STEFANO DELLE CHIAIE, MORTO NEOFASCISTA/ Borghezio, “Un soldato contro il comunismo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Stefano Delle Chiaie, neofascista morto oggi: numerose le accuse nei suoi confronti, ma mai una condanna

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Stefano Delle Chiaie (Youtube)

Nel giorno della morte di Stefano Delle Chiaie, uno dei nomi che nella storia dello scorso secolo maggiormente si è intrecciata con l’eversione di estrema destra e anche gli eventi della strategia della tensione, nonché dei fatti di Piazza Fontana, si leva una voce fuori dal coro per omaggiare colui che viene definito alla stregua di un vero e proprio soldato politico nella rivoluzione nazionale. Mario Borghezio, intervistato dall’Adn Kronos, ha parlato infatti in termini lusinghieri dell’esponente di estrema destra e di Avanguardia Nazionale, chiamandolo “vero combattente” per aver osteggiato a suo dire il comunismo. “Come Delle Chiaie ne nasce uno ogni 100 anni in questo paese” ha detto l’ex euro parlamentare della Lega che ha spiegato di essere andato a rendere omaggio alla salma dell’82enne, spirato in un ospedale di Roma: “Lui è stato un alfiere della lotta contro la sovversione comunista, in Italia e in tutto il mondo: ho un enorme rispetto per lui e mi riconosco nella sua versione del mondo” conclude Borghezio, negando però che vi siano legami tra il Carroccio e la nuova Lega di Matteo Salvini. (agg. di R. G. Flore)

TUTTE LE ACCUSE, DAL GOLPE A PIAZZA FONTANA

Stefano Delle Chiaie è stato accusato di aver preso parte a diverse stragi e azioni criminali, poi sempre assolto. Fra queste anche il tentato Golpe Borghese del 1970, tentativo di colpo di stato avvenuto nella notte fra il 7 e l’8 dicembre di quell’anno, per cui furono arrestate ben 48 persone, successivamente assolte. Il golpe venne organizzato dal gruppo di estrema destra “Fronte Nazionale” in simbiosi con “Avanguardia Nazionale”, (fondato proprio da Delle Chiaie), ma quest’ultimo rimandò sempre al mittente ogni accusa, dicendo di trovarsi a Barcellona in quel periodo, testimonianza che non ha mai convinto i più scettici. Durante le indagini per la strage di Bologna, vennero confermati i legami di Delle Chiaie con la massoneria e la P2, mentre successivamente venne indagato e poi scagionato per gli attentati ai treni dell’agosto del 1969, quando vennero fatte esplodere ben otto bombe in sette diverse stazioni. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STEFANO DELLE CHIAIE, NEOFASCISTA MORTO

Stefano Delle Chiaie si è spento nella notte all’età di 83 anni e prosegue il dibattito sui social network sulla sua figura. Arrestato nel 1997 a Caracas, l’ex latitante neofascista venne assolto per insufficienza di prove nei processi per l’attentato alla stazione di Bologna del 1980, tragedia ricordata dal presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra: «Il tempo passa, i protagonisti scompaiono, ma le ferite di un odio implacabile che ha falcidiato tante vite rimangono». Queste, invece, le parole del giornalista Gianni Riotta: «Muore Stefano delle Chiaie un fascista sempre al confine tra spionaggio e terrorismo negli anni di piombo. In tv lo chiamano esponente della “destra radicale” come fosse stato un tranquillo lettore di Celine o Gide. Povera Italia 2019». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

DAL ’69 ALL’87 FRA SPAGNA E SUD AMERICA

Stefano Delle Chiaie, noto esponente della destra italiana, è morto quest’oggi all’età di 82 anni. Aveva aderito al Movimento Sociale Italiano fin da giovanissimo, all’età di 14 anni, uscendone pochi anni dopo assieme a Pino Rauti, e fondando il Centro Studi Ordine Nuovo. Nel 1962, quindi, divorziò anche da Rauti e fondò in autonomia l’Avanguardia Nazionale Giovanile, movimento che poi si sciolse dopo che i suoi membri vennero tutti arrestati. Nel 1965, come ricorda Il Fatto Quotidiano, prese parte al convegno dell’hotel Parco dei Principi dei neofascisti italiani, mentre nel 1966 organizzò un’azione di depistaggio, affiggendo manifesti che inneggiavano all’Unione Sovietica di Stalin, affermando poi anni dopo che si trattava di un’azione voluta dalla Cia e da ambienti anticomunisti italiani. Nel ’69 il suo nome finì nell’inchiesta della strage di Piazza Fontana, ma poco prima di deporre la propria testimonianza fuggì in Spagna, per poi trasferisci in Cile nel 1974 dopo aver conosciuto Pinochet. Rimarrà latitante fino al 1987, e durante il suo periodo di fuga venne ferito in maniera grave, colpito da agenti del Sisde e della Cia. Nel 1991 venne assolto durante il processo di Piazza Fontana. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STEFANO DELLE CHIAIE, MORTO NEOFASCISTA

È stato accusato per diversi fatti terribili legati al passato della nostra Repubblica, eppure è sempre stato assolto anche dopo la latitanza in sud America: sul sito di Avanguardia Nazionale nel giorno della morte di Stefano Delle Chiaie si può leggere «La comunità abbruna le sue bandiere per la morte del suo comandante». Chi interviene direttamente in “difesa” del neofascista scomparso oggi all’età di 82 anni è Roberto Fiore, leader nazionale di Forza Nuova: «Ho dato le mie condoglianze ai suoi più vicini camerati, e penso che sarò presente al funerale. Due storie molto distinte, due storie molto differenti ma rimane il rispetto per un combattente». Per Mario Tuti, fondatore del Fronte Nazionale Rivoluzionario, il ricordo di Stefano Delle Chiaie è legato a quello suo ultimo incontro: all’Adnkronos ha spiegato così «L’ho incontrato una volta in una situazione conviviale. Mi disse: ‘saprai che sono stato molto chiacchierato’ e io gli risposi che a me delle chiacchiere non interessava. Ma non ho mai avuto relazioni né con lui né con Avanguardia Nazionale. Mi dispiace – conclude Tuti – perché è un altro camerata che se ne va, noi sopravvissuti a quegli anni siamo sempre meno. Stiamo morendo tutti perché siamo vecchi, è naturale». (agg. di Niccolò Magnani)

ACCUSATO DI DIVERSE STRAGI, SEMPRE ASSOLTO

Stefano Delle Chiaie è morto la scorsa notte presso l’ospedale Vannini di Roma. Nato a Caserta nel 1936, era stato accusato di concorso nella strage dell’attentato di Bologna, poi assolto per insufficienza di prove. Esponente della destra radicale e della destra spiritualista del Movimento Sociale Italiano, nonché fondatore di Avanguardia Nazionale, era scappato dall’Italia e fuggito a Caracas, dove venne poi catturato dalla polizia italiana il 27 marzo del 1987. Lo scorso marzo, attraverso il blog della rinata Avanguardia nazionale, scriveva così lo stesso Delle Chiaie: “La repressione non ci piega, ci moltiplica”. Come detto sopra, era stato latitante per due anni, pur di sfuggire alla giustizia del Belpaese, rintanandosi in Sud America per poi venire catturato ed essere assolto. Come ricorda l’edizione online di Repubblica, è stato anche collaboratore con il “boia” di Lione, Klaus Barbie, facente parte della dittatura boliviana negli anni ’80, gruppo criminale di morte e terrore.

STEFANO DELLE CHIAIE È MORTO

Quando rientrato in Italia dopo essere stato estradato dal Venezuela, era stato processato per le stragi di Bologna ma anche di Piazza Fontana a Milano, per poi essere scagionato sia in primo grado, quanto in secondo. Nel 1991, grazie ad una concessione avuta dal comune di Roma, ha aperto una sede tv di Avanguardia Nazionale, e alle sue trasmissioni hanno partecipato tutti i massimi esponenti della destra politica del Belpaese, ma anche quelli oltre i confini, suscitando spesso e volentieri non poche polemiche. Curioso come la notizia della scomparsa di Stefano Delle Chiaie, giunge nelle ore in cui il noto social network Facebook ha deciso di oscurare le pagine ufficiali di Casa Pound e Forza Nuova, i due gruppi di estrema destra più famosi in Italia, perché accusate di odio e attacchi verso gli altri.

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