa, un falò e una cerimonia. “Organizzare la nostra vita in base al quarto di luna, alle lune piene e alle lune nuove è un modo per mantenere la Terra al centro di tutto ciò che stiamo facendo”, ha aggiunto suor Kate, per poi parlare di conti: nel suo primo anno di attività, Sisters of The Valley ha incamerato appena 75mila dollari, salendo però, nel giro di dodici mesi, a quota 750 mila dollari e oltrepassando il milione nel 2018 e nel 2019. In seguito, la pandemia ha posto un argine al volume d’affari e anche il 2021 non si prospetta un anno agevole sotto il profilo delle entrate finanziarie, ma “speriamo di espandere la nostra visibilità internazionale per  uscire da questa tempesta”.

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