Stupro di gruppo a Trapani/ Il papà della vittima “Mia figlia ha tentato il suicidio”

- Davide Giancristofaro Alberti

Stupro di gruppo a Trapani, il racconto del papà della vittima a Storie Italiane: “Ha tentato il suicidio, l’ho fermata io”

como
Pixabay

Tante le dichiarazioni rilasciate dal padre della 18enne stuprata da quattro ragazzi in provincia di Trapani, in collegamento con il programma di Rai Uno, Storie Italiane. Secondo i giovani la 18enne sarebbe stata ubriaca, quindi ritenuta ‘poco credibile’, ma il papà della vittima ha spiegato: “Il fatto che mia figlia era ubriaca in realtà sostanzialmente non lo era, nel momento in cui il primo ha chiamato gli altri, mia figlia si è opposta, reagendo violentemente”. Quindi il papà ha proseguito: “Mia figlia voleva tentare il suicidio, aveva un’arma bianca, le ho afferrato il polso per togliergliela”.

E ancora: “Mi hanno offeso duramente sui social, le prime ricostruzioni sono state severe, ma sono riuscito grazie alla vostra collaborazione e agli amici che mi circondano a far emergere la realtà”. Ad un certo punto il papà si è fortemente commosso, lasciandosi andare in un pianto liberatorio: “Loro tentato di essere sopra la legge, secondo me c’è stata una doppia premeditazione: una prima, quella di organizzare una cena assieme a mia figlia, la seconda, dopo il fatto, per voler usare violenza nei confronti di mio figlio. Colpa di mia figlia? Staremo a vedere, lei è stata ingannata perchè alla festa ci dovevano essere altre ragazze poi mai arrivate. C’è una complicità premeditata”. Quindi il signor Antonio ha aggiunto: “Non sono disponibile a perdonare o dimenticare, chi ha sbagliato con mia figlia ha sbagliato tre volte: ingannandola, abusando di lei e poi l’hanno fotografata”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STUPRO DI GRUPPO A TRAPANI, PAPÀ VITTIMA: “NON LE HO CREDUTO, HO UN SENSO DI COLPA”

Continua a tenere banco il caso dello stupro di gruppo di Trapani e Storie Italiane ha intervistato in diretta televisiva il padre della vittima, una ragazza di 18 anni, a cui inizialmente lo stesso papà non aveva creduto: “Voglio rivendicare con forza il male che le donne ricevono e che si possa mettere fine a tutto questo il prima possibile”. Sulle sue iniziali parole di non credere alla figlia: “Quando è andata a fare la sua deposizione non mi ha spiegato nel dettaglio cosa fosse successo e io le ho solo detto: ‘Se hai subito violenza sporgi denuncia’. Poi lei se ne è andata e io ho contattato uno dei quattro presunti stupratori che mi hanno detto che mia figlia era ubriaca. Alle 18:00 tutti e quattro i ragazzi si sono presentati a casa mia, io ne conosco solo due. Uno di loro si chiama come un vicino di casa, e questa cosa mi ha completamente disorientato, perchè conosco queste persone”.

Quindi il papà della 18enne ha aggiunto: “Io sono non vedente, non è facile vedere lo sguardo, quindi mi hanno convinto a fare la mia deposizione ai carabinieri”. In seguito il padre è riuscito a parlare con la figlia: “Avrei dovuto dare più fiducia, ho il senso di colpa, sono stato ingannato, che ora devo riparare”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STUPRO DI GRUPPO A TRAPANI, LEGALE ARRESTATI: “NON È DETTO CHE VI SIA STATA VIOLENZA”

L’avvocato dei due ragazzi al momento in carcere per lo stupro di una ragazza 18enne in provincia di Trapani ha parlato stamane con il programma di Rai Uno, Storie Italiane: “Subito dopo il fatto i ragazzi hanno parlato fra di loro di quello che è successo, nelle intercettazioni uno dice di essere pronto a scappare ma è rimasto qui, sapeva perfettamente di essere intercettato”.

Sui reperti al vaglio degli inquirenti, leggasi le lenzuola e il materasso: “Non è colpevolezza ma tutt’altra cosa, non è detto che c’è stata una violenza, questo significa che hanno avuto dei rapporti poi sarà il tribunale se ci sarà violenza o meno. La tesi dei miei assistiti è contraria a quella della ragazza presumibilmente abusata. Avevano organizzato questa festa a cui era presente solo la giovane”. Sui lividi trovati sulla presunta vittima: “Sembrerebbe che la ragazza sia scivolata dalla scala in quanto era ubriaca. Uno dei ragazzi l’ha presa dalle braccia per farla rialzare”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STUPRO DI GRUPPO A TRAPANI, PAPÀ VITTIMA “HO DIFESO STUPRATORI”. LEGALE DEI RAGAZZI..

