Strage Nuova Zelanda, Tarrant “sono innocente”/ La follia del killer di Christchurch

- Niccolò Magnani

Nuova Zelanda, Brenton Tarrant si dichiara non colpevole per la strage delle moschee: “sono innocente”, l’ultima follia del killer di Chirstchurch

Brenton Tarrant
Brenton Tarrant, il killer di Christchurch (LaPresse, 2019)

L’imputato si dichiara non colpevole… pur avendo postato lui stesso il video della strage in quella diretta Facebook diventata purtroppo “famosa” in tutto il mondo in quel terribile 15 marzo scorso in quel di Christchurch, Nuova Zelanda. È cosi che si è dichiarato Brenton Tarrant, il 28enne neofascista accusato di essere l’autore delle stragi alle moschee della cittadina neozelandese: il supremasista bianco che già diverse “follie” – oltre alla pianificazione di una strage di tali proporzioni – aveva mostrato dall’arresto fino ai primi interrogatori (per non dimenticare quelle “dediche” scritte sul fucile a tanti autori di attacchi contro musulmani nel mondo, compreso il “nostro” Luca Traini) ha “colpito” ancora dichiarandosi del tutto innocente sulle 40 accuse di tentato omicidio e sull’accusa di aver commesso l’attentato di marzo.

BRENTON TARRANT, L’ULTIMA FOLLIA DEL KILLER

Ricordiamo che Tarrant risulta il primo imputato nella storia della Nuova Zelanda ad essere accusato di terrorismo ma secondo la sua linea difensiva lui sarebbe del tutto innocente: il vero processo è stato fissato per il 4 maggio prossimo ma le commissioni psichiatrici in carcere hanno ritenuto il presunto stragista del tutto idoneo mentalmente a sostenere un processo. Come prima mossa però di nuovo spiazza tutti e nonostante le immagini che lui si è autogirato prima di scagliare l’attacco ignobile (50 morti e ferimento di una dozzina di persone), si è autoproclamato “innocente”. Il primo attacco fu sferrato nella moschea di Al Noor mentre il secondo fu fatto davanti al centro islamico di Linwood, sempre a Christchurch durante la preghiera del venerdì nel mezzo di centinaia di fedeli islamici intenti nei riti rivolti verso La Mecca. In silenzio mentre parlava il suo avvocato, Tarrant non ha aggiunto una sola parola e con lo sguardo basso ha atteso che la giudice Cameron Mander fissasse in sei settimane la durata del processo, il cui inizio è stato programmato appunto per il 4 maggio 2020.



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