Il programma di Rai Uno, Storie Italiane, ha intervistato il legale dei ragazzi accusati di stupro, che ha spiegato quale sia la versione fornita dai propri assistiti agli inquirenti: “E’ andato abbastanza bene – le parole dell’avvocato in diretta telefonica con il talk show della televisione pubblica – i ragazzi hanno voluto rispondere, un fatto positivo, faremo ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare, secondo i ragazzi non ci sarebbe stata nessuna violenza”.

Quindi il legale ha aggiunto: “Attenzione, non ho detto che hanno spiegato che la ragazza fosse consenziente, ma che hanno dato la loro versione dei fatti e secondo la versione fornita dai due ragazzi non c’è stata alcuna violenza”. Sui lividi e le ecchimosi rivenute sul corpo della giovane stuprata, l’avvocato ha aggiunto quale sia la posizione dei propri assistiti: “La ragazza non è abbastanza esile ma robustae si sarebbe fatta questi lividi su questi avambracci come il risultato per il fatto che l’hanno presa in braccio e poi lei è caduta dalle scale perchè diceva che era ubriaca. Le lesioni sono nella parte alta”. Sulle lenzuola del letto dove sarebbe avvenuto lo stupro: “Sono sotto sequestro”, mentre sull’incidente probatorio: “Non è stato ancora fissato”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STUPRO DI GRUPPO A TRAPANI, PADRE VITTIMA: “ECCO PERCHÈ HO DIFESO GLI STUPRATORI”

A Storie Italiane il caso della 18enne ragazza che è stata stuprata da cinque giovani ventenni in quel della provincia di Trapani. Una violenza di gruppo che ha fatto scalpore oltre che per l’efferatezza del gesto quanto perchè il padre della vittima, inizialmente, aveva accusato la figlia perchè ubriaca, discolpando invece i cinque ragazzi che l’avrebbero stuprata. Il programma di Rai Uno ha intervistato stamane il padre di questa giovane: “E psicologicamente molto giù. A volte si sveglia di notte e urla – racconta il genitore – diceva che voleva essere lasciata tranquilla e stava male, va in cucina prende un coltello e tenta il suicidio, sono stato io a toglierle il coltello. La domenica è stata tutto il giorno in silenzio, non l’ho voluta tormentare per lasciarla nella sua riflessione, quando lunedì 8 febbraio ci ha detto che voleva esternare fiducia contro chi ci ha fatto male. Lei era cosciente ma un po’ carica di alcol e io per questo pensavo che stesse dicendo fesserie e ovviamente questo ha dato valore alla mia posizione che voleva giustificare questi ragazzi, quando poi il 9 lei torna dal pronto soccorso e mi racconta la storia, a quel punto ho cambiato direzione”.

Quindi il padre della giovane ragazza stuprata, ha proseguito: “Io essendo non vedente non potendo vedere lo sguardo le espressioni che mi mostravano, mi hanno fatto dichiarare tutto il contrario per arrivare a mettermi contro il popolo e mia figlia, due di questi ragazzi erano amici fin da infanzia, hanno mangiato a casa mia, ero un po’ come il loro papà, e mi son sentito tradito”.

STUPRO DI GRUPPO A TRAPANI, IL PAPA’: “FIERO DELLA MITA CITTA’”

Quindi il genitore ha concluso: “Sono fiero della mia città e non può accettare persone queste di tipo, non vorrei confrontarmi con questi soggetti, va sempre denunciato ogni cattivo gesto contro la dignità e il diritto di una persona”. Edoardo Lucarelli, inviato da Storie Italiane, ha precisato: “Quest’uomo ci è sembrato autentico in difficoltà e un grande senso di colpa verso la figlia, lui ci ha detto che i cronisti locali hanno dato subito risalto a questa notizia. Lui ha detto che non vedeva l’espressione di questi ragazzi, dice che è stato un po’ come un padre, si fidava di queste persone, poi la figlia aveva bevuto molto, quindi lui è andato dai carabinieri a denunciare ma in quel momento sono giunti anche i ragazzi e lui si è fatto un po’ coinvolgere”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